La Croce, segno per eccellenza dell’Amore che vince la violenza, spiega il Papa

| 725 hits

CASTEL GANDOLFO, domenica, 17 settembre 2006 (ZENIT.org).- La Croce sulla quale è morto Cristo è per il cristiano il segno dell’Amore capace di vincere l’odio e la violenza, ha spiegato Benedetto XVI questa domenica.



In occasione della recita della preghiera mariana dell’Angelus, dopo aver chiarito le sue parole che hanno suscitato polemiche tra i musulmani, ha ricordato due festività liturgiche che la Chiesa ha appena vissuto: la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, celebrata il 14 settembre, e la memoria della Madonna Addolorata, il giorno successivo.

“Queste due celebrazioni liturgiche si possono riassumere visivamente nella tradizionale immagine della Crocifissione, che rappresenta la Vergine Maria ai piedi della Croce, secondo la descrizione dell’evangelista Giovanni, unico degli Apostoli a restare accanto a Gesù morente”.

“Ma che senso ha ‘esaltare’ la Croce? Non è forse scandaloso venerare un patibolo infamante?”, ha chiesto il Vescovo di Roma ai pellegrini riuniti nella residenza pontificia di Castel Gandolfo nonostante la pioggia.

I cristiani, ha spiegato, “non esaltano una qualsiasi croce, ma ‘quella’ Croce che Gesù ha santificato con il suo sacrificio, frutto e testimonianza di immenso amore”.

“Cristo sulla Croce ha versato tutto il suo sangue per liberare l’umanità dalla schiavitù del peccato e della morte”.

“Perciò, da segno di maledizione, la Croce è stata trasformata in segno di benedizione, da simbolo di morte in simbolo per eccellenza dell’Amore che vince l’odio e la violenza e genera la vita immortale”.

Accanto alla Croce c’era Maria, ha ricordato il Papa. “Il suo dolore forma un tutt’uno con quello del Figlio. E’ un dolore pieno di fede e di amore. La Vergine sul Calvario partecipa alla potenza salvifica del dolore di Cristo, congiungendo il suo ‘fiat’ a quello del Figlio”.

“Spiritualmente uniti alla Madonna Addolorata, rinnoviamo anche noi il nostro ‘sì’ al Dio che ha scelto la via della Croce per salvarci”.

“Si tratta di un grande mistero che è ancora in atto, fino alla fine del mondo, e che chiede anche la nostra collaborazione – ha concluso –. Ci aiuti Maria a prendere ogni giorno la nostra croce e a seguire fedelmente Gesù sulla via dell’obbedienza, del sacrificio e dell’amore”.