La complicata storia del rapporto tra Chiesa e Stato

Visita a Limina dei Vescovi della Repubblica Ceca, tra non credenti e nuova evangelizzazione

Roma, (Zenit.org) Redazione | 383 hits

È iniziata ieri 11 febbraio la visita ad limina dei Vescovi della Repubblica Ceca e dovrebbe concludersi venerdì 14 febbraio con un Udienza generale di papa Francesco.

Su circa 10 436.560 abitanti si stima che più del 50% dei cechi si dichiara non credente. I cattolici sono il 30%. Circa. 2,5 % della popolazione si dichiara protestante (Hussiti; Fratelli Boemi; Chiesa evangelica di confessione augustana). Gli ortodossi sono meno dell’1%

Il Paese è ripartito in 9 circoscrizioni ecclesiastiche con due arcidiocesi metropolitane e 7 suffraganee, più un esarcato apostolico per i cattolici di rito bizantino e un totale di  2.440 parrocchie.

L’evangelizzazione ebbe inizio nel IX secolo ad opera di missionari tedeschi che nell’845 battezzano 14 nobili cechi a Regensburg (Ratisbona). Seguirà l’arrivo dei Santi Cirillo e Metodio, i grandi evangelizzatori della Boemia e Moravia, che battezzeranno il Principe  Borivoj I.

Già nel X secolo il cristianesimo divenne religione ufficiale. Il primo vescovo di Praga fu Sant'Adalberto (956-997). Con la nascita e la diffusione del Movimento hussita, fondato dal teologo riformatore Jan Hus, nel XV secolo ebbe inizio uno scontro fratricida tra cristiani.

Hus, dichiarato eretico e condannato al rogo dalle gerarchie ecclesiastiche nel 1415,  diede inizio alle guerre hussite, protrattesi per 15 anni.

La Guerra dei Trent'anni (1618-1648) fu vinta dagli Asburgo sulla nobiltà protestante boema.

Nell’Ottobre 1919, l’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Cecoslovacchia con un atto di riconoscimento reciproco.

Nel 1928, dopo le tensioni nate in occasione delle celebrazioni per i 510 anni della morte sul rogo del riformista Jan Hus e culminate con il richiamo temporaneo del Nunzio Apostolico, i rapporti si normalizzano con la firma di un documento intergovernativo.

Tra il 1938 ed il 1945 le truppe naziste occuparono le regioni di confine della Boemia e della Moravia, ma la Santa Sede non li riconobbe.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo la costituzione del Protettorato di Boemia e Moravia, governato direttamente dalla Germania e la nascita di uno Stato Slovacco alleato della Germania nazista, la Santa Sede ebbe rapporti con il Governo in esilio a Londra.

Le relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Cecoslovacchia vennero ristabilite il 13 marzo 1945.

I rapporti si sono interrotti nuovamente dopo la presa del potere dei comunisti e la violenta repressione condotta contro la Chiesa cattolica dal nuovo regime con l’espulsione della rappresentanza diplomatica vaticana (1949-1989).

Sotto l’occupazione comunista, papa Pio XII diede istruzioni ai vescovi perché, in caso vengano incarcerati o deportati, consacrino clandestinamente propri successori. 

All'inizio degli anni Cinquanta nel Paese si contavano circa duemila sacerdoti in campi di lavoro o in prigione. Molti fedeli laici persero il lavoro, vennero processati e condannati per la loro fedeltà alla Chiesa.

I vescovi vennero tutti "impediti" ad esercitare il loro ministero. Tra questi l’arcivescovo di Praga Jozef Beran, già detenuto per tre anni nel lager nazista di Dachau.

I comunisti al domicilio coatto e nel 1952 venne inviato al confine nello sperduto villaggio di Radvanov dove rimase 14 anni.

Monsignor Agostino Casaroli, inviato da Paolo VI intervenne e riuscì a portare il cardinale Beran a Roma, conservando fino alla morte il titolo di Arcivescovo di Praga, senza però poter più tornare in patria. Beran morì in esilio a Roma nel 1969, all'età di 81 anni.

Tra le figure di maggiore spicco della Chiesa clandestina cecoslovacca va anche ricordato il vescovo slovacco Jan Christostom Korec, nominato da Giovanni Paolo II vescovo di Nitra nel 1990 e cardinale nel 1991

Nel 1977 monsignor František Tomasek, venne nominato cardinale e arcivescovo di Praga.

Il 19 aprile 1990, dopo la caduta del muro avvenuta nel 1989, la Santa Sede riaprì le relazioni diplomatiche con la Repubblica Federale Ceca e Slovacca (ČSFR), nata dopo la fine del regime comunista.

Il 21 aprile 1990 ci fu la prima visita di Giovanni Paolo II  in Cecoslovacchia. Al suo arrivo a Praga, durante la cerimonia di Benvenuto, il Papa salutò la nascente Repubblica con queste parole: "La vita delle Nazioni dell’Europa centrale e orientale è stata finora, sotto molti aspetti, paralizzata a causa della violenta applicazione di un’ideologia materialista, che non corrispondeva alle loro tradizioni spirituali né alle esigenze del presente alla vigilia del nuovo millennio. Queste Nazioni hanno bisogno di riprendersi e di rinnovarsi, non solo nell’ambito politico ed economico, ma anche in quello spirituale e morale".

Giovanni Paolo II visitò la Cecoslovacchia anche nel 1995 e nel 1997.

Il 1° gennaio 1993 Dopo la separazione consensuale delle due entità, ceca e slovacca, la Sede apostolica riconobbe la Repubblica Ceca.

Nel 1996 viene istituito l'esarcato di rito bizantino che dovrà accogliere i sacerdoti sposati ordinati clandestinamente sotto il regime comunista*.

Il 25 luglio 2002 ci fu la firma del "Patto tra la Santa Sede e la Repubblica Ceca sul regolamento dei rapporti reciproci". Esso prevede, tra l'altro, "il riconoscimento reciproco della personalità giuridica internazionale, il rispetto della libertà religiosa, il diritto della Chiesa di esercitare liberamente la sua missione apostolica, l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole e negli istituti prescolastici e scolastici, l'impegno a collaborare nella salvaguardia e nella manutenzione culturale della Repubblica Ceca e la soluzione delle questioni riguardanti i beni patrimoniali della Chiesa cattolica".

Ma il 21 maggio 2003 il Parlamento ceco non ratificò l’Accordo siglato nel 2002 tra la Santa Sede e il Governo ceco.

Nel settembre del 2009 Benedetto XVI fece una visita pastorale e solo nel Novembre 2012 fu approvato in via definitiva dal Parlamento, la legge che regola i rapporti finanziari tra Stato e Chiese e in particolare la questione della restituzione dei beni confiscati in passato dallo Stato alle Chiese.

Tra il 2012 e il 2013 ci sono state Celebrazioni in Repubblica Ceca e Slovacca del Giubileo dei Santi Cirillo e Metodio per ricordare il 1150° anniversario del loro arrivo nelle terre ceche e slovacche.

*Le informazioni per la stesura di questo servizio sono state fornite dal SEDOC