La Conferenza episcopale elvetica ricorda che la Chiesa non può accettare l'ordinazione femminile

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BERNA, martedì 30 marzo 2004 (ZENIT.org).- In una dichiarazione di cinque pagine la Conferenza Episcopale Elvetica (SBK, sigla in tedesco) si è pronunciata sulla richiesta avanzata dal Sinodo cattolico di Lucerna per l’ordinazione delle donne e l’abolizione dell’obbligo del celibato.



La decisione spetta alla Chiesa universale, ha scritto la SBK in merito ad entrambi i casi, infliggendo anche delle sanzioni disciplinari al Sinodo, per aver scavalcato le sue competenze con queste pretese. Stando a quanto si apprende da una nota della “Reformierte Nachrichten Agentur” (RNA).

Per quello che riguarda l'ordinazione di "viri probati", ovvero degli uomini, che si sono affermati nel matrimonio e nel lavoro, come nella vita della Chiesa e nell’ambito pubblico, la Conferenza dei Vescovi Svizzeri, nella dichiarazione pubblicata giovedì scorso ribadisce che gli ultimi Papi così come Giovanni Paolo II hanno attribuito un eminente significato al celibato.

I Vescovi svizzeri si dicono convinti che la Chiesa andrebbe incontro ad un profondo impoverimento, qualora in essa non ci fossero più preti disposti a condurre la propria vita nel celibato.

La questione dell’ordinazione femminile è poi un’altra, anche la Chiesa ed il Papa non avrebbero alcun potere, per introdurre questo cambiamento, poichè secondo quanto sostiene il Santo Padre questo si opporrebbe all’intenzione dello stesso Gesù.

Inoltre, secondo i vescovi, il sacerdozio è un sacramento, e non c’è alcun diritto sulla consacrazione dei sacerdoti, neanche per l’uomo. Perciò la questione dell’ordinazione delle donne non può essere una questione di pari opportunità o di diritti umani.

Alla fine dello scritto i Vescovi discutono sulla liceità delle dichiarazioni avanzate dal Sinodo, “che non riguardano la cura delle anime, quanto la pratica della fede della Chiesa mondiale”.

Paula Beck, autrice dell’iniziativa portata avanti dal Sinodo di Lucerna, secondo la SBK, ha provocato un comportamento scismatico e ha commesso una grave infrazione ai danni della costituzione della Chiesa locale, poichè ha esortato le comunità ecclesiali “ad andare contro il Vescovo o ad agire anche senza la Missio [licenza, ndr] del Vescovo nella assistenza spirituale”.

La SBK ha chiesto al Sinodo di Lucerna una chiara spiegazione sulla posizione da essa tenuta nei confronti delle “ dichiarazioni pubbliche oltremodo problematiche dell’autrice di questa inziativa”.