“La crisi attuale è una crisi della verità sull’uomo”

Secondo don Mariano Fazio, Rettore della Pontificia Università della Santa Croce

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CITTÀ DEL VATICANO, mercoledì, 16 maggio 2007 (ZENIT.org).- La crisi attuale è una crisi “antropologica”, sostiene don Mariano Fazio, Rettore della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.



ZENIT lo ha intervistato in relazione al suo libro “Storia delle idee contemporanee. Una lettura del processo di secolarizzazione”, recentemente pubblicato anche in spagnolo da Rialp.

Mariano Fazio (Buenos Aires, 1960) è professore ordinario di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di comunicazione sociale istituzionale della stessa Pontificia Università della Santa Croce.

Come storico e filosofo ha scritto, tra l’altro, “Del buen salvaje al ciudadano” (Buenos Aires, 2003) e “Historia de la Filosofía Contemporánea”, in collaborazione con Francisco Fernández Labastida (Madrid, 2004).

La secolarizzazione è per forza un processo negativo?

Fazio: Secondo la tesi contenuta nel libro, esistono due processi di secolarizzazione. Uno forte, che si identifica con l’affermazione della assoluta autonomia dell’uomo, in cui si taglia ogni rapporto con l’istanza trascendente.

Dal punto di vista cristiano – ma anche da quello antropologico – si tratta di un processo molto negativo, perché la persona umana non si comprende senza un’apertura al trascendente.

Ma esiste un altro processo di secolarizzazione che ho definito “sclericalizzazione”, che consiste nella presa di coscienza dell’esistenza di una relativa autonomia della sfera temporale. Cosa che giudico profondamente cristiana.

Si tratta di stabilire una distinzione – non una separazione radicale – tra l’ordine naturale e quello sopranaturale, e tra il potere politico e la sfera spirituale. In altre parole, si tratta di essere coerenti con il “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”.

Il primo processo potrebbe essere identificato con il laicismo, mentre il secondo sarebbe l’affermazione del principio secolare.

Il suo libro sulle idee contemporanee sembra identificare queste idee con la cultura occidentale. È così?

Fazio: Credo che la cultura occidentale non la si può comprendere prescindendo dal Cristianesimo. I due processi citati implicano una relazione diretta con la presenza della religione cristiana nella storia delle nostre società. Non è possibile parlare di Voltaire, Nietzsche o Marx, senza considerare la loro posizione rispetto alla rivelazione cristiana.

In questo senso, la secolarizzazione è caratteristica di una cultura di origine cristiana, come lo è quella occidentale. In altre culture vi sono stati processi diversi e gli elementi di secolarizzazione che si stanno sviluppando in Asia o in Africa hanno un’origine occidentale.

Liberalismo, nazionalismo, marxismo e scientismo, sono secondo lei “religioni alternative”. È pensabile che possano coesistere insieme alla religione?

Fazio: Le ideologie che hanno caratterizzato i secoli XIX e XX hanno la pretesa di porsi come spiegazioni esaustive riguardo l’uomo e il suo destino.

In questo senso sono incompatibili con le religioni, le quali anch’esse pensano di poter dare una spiegazione totale del mondo.

Tuttavia, le ideologie citate nel libro non sono identiche tra loro, esistono alcune versioni che non si oppongono in modo così radicale alla religione.

Nel mio libro cerco di precisarlo nella presentazione delle ideologie, pur non mancando di criticare chiaramente le antropologie riduttive che vi si trovano alla base.

Il mondo contemporaneo continua a trovarsi in un periodo di crisi. Si tratta di una crisi fondamentalmente antropologica?

Fazio: Sono convinto che la crisi attuale è una crisi della verità sull’uomo.

Per questo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno voluto fortemente confidare nel potere della ragione, che può arrivare a verità oggettive e normative. Credo che il magistero di Giovanni Paolo II si può considerare come il tentativo di rendere evidente la bellezza della verità sull’uomo.

La verità può essere conosciuta (Fides et ratio), può essere vissuta (Veritatis splendor) e deve essere diffusa (Redemptoris missio).

L’attuale Papa sta compiendo un grande sforzo per far riscoprire la legge naturale, che getta luce sui principali problemi della cultura contemporanea (famiglia, vita, pace, dialogo interculturale, ecc.).

Che esito ha avuto la proposta di Giovanni Paolo II di un nuovo ordine mondiale?

Fazio: La proposta di Giovanni Paolo II sul nuovo ordine mondiale è stata formulata in modo sintetico e chiaro nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1995.

In quell’occasione il Papa ha parlato della sostanziale unità del genere umano, della tensione antropologica tra l’apertura universale e l’identificazione con il particolare. Tensione che occorre vivere in sereno equilibrio.

Ha anche sottolineato l’esistenza di un ordine morale oggettivo, che implica il rispetto dei diritti della persona umana nella sua integrità.

Purtroppo, dal 1995 ad oggi abbiamo visto che i fatti storici concreti hanno seguito un percorso diverso.

Ad ogni modo, in tale discorso traspariva una grande fiducia in Dio e nella persona umana, la quale mantiene sempre la capacità di riprendere cammini perduti. Oggi è in corso una battaglia culturale tra coloro che sostengono una visione integrale della persona umana e coloro che partono da presupposti riduzionistici.

Sono fiducioso che la bellezza della verità dell’uomo possa prevalere, poiché i sintomi di stanchezza nei confronti di un ambiente nichilista e relativista sono già visibili.

In definitiva, dipende tutto dall’uso che gli uomini e le donne faranno della libertà, massimo dono di Dio nell’ordine naturale.