La comunione con il Padre fonte di vita eterna

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 915 hits

Lettura

Dopo la guarigione da parte di Gesù di un paralitico in giorno di sabato, e la manifesta ostilità dei Giudei che cercavano di ucciderlo perché si faceva uguale a Dio, Gesù, progressivamente, svela la sua identità di figlio di Dio e il suo rapporto intimo con il Padre, a cui è legato da un rapporto di amore e di obbedienza alla sua volontà. Il Padre si rivela totalmente al Figlio e lo rende partecipe del potere divino di giudicare e di dare la vita. Tutti i segni che Gesù va operando mirano a suscitare la fede in lui come Figlio di Dio, padrone dalla vita e fonte di una vita nuova ed eterna. 

Meditazione

Di fronte ai Giudei, che si scandalizzano perché Gesù si manifesta come il padrone del sabato, egli si rivela come il figlio di Dio, che ha un rapporto filiale unico con il Padre. La piena unità nell’agire tra il Padre e il Figlio è frutto della sua piena adesione alla volontà del Padre, con cui il Figlio condivide la sua infinita misericordia verso l’umanità intera. Gesù è venuto nel mondo per rivelare a tutti che l’umanità non è orfana, ma ha un Padre. Attraverso tutto quello che Gesù è, dice e opera ci rivela il Padre e ci introduce nella familiarità con il Padre. Gesù non poteva tenere per sé ciò che era il suo bene più grande: l’amore del Padre. Questo amore egli l’ha rivelato agli uomini, perché tutti potessero diventare partecipi di questo stesso dono. È l’amore reciproco fra il Padre e il Figlio che li rende così uguali, tanto che la volontà dell’uno è un tutt’uno con quella dell’altro. Tra Gesù e il Padre c’è una sintonia perfetta. Il Padre mostra ciò che il figlio deve operare, e vuole che il Figlio sia onorato come Lui è onorato. Questa relazione intima fra il Padre e il Figlio può estendersi anche a coloro che si pongono in docile ascolto della parola del Figlio e credono al Padre. Coloro che credono possono ottenere il dono della vita eterna già nel presente, e sfuggono al giudizio di morte e di condanna. Giudicare, dare la vita, risuscitare i morti è parte essenziale della missione di Cristo che il Padre, fonte della vita, gli ha affidato. Al “Figlio dell’uomo” spetta il diritto di esercitare il giudizio finale sull’umanità. Il destino futuro di vita o di condanna di ogni uomo dipende dalla scelta personale che questi fa nella sua vita davanti a Gesù rivelatore del Padre. 

Preghiera 

«Tu sei il Cristo, Figlio di Dio vivo, Tu sei il rivelatore di Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura, il fondamento di ogni cosa; Tu sei il maestro dell’umanità, Tu sei il Redentore» (Paolo VI). 

Agire

Oggi leggerò un brano del Vangelo per mettermi in ascolto del Figlio e farmi giudicare dalla sua parola.

Meditazione del giorno a cura di monsignor Michele Pennisi, arcivescovo eletto di Monreale, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it