La Civiltà Cattolica guarda al futuro senza rinnegare Sant'Ignazio

Presentata la nuova veste grafica della rivista dei gesuiti e le sue versioni digitali

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 503 hits

La Civiltà Cattolica si rinnova nella veste grafica, rimanendo fedele a se stessa e alla propria missione. I nuovi format cartaceo e digitale della storica rivista della Compagnia di Gesù – le cui bozze sono sempre controllate dalla Santa Sede – sono stati presentati stamattina in Sala Stampa Vaticana.

Durante la conferenza stampa è intervenuto monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, che ha ricordato la sua passata esperienza di revisore delle bozze, in qualità di sottosegretario ai Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato Vaticana. “Furono cinque anni di esperienza forte e costruttiva, di dialogo cordiale e franco”, ha raccontato monsignor Celli.

Sin dal suo debutto, nel 1850, ha proseguito il presule, La Civiltà Cattolica si presenta come un prodotto “assai attento all’attualità”, con un linguaggio “comprensibile non solo agli addetti ai lavori” e idoneo alle sfide e alle innovazioni di ogni epoca e al dialogo con il mondo di oggi, non solo a livello tecnologico ma soprattutto culturale.

In rappresentanza della Segreteria di Stato Vaticana, è intervenuto il sotto-segretario ai Rapporti con gli Stati, monsignor Antoine Camilleri, che ha ricordato la grande considerazione che i pontefici dell’ultimo secolo e mezzo hanno sempre nutrito nei confronti della Civiltà Cattolica.

La rivista dei gesuiti, che è anche il più longevo tra i periodici italiani, fu voluta dal beato Pio IX che nel 1866 - 16 anni dopo la fondazione – con il Breve Gravissimum supremi, diede alla Civiltà Cattolica uno statuto e la pose sotto la guida del Superiore Generale della Compagnia di Gesù.

Sebbene ai suoi inizi la rivista dei gesuiti si caratterizzò per contenuti e stili piuttosto “combattivi e spesso anche aspramente polemici, in sintonia con il clima generale di tensione” tra Chiesa e modernità, in particolare a partire dal Concilio Vaticano II, l’approccio è diventato di “confronto” e “dibattito” con coloro che non condividono la fede cristiana e, in alcuni casi, addirittura la osteggiano.

Tale dialogo, ha sottolineato monsignor Camilleri, è ispirato essenzialmente “dal solo amore per la verità”, come suggerisce anche la Gaudium et spes.

Un dato significativo menzionato dal sotto-segretario ai Rapporti con gli Stati è la propensione di più di un pontefice, a sottolineare la capacità della rivista dei gesuiti di stare al passo con i tempi, pur rimanendo obbediente alla tradizione e al magistero.

Nel 2006, infatti, Benedetto XVI, ricevendo gli scrittori del Collegio della Civiltà Cattolica, auspicò che la pubblicazione “per essere fedele alla sua natura e al suo compito”, non avrebbe mancato di “rinnovarsi continuamente”.

Quasi quarant’anni prima, invece, nel 1963, il beato Giovanni XXIII, parlando con l’allora direttore della Civiltà Cattolica, padre Roberto Tucci – poi creato cardinale – rivolse l’augurio che la rivista potesse divenire “sempre più giovane a misura del suo invecchiare”.

Da parte sua il direttore della Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, S.I., ha definito la rivista come “certificata da una sintonia speciale con la Santa Sede” ed in grado di arrivare “con la valigia diplomatica a tutti i Nunzi del mondo”.

La Civiltà Cattolica, dunque, “intende condividere un’esperienza intellettuale illuminata dalla fede e profondamente innestata nella vita culturale, sociale, economica, politica, artistica e scientifica dei nostri giorni”.

La spiritualità che anima la rivista dei gesuiti, ha proseguito padre Spadaro, continua ad affondare le radici nel carisma di Sant’Ignazio di Loyola, “una spiritualità umanistica, curiosa e attenta alla ricerca della presenza di Dio nel mondo, che nei secoli ha forgiato santi, intellettuali, scienziati e formatori” e, in tempi recentissimi “anche un Papa”. Il principio ispiratore è quello ignaziano per eccellenza: “cercare e trovare Dio in tutte le cose”.

La versione cartacea della Civiltà Cattolica è al primo restyling dopo 43 anni. La novità consiste nella variazione del font da Bodoni Poster a Bodoni Normal, leggermente ridisegnato, per avere un’identità sobria, ravvivata dalla presenza del colore bordeaux. I titoli interni restano in Bodoni, mentre cambia il carattere interno, che passa dal Simoncini Garamond al Cardo.

Altra novità è relativa alla digitalizzazione degli archivi di tutti i fascicoli della Civiltà Cattolica dal 1850 al 2008, attraverso il progetto Google Libri, tramite accordi con diverse biblioteche in Europa e negli Stati Uniti.

A livello di struttura, saranno eliminate le cronache, in quanto la loro funzione è affidata “ai quotidiani, e oggi anche ai blog e ai tweets in tempo reale”, ha spiegato padre Spadaro.

All’interno della rivista, dunque, ci sarà più spazio per le “riflessioni”, le “valutazioni critiche”, i “ragionamenti anche sulla contemporaneità più attuale”, grazie alla rubrica Focus. Appariranno inoltre nuove rubriche mobili come il Profilo e l’Intervista.

La Civiltà Cattolica è ora disponibile su tutti i tablet, con applicazioni su iPad, iPhone, Android, Kindle Fire e Windows 8. Già da ora è possibile scaricare gli ultimi due numeri della rivista: l’ultimo della vecchia versione e il primo della nuova.

Quanto alle prospettive future della Civiltà Cattolica, Spadaro ha affermato che “aumenterà rispetto al passato la presenza di firme internazionali di padri gesuiti e la varietà degli argomenti trattati”, sia pure sotto la supervisione di una redazione stabile.

È inoltre al vaglio la possibilità di lanciare un’edizione in inglese della Civiltà Cattolica ed eventualmente anche spagnola e portoghese. Altro auspicio di padre Antonio Spadaro è quello di incentivare i temi scientifici e musicali all’interno della rivista.