La costituzione conciliare "Gaudium et spes" e Teilhard De Chardin

Inaugurato l'anno accademico 2012/2013 dell'Istituto Teologico Calabro

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di Anna Rotundo

ROMA, lunedì, 19 novembre 2012 (ZENIT.org).– E’ stato inaugurato l'anno accademico 2012/2013 dell’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X” di Catanzaro, con una quanto mai brillante  Prolusione tenuta da Padre Rosino Gibellini - Teologo e Direttore letterario della Editrice Queriniana – dal titolo "Evangelizzazione: la costituzione conciliare Gaudium et spes e Teilhard De Chardin". «La fede... si trova ad essere sottoposta più che nel passato a una serie di interrogativi che provengono da una mutata mentalità che, particolarmente oggi, riduce l’ambito delle certezze razionali a quello delle conquiste scientifiche e tecnologiche. La Chiesa tuttavia non ha mai avuto timore di mostrare come tra fede e autentica scienza non vi possa essere alcun conflitto perché ambedue, anche se per vie diverse, tendono alla verità.  Questo il messaggio contenuto nei saluti di S.E. Mons. Luigi Antonio Cantafora, Moderatore dell’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X”,  di S.E. Mons. Vincenzo Bertolone Moderatore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Maria Mediatrice”, e del Prof. Natale Colafati, Direttore dell’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X”.

Interessantissima la lectio di Gibellini: vi è una superba lettura "cristiana" dell'evoluzione elaborata non da un teologo, ma da un paleontologo oltre che geologo: si tratta della concezione del gesuita Teilhard de Chardin, una personalità di spicco della cultura francese del novecento. Nasce a Sarcenat (Alvernia) nel 1881. Muore a New York nel 1955. Scienziato (paleontologo e geologo), filosofo e teologo francese. Entrò nella Compagnia di Gesù nel 1899.

Partecipò a spedizioni scientifiche importanti tra le quali quella in Cina del 1926 che portò alla scoperta del discusso sinantropo, l’ominide fossile vissuto nel Pleistocene medio (200-300.000 anni fa).

Ampliò il campo della sua ricerca scientifica al dibattito cosmologico e teologico e ciò lo rese inviso agli ambienti ufficiali della chiesa cattolica.

L'uomo - secondo Teilhard de Chardin - non è il centro statico dell'universo, ma la freccia dell'evoluzione: nell'uomo lo psichismo diventa "riflessione". In questo l'uomo, pur essendo il prodotto dell'evoluzione animale, si distingue da tutti gli animali: egli non solamente sa, ma sa di sapere. Siamo di fronte ad un evento assolutamente nuovo nella storia dell'universo, ad una "discontinuità": per la prima volta sulla faccia della Terra la coscienza si riflette su se stessa. Non si tratta, tuttavia, di una rottura col passato: vi è una "discontinuità" nella "continuità".

L'evoluzione non si ferma con l'uomo, ma va avanti proprio grazie all'uomo. L'evoluzione procede con la "socializzazione": "un fenomeno di convergenza dell'umanità su se stessa in forza del quale viene superato l'individualismo per attuare una solidarietà di pensare, di volere, di agire, di produrre, la cui assenza, al contrario, costituisce il peccato. Ecco alcune parole di Teilhard de Chardin: “Gli uni dicono: ‘aspettiamo pazientemente che il Cristo ritorni’. Gli altri: ‘Finiamo piuttosto di costruire la terra’. E i terzi ‘Per affrettare la Parusia, finiamo di costruire l’uomo sulla terra’”.