La difesa della vita e della famiglia occasione di rinascita politica in Italia

Documento del Direttivo del Movimento per la Vita alla 47 Settimana Sociale di Torino

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 360 hits

Secondo un lungo e dettagliato documento presentato dal Direttivo del Movimento per la Vita in occasione della 47° Settimana Sociale, la difesa della vita e della famiglia naturale possono essere i fondamenti su cui ricostruire un movimento cattolico che può vincere la crisi politica e sociale dell’Europa.

Prendendo spunto dal “documento preparatorio” della 47ma settimana sociale, in cui si dice che “la nuova stagione e i caratteri che avrà saranno il prodotto di ciò che il mondo cattolico sta maturando durante questa dissolvenza, durante questa fase del suo passaggio da una scena all’altra della vita del Paese” il docuemnto del MpV afferma che “Nell’incertezza del tempo presente – culturale, sociale, economica, politica e persino religiosa – è importante trovare una bussola orientatrice”.

“Sembra corretto – sottolinea il MpV - cominciare a cercarla nello spazio del ‘mondo cattolico’, ma su temi squisitamente laici in quanto percepibili da tutti per la loro natura profondamente umana e per la loro ragionevolezza”.

Secondo il saggio del MpV aveva ragione il beato Giovanni Paolo II il quale paragonava il tempo presente al tempo in cui Leone XIII scrisse l’enciclica Rerum Novarum.

Scrisse il santo polacco “Come un secolo fa ad essere oppressa nei suoi fondamentali diritti era la classe operaia, e la Chiesa con grande coraggio ne prese le difese, proclamando i sacrosanti diritti della persona del lavoratore, così ora, quando un'altra categoria di persone è oppressa nel diritto fondamentale alla vita, la Chiesa sente di dover dare voce con immutato coraggio a chi non ha voce”.

Ed ancora “Il suo è sempre il grido evangelico in difesa dei poveri del mondo, di quanti sono minacciati, disprezzati e oppressi nei loro diritti umani. Ad essere calpestata nel diritto fondamentale alla vita è oggi una grande moltitudine di esseri umani deboli e indifesi, come sono, in particolare, i bambini non ancora nati”.

“Se alla Chiesa, sul finire del secolo scorso, – concludeva il Pontefice - non era consentito tacere davanti alle ingiustizie allora operanti, meno ancora essa può tacere oggi, quando alle ingiustizie sociali del passato, purtroppo non ancora superate, in tante parti del mondo si aggiungono ingiustizie ed oppressioni anche più gravi, magari scambiate per elementi di progresso in vista dell'organizzazione di un nuovo ordine mondiale”.

Come è scritto nel documento preparatorio della Settimana sociale, è evidente che oggi, “la questione sociale è divenuta radicalmente questione antropologica”

E aggiunge il MpV “c’è un punto di inizio di un nuovo movimento cattolico per uscire dalla ‘dissolvenza’: lo sguardo sulla questione antropologica”.

Secondo il MpV, “si può leggere nella storia delle Settimane Sociali uno sforzo di sostegno intellettuale alla presenza pubblica organizzata dei cattolici italiani con l’auspicio di una loro unità cementata dai valori fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa, da costruirsi negli inizi e da ricostruirsi nei momenti in crisi”.

In questo contesto, il MpV afferma che: “Come un secolo fa…così oggi. La rilettura dell’Evangelium Vitae sembra proprio indicare la bussola per un ricominciamento nell’unità”.

“La questione antropologica, - aggiunge il saggio del MpV- che ha certamente molti aspetti, ma che è oggi drammaticamente e concretamente proposta soprattutto con riferimento alla vita umana nascente, è la lente di ingrandimento con cui vogliamo guardare la realtà di oggi per interpretarla. E’ l’angolo di visuale in cui vogliamo collocarci per progettare un rinnovamento civile e morale alimentato da una ricostruita unità culturale e politica pubblica dei cattolici”.

Dopo aver affrontato tutti i temi specifici e particolari che riguardano la vita nascente e la famiglia naturale il saggio del Mpv si conclude ricordando l’iniziativa dei cittadini europei denominata "Uno di Noi" in cui si richiede il riconoscimento della vita fin dal concepimento e si chiede che i fondi europei non vengano più spesi per associazioni che promuovono l’aborto e per la e la ricerca medica che viola i diritti dei nascituri.

Proprio in questa settimana "Uno di Noi" ha superato la soglia del milione di adesioni necessaria per poter essere ascoltata.

Mancano ancora due mesi al limite massimo per la raccolta firme e tutti i Movimenti per la vita stanno accelerando la mobilitazione per superare ampiamente il numero di firme necessarie all’accettazione dell’iniziativa.

L’obiettivo è di fare della vita nascente e della difesa della famiglia naturale due temi centrali per il rinnovo del Parlamento Europeo che avverrà nelle elezioni del 22-25 maggio 2014.