La comunicazione che crea comunione

Intervista a don Walter Insero, responsabile dell'Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma, in vista della 46° Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali

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di Salvatore Cernuzio

ROMA, venerdì, 4 maggio 2012 (ZENIT.org) – Si è svolto ieri, giovedì 3 maggio,  il tradizionale incontro di preparazione alla XLVI Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. 

L’evento, organizzato dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato, dalla Pontificia Università Lateranense e dall’Associazione Comunicazione e cultura Paoline onlus, era incentrato sul tema proposto dal Papa Benedetto XVI nel Messaggio di quest’anno, dal significativo titolo “Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione”, e si è tenuto nel Monastero di Trinità dei Monti della Fraternità monastica di Gerusalemme.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di padre Stefano Albertazzi, della comunità dei Figli di Dio di don Divo Bazzotti, di Daniela Iannotta, docente di Filosofia del linguaggio a Roma Tre e di mons. Dario Edoardo Viganò, preside del Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis.

Nel corso della serata, è stato presentato un abstract del film “Il grande silenzio” di Philip Gröning (2005) e diverse poesie interpretate dall’attore Gianni Magno. A conclusione, è stato conferito il premio 'Paoline Comunicazione e cultura 2012' a don Fabio Rosini, direttore del Servizio diocesano per le vocazioni, iniziatore, diversi anni fa, del progetto di catechesi su “I dieci comandamenti”.

Subito dopo l’incontro, ZENIT ha incontrato don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Roma, che ci ha raccontato come si è svolta la serata e ricordato quanto sia importante oggi diffondere “una comunicazione buona e silenziosa”.

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Don Walter, iniziamo parlando dal particolare tema proposto dal Santo Padre: “Silenzio e Parola”….

Don Insero: Il tema dell’anno sorprende, perché esorta a dare il giusto rilievo al silenzio nella comunicazione, che non contrasta affatto con il fenomeno comunicativo, anzi ne rappresenta proprio il centro.

Nel messaggio del Papa emerge proprio che il silenzio è il cuore di un’autentica comunicazione, che diventa poi cammino di evangelizzazione.

L’evento di oggi non è stato il classico convegno, bensì un’occasione di silenzio, e dunque di ascolto, di preghiera e di meditazione.

Non a caso è il luogo che ha ospitato l’evento era proprio un monastero nel cuore di Roma.

Don Insero: L’incontro si è svolto nella sede di una fraternità che ha come carisma l’essere monaci nella città. È una comunità di nuova fondazione che vuole portare un’oasi di calma, di silenzio e di orazione - il carisma monastico - proprio al centro di Roma, a piazza di Spagna.

Si è scelto questo monastero perché la riflessione fosse favorita da un luogo che, come un rifugio, testimoniasse l’importanza del silenzio, che non è mancanza o vuoto, ma condizione essenziale perché vi sia una vera relazione privilegiata con Dio, una relazione di ascolto, non passiva, ma di vero dialogo.

L’evento ha preso, inoltre, le mosse dal film Il grande silenzio. Di cosa parla questo film?

Don Insero: Il film è una sorta di documentario che permette di varcare la clausura della Grande Chartreuse. Entrando “in punta di piedi”, si assiste allo scorrere della vita all’interno di queste mura che, da secoli, odono solo un grande silenzio.

È particolarmente suggestivo ascoltare i suoni della creazione, che diventano protagonisti e restituiscono la parola detta. In questa chiave, silenzio e parola non sono più un’antitesi, ma una realtà assolutamente coincidente che richiama, attraverso la Creazione, al vero dialogo con il Creatore.

Il cinema, quindi, come strumento di comunicazione; una comunicazione mirata alla fede, come quella che sta alla base del progetto Una porta verso l’infinito, promosso dall’Ufficio Comunicazioni Sociali, nel quale l’arte, in tutte le sue espressioni, diventa un ponte tra l’uomo e Dio...

Don Insero: L’arte è la forma più alta di comunicazione perché “svela” l’invisibile, permettendo di sperimentare la bellezza. L’arte insegna che l’uomo non è relegato ad una vita mediocre e banale ma è chiamato sempre ad alzare lo sguardo al cielo e a guardare oltre se stesso.

È questo ciò che abbiamo cercato di fare con Una Porta verso l’Infinito: porre i nostri contemporanei sulla “via della bellezza” per annunciare la buona novella di Cristo.

Anche il Direttorio delle Comunicazioni Sociali pone l’arte come strumento privilegiato per la comunicazione della fede.

Don Walter: La comunicazione non è fatta solo da un giornale o da un programma radiofonico, ma anche dalla musica, da un film, da un testo teatrale. L’arte, con il suo linguaggio universale, è un modo straordinario per arrivare in modo credibile all’uomo di oggi.

In un mondo mediatico nel quale risalta principalmente la cronaca nera e lo scandalo, può esistere una buona comunicazione?

Don Insero: Chi lavora nell’ambito di una comunità ecclesiale, fa sempre buona comunicazione. La Chiesa comunica il Vangelo, la buona notizia appunto, la verità che rende liberi e che permette di entrare nella vita nuova. Per questo motivo la comunicazione deve essere tesa alla comunione.

Ma questo tipo di comunicazione fa notizia?

Don Insero: Spesso no. Si tratta di uno stile fuori moda. Eppure è una comunicazione autentica, perché è volta sempre all’apertura nei confronti di chi non crede, al dialogo costante.

Attraverso quali strumenti concretamente la Diocesi di Roma fa tutto questo?

Don Insero: Il nostro impegno si concretizza attraverso la redazione di Romasette, inserto domenicale di Avvenire, e Romasette.it: due prodotti editoriali che raccontano ciò che avviene nella Diocesi, sapendo cogliere i segni dei tempi.

Abbiamo, poi, aggiunto un programma radiofonico, Ecclesia in urbe, nato dal legame fecondo tra il Vicariato e la Radio Vaticana. Questo programma vuole raccontare la vita della comunità cristiana nella città e soprattutto vuole dar voce ai membri del popolo di Dio che vivono nella diocesi del Papa.

C’è infine Una porta verso l'Infinito, con tutte le sue iniziative culturali e artistiche, che raggiungono tante persone, che vengono coinvolte anche emotivamente, da concerti, spettacoli, incontri. Ci sono, infine, i corsi di formazione in collaborazione con il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; il Pontificio Consiglio della Cultura e l’Ufficio nazionale per le Comunicazioni Sociali.