La Croce, atto d’amore che libera dal demonio, afferma monsignor Angelo Comastri

All’inaugurazione di un corso su “Esorcismo e satanismo”

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ROMA, giovedì, 13 ottobre 2005 (ZENIT.org).– “Il demonio esiste, ma non esiste l’onnipotente del male. L’infinito è uno solo e infinitamente buono”, ha affermato monsignor Angelo Comastri.



Così il Vicario Generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano ha aperto, giovedì 13 ottobre a Roma, il secondo corso su “Esorcismo e satanismo” organizzato dall’ “Istituto Sacerdos” per la formazione permanente dei sacerdoti dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, in collaborazione con il Gruppo di Ricerca ed Informazione Religiosa (GRIS).

“Partendo dal Vangelo non si può dubitare dell’esistenza del demonio – ha affermato Comastri – , e la sua esistenza più che nella vita dei peccatori si vede nella vita dei santi. Leggete la vita dei santi, tutti hanno dovuto combattere con il demonio, in particolare l’esistenza del demonio si vede nella vita di Gesù nostro Signore”.

“Ma il demonio non è il dio del male – ha continuato l’alto prelato –, perché non esiste un onnipotente in negativo. L’infinito è uno solo e infinitamente buono. Il demonio è una creatura creata buona da Dio, ma questa creatura è diventata cattiva ribellandosi a Dio”.

“E’ fondamentale ricordare questa verità non per banalizzare il demonio ma per collocarlo nella giusta dimensione”, ha chiarito.

Monsignor Comastri ha quindi spiegato che “Gesù ha sconfitto satana con la sua passione e la sua morte, collocando dentro la storia umana invasa da Satana la potenza sanatrice dell’amore e del perdono di Dio”.

Il Vicario Generale di Sua Santità per il Vaticano ha precisato che seppure l’opera della salvezza è in atto, il principe di questo mondo “può ancora agire, perché l’opera della salvezza di Cristo non è ancora conclusa nella nostra vita, chiamata continuamente a decidersi pro o contro di Lui”.

Circa l’opera risanatrice dei seguaci di Cristo, Comastri ha affermato che “quando la libertà cade schiava di satana l’uomo ne riporta gravi ferite nella sua vita”.

Per questo “Gesù ha dato ai suoi apostoli il potere di cacciare i demoni e di liberare dai demoni con la potenza del suo sangue redentore, con la potenza dell’amore collocato dentro la storia attraverso la sua morte in Croce”, ha aggiunto.

Secondo il Vicario Generale di Sua Santità “è a questa potenza che attingiamo noi per cacciare i demoni. Questo potere è reale e va preso sul serio, ma va esercitato con grande umiltà evitando analisi frettolose, ed evitando di degenerare in arti magiche di liberazione, ricordando sempre che è Gesù che libera attraverso la potenza della preghiera che sboccia dalla fede, e attraverso la potenza dei sacramenti di fede”.

“Potenza continuamente attinta dalla croce perché tutta la salvezza, parte da quel fatto di amore infinito con il quale Gesù entra nella storia come Salvatore”, ha poi precisato.

Comastri ha quindi spiegato come, nel Vangelo, Gesù attraverso le tentazioni da lui volutamene subite ci abbia indicato una terapia preventiva nei confronti del demonio.

L’alto prelato ha poi rammentato uno dei dialoghi del “Curato D’Ars” in cui al Demonio che afferma: “Io posso fare tutto quello che fai tu, posso fare anche le tue penitenze, ti posso imitare in tutto, una sola cosa non posso fare, non posso imitarti nell’umiltà”, San Giovanni Maria Vianney risponde “per questo io ti vinco”.

“L’umiltà è il più grande baluardo nei confronti del demonio e l’umiltà sboccia sempre in preghiera ed in adorazione”, ha sottolineato monsignor Comastri.

In conclusione il Vicario Generale di Sua Santità, ha parlato di Maria, “la creatura che ha messo in pratica tutto questo in modo esemplare”. “Per questo l’aiuto di Maria, la confidenza con Maria, la preghiera mariana è sicuramente una via per mettere in pratica gli antidoti indicati da Gesù, ed avere attraverso l’intercessione di Maria il contatto più immediato con la potenza di Cristo Salvatore che è la radice di ogni liberazione”.

Alla domanda di una giornalista sul perché esista il male, Comastri ha risposto: “L’orgoglio è la radice di ogni male perché l’orgoglio ci stacca da Dio, e quando ci si stacca da Dio ci sono tutte le altre conseguenze”.

“La storia in cui viviamo non è più quella uscita dalle mani di Dio, ma una storia dove ci sono tutti gli effetti di una libertà che si è schierata contro Dio”, ha continuato.

“Nella croce Gesù ha pronunciato un atto opposto a quello di Satana, è un atto di umiltà, un atto di amore dal quale parte una controstoria della quale noi facciamo parte per quella grazia di Dio per la quale vogliamo spendere tutta la nostra vita”, ha infine concluso.