“La Croce è amore e l’amore è Dio”, ricorda il Cardinal Bertone ai Passionisti

Dal 10 al 21 ottobre la Congregazione celebra il suo Capitolo generale

| 590 hits

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 10 ottobre 2006 (ZENIT.org).- Nel messaggio inviato a nome di Benedetto XVI al Preposito generale della Congregazione della Passione di Gesù, il Segretario di Stato vaticano, il Cardinale Tarcisio Bertone, ha ricordato ai Passionisti che “la Croce è amore e l’amore è Dio”.



Nella nota indirizzata a padre Octaviano D’Egidio C.P. in occasione del Capitolo generale della Congregazione, in svolgimento dal 10 al 21 ottobre, il porporato ha ricordato che il Papa è legato ai Passionisti da “un’antica conoscenza avendo avuto modo di ammirare, fin dagli anni della sua attività accademica in Germania, la personalità di san Paolo della Croce”.

Il fondatore della Congregazione, ha ricordato il Cardinal Bertone, “concepiva la Passione di Gesù come la più grande manifestazione dell'amore di Dio, capace di convertire i cuori al di là di quanto può fare qualunque altro argomento”.

“In effetti, solamente alla luce della Croce ci si può avvicinare al mistero dell' Amore divino”, ha osservato.

“Questo è il messaggio che voi siete chiamati ad annunciare anche nel nostro tempo – ha scritto ai Passionisti –; questo lo spessore del vostro carisma, la luce della contemplazione alla quale dovete dedicarvi nella solitudine dei vostri ritiri, come Paolo della Croce chiamava le sue case religiose, o creando un analogo spazio di contemplazione nelle diverse situazioni in cui si svolge oggi la vostra missione”.

Il Cardinal Bertone ha ricordato che si tratta “di una missione sempre attuale: quella cioè di mostrare che la Croce è amore e che l'amore è Dio”.

San Paolo della Croce, ha continuato, era “intimamente convinto che i mali del mondo derivano dalla dimenticanza della Passione di Gesù: per questo, suo anelito incessante fu fare memoria e invitare a fare memoria della Passione”.

“L'unione con Cristo crocifisso diventava per lui stimolo alla comunione con tutti gli uomini, passione per la giustizia e per la carità. Nel mistero della Croce trovava la forza per agire e per valorizzare le rinunce e le sofferenze, desideroso sempre di condividere il dolore del Redentore per i mali dell'umanità”.

Il Capitolo generale dei Passionisti è dedicato soprattutto alla “ristrutturazione” e alla “rivitalizzazione” della loro presenza nella Chiesa e nel mondo, “per tradurre in opere adatte ai tempi gli insegnamenti sempre attuali del Fondatore”.

“Nel vostro lavoro di ‘ristrutturazione’ tenete presenti la sollecitudine per l'unità della Congregazione e la responsabilità di ciascuno per tutte le sue parti, la ricerca di una formazione sempre più unitaria e approfondita, lo scambio di personale e di mezzi di sostentamento soprattutto in vista di un reciproco sostegno fra Paesi economicamente avvantaggiati e quelli in via di sviluppo, l'apertura alla collaborazione con le Chiese locali, con gli Istituti a voi aggregati, con i fedeli laici, la sensibilità verso le nuove forme di povertà e i ‘crocifissi’ del nostro tempo”, ha esortato il Cardinal Bertone.

“Il coinvolgimento di tutti i membri della vostra Congregazione nella riflessione sul carisma della Passione, come pure nella ricerca di una vita e di un apostolato più autentici e fedeli allo stile originario, non potrà non suscitare in voi il desiderio di una intimità profonda con Cristo, che vi preservi dal rischio di cedere alle influenze dello spirito del mondo e della cultura secolarizzata, che tenta di penetrare anche nella mente e nel cuore dei consacrati”, ha concluso.

San Paolo della Croce (1694-1775) fondò il primo “Ritiro” dei Passionisti nel 1737. Il 15 maggio 1741 la Congregazione venne approvata da Benedetto XIV. Pio IX lo proclamò beato nel 1853 e Santo nel 1867.

I Passionisti sono diffusi in 54 Nazioni e hanno oggi 27 Province e 20 Vicariati, per un totale di 2.300 religiosi distribuiti in 393 conventi.