La città di Czestochowa finanzierà la fecondazione "in vitro"

L'Arcivescovo Wacław Depo protesta conto il programma sanitario adottato dal Consiglio Comunale

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di don Mariusz Frukacz

CZESTOCHOWA, domenica, 21 ottobre 2012 (ZENIT.org) - Czestochowa è la prima città in Polonia, che finanzierà la fecondazione "in vitro". Con i voti favorevoli dell'Alleanza della Sinistra Democratica e di Piattaforma Civica, il Consiglio Comunale di Czestochowa, nel corso della 27° Sessione Ordinaria del 18 ottobre, ha adottato infatti una risoluzione relativa all'adozione di un programma sanitario dal titolo "Il trattamento della sterilità con la fecondazione in vitro per i residenti della città di Czestochowa nel 2012-2014".

Hanno votato contro il programma i consiglieri di Diritto e Giustizia e i membri di “Wspólnota Samorządowa” (Comunità locale) e si sono astenuti dal voto anche sette consiglieri di Piattaforma Civica.

"Tenendo conto del fatto che il lavoro sul progetto e il programma hanno aiutato l'ex Ministro della Sanità, Marek Balicki, nel governo di sinistra di Leszek Miller, allora si è chiarito che l'adozione di operazioni di finanziamento 'in vitro' nella nostra  città non è altro che l'attuazione del programma della sinistra" ha detto a ZENIT Konrad Głębocki, presidente di “Wspólnota Samorządowa” e vice presidente del governo locale del Consiglio Comunale.

"Nel frattempo - ha aggiunto - bisogna sottolineare che il governo locale di Czestochowa ha un sacco di altri problemi da risolvere".

Il programma di salute, come si legge nel documento della risoluzione, deve essere attuato nel periodo che va dall'1 ottobre 2012 al 31 dicembre 2014. I fondi del finanziamento del metodo “in vitro” prevedono un importo di 110.000  zloty.  Secondo gli autori del programma la dimensione della popolazione infertile di Czestochowa è di circa 8.000 coppie. 

Già nel novembre 2011, il presidente di Czestochowa, Krzysztof Matyjaszczyk, rappresentante della sinistra, aveva introdotto l'idea delle procedure di finanziamento pubblico "in vitro", aggiungendolo nel progetto di bilancio della città in qualità di "programma per promuovere lo sviluppo della famiglia”. Contro questa idea avevano protestato tra gli altri l'Azione Cattolica, mons. Stanislaw Nowak, arcivescovo  Metropolita di Czestochowa, e la Curia Metropolitana.

Quest'ultima si era dichiarata sorpresa che in tempi di crisi pubblica "ci fossero politici che a tutti i costi vogliono sovvenzionare la fecondazione in vitro, che è un metodo costoso, oltre che incerto e immorale". A causa della decisione del Consiglio Comunale, anche mons. Wacław Depo, attuale Arcivescovo Metropolita, il 19 ottobre, aveva fatto un appello ai cittadini. 

In occasione della festa del Beato don Jerzy Popieluszko, sacerdote e martire, il presule ha detto che "questo programma è pericoloso perchè distrugge il diritto naturale che è insito in ogni religione". “Vorrei sottolineare che sulla base della ragione, della scienza, della moralità e della fede si può notevolmente ridurre il male” ha aggiunto.

Mons. Depo ha spiegato che “Se rifiutiamo la legge naturale connessa con la legge di Dio, avremmo dovuto accettare l'Olocausto degli ebrei, il massacro dgli ufficiali polacchi a Katyn, la morte per fame degli Ucraini”.

Secondo l’Arcivescovo di Czestochowa ”Abbiamo bisogno di credere che si può "vincere il male con il bene." Abbiamo bisogno di una preghiera fiduciosa invocando i doni dello Spirito Santo per discernere la verità e non cedere alla tentazione di credere al liberalismo progressista e al secolarismo che separa l'uomo da Dio”.