"La desertificazione della Fede è il vuoto che si è diffuso"

Aperto a Palestrina l'anno delle fede diocesano

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di Paolo Schiavella     

PALESTRINA, lunedì, 22 ottobre 2012 (ZENIT.org).- L’Anno della Fede proclamato da papa Benedetto XVI si è aperto ufficialmente nella diocesi la sera di sabato 13 ottobre scorso nel duomo di Sant’Agapito con una solenne ed animata celebrazione presieduta dal vescovo di Palestrina, mons. Domenico Sigalini, e da numerosi fedeli provenienti dall’intera diocesi.

“Siamo convenuti nella Chiesa Madre della nostra diocesi – ha annunciato il lettore in premessa - per vivere una solenne Veglia di Preghiera per l’apertura dell’Anno della Fede, indetto dal papa Benedetto XVI”.

“In questa Veglia dal sapore non propriamente liturgico – ha commentato lo stesso lettore - ci faremo guidare da alcuni segni che desideriamo vivere per ravvivare nel nostro cuore il dono preziosissimo della Fede”.

Dopodiché la veglia è stata caratterizzata da momenti intensi come quello dell’Invocazione dello Spirito o quello della Memoria del Battesimo, “da cui nasce la nostra Fede e la Fede di tutti i cristiani” oppure quello dell’Aspersione sicché “ciascuno di noi formando delle file ordinate si porterà presso l’acqua testé benedetta e segnerà sé stesso facendo sulla propria persona il segno della Croce”.

L’Anno della Fede prenestino ha trovato la propria profonda ispirazione in Sant’Agapito, all’origine della diocesi stessa. “Presso di noi, il dono della Fede di questa Chiesa, - ha chiarito il lettore - è stato fecondato dal martirio del giovane Agapito che, nel 274 d.C., venne decapitato in questa città per essere rimasto fedele agli impegni del suo Battesimo”. Del Santo Patrono della diocesi la sera di sabato 13 ottobre scorso è stata mostrata e posta alla venerazione dei fedeli una reliquia.

“La desertificazione della Fede – ha detto mons. Sigalini - è il vuoto che si è diffuso. Da questo deserto possiamo riscoprire l’importanza di credere. Nel deserto c’è bisogno di persone di fede che con la loro vita indichino la strada”.