La diffusione della schiavitù moderna

Una piaga che coinvolge decine di milioni di persone

Roma, (Zenit.org) John Flynn, L.C. | 348 hits

Ha fatto il giro del mondo la notizia delle tre donne tenute prigioniere in un'abitazione di Londra. Il fatto ha attirato l'attenzione sul problema della schiavitù e del traffico di persone.

In 2012 lo Human Trafficking Center britannico, organo della National Crime Agency, ha dichiarato di aver identificato 2.255 potenziali vittime del traffico umano, con un incremento di 178 unità (+9%) rispetto al 2011 (BBC, 22 novembre).

Il rapporto sottolinea che i due tipi di sfruttamento più diffusi sono lo sfruttamento sessuale (35% delle potenziali vittime), seguito dallo sfruttamento sul lavoro (23%).

Tra le notizie più recenti sull'argomento, la scorsa settimana l'Ufficio dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'ONU ha annunciato che il Relatore Speciale delle Nazioni Unite, Gulnara Shahinian, avrebbe visitato il Ghana dal 22 al 29 novembre, per monitorare la situazione riguardo alle pratiche schiavistiche nel paese.

In ottobre l'enorme estensione della schiavitù è stato svelato in un dossier pubblicato dalla Walk Free Foundation, con sede a Perth (Western Australia).

La fondazione, che ha 20 membri nello staff, è stata istitutita nel maggio dell'anno scorso da Andrew Forrest - presidente del Fortescue Metals Group - e da sua moglie Nicola. Fortescue Metals è una delle venti più importanti compagnie australiane e il quarto maggiore fornitore di ferro nel mondo.

il rapporto inaugurale dell'"Indice Globale della Schiavitù" ha affermato che 29,8 milioni di persone in tutto il mondo sono schiavizzate.

L'India detiene il più alto numero in assoluto di persone in schiavitù, pari approssimativamente a 14 milioni di persone, che, come fa notare il rapporto, sono pari a quasi la metà del totale mondiale. Non è tanto una questione di stranieri sfruttati, osserva il rapporto, bensì dei molti indiani vittime della servitù per debiti e del lavoro forzato.

In termini complessivi la Cina è seconda, con 2,9 milioni di schiavizzati. Gli altri paesi nella top 10 sono Pakistan, Nigeria, Etiopia, Russia, Thailandia, Repubblica Democratica del Congo, Myanmar e Bangladesh. La top 10 racchiude più di 22 milioni di schiavizzati.

Se si guarda in termini di proporzione con la popolazione, la schiavitù è al più alto livello in Mauritania, dove si stimano 150mila schiavi su una popolazione di appena 3,8 milioni di abitanti. Haiti e il Pakistan sono rispettvamente al secondo e al terzo posto di questa classifica.

La schiavitù moderna, spiega il rapporto, non è ben compresa ed è anche piuttosto nascosta, con criminali che usano un'ampia varietà di mezzi per permetterla e razionalizzarla.

Sebbene la maggior parte delle forme di schiavitù siano illegali, il rapporto sottolinea che le leggi raramente vengono rinforzate. Il rapporto USA sul traffico di persone del 2013 afferma che 46.570 vittime del traffico umano sono state ufficialmente identificate nel 2012. Ci sono state, tuttavia, solo 7.705 azioni penali e 4.750 condanne globalmente registrate.

La prevalenza della schiavitù è legata ad altri fattori, secondo il rapporto. Ad esempio, c'è un'alta correlazione tra la schiavitù e la corruzione. Livelli più bassi di sviluppo umano e benessere economico sono altri argomenti correlati.

Da qualche tempo il Vaticano è impegnato sul tema della schiavitù e del traffico umano. L’esempio più recente è stato quando, all’inizio di novembre, la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in collaborazione con la Federazione Mondiale delle Associazioni Mediche Cattoliche, ha tenuto quello che è stato definito un “worskshop preparatorio” sull’argomento.

“Ogni relazione che omette di rispettare la fondamentale convinzione che ogni persona – uomo, donna, bambino, bambina – è uguale alle altre e ha la stessa libertà e dignità, costituisce un grave crimine contro l’umanità”, afferma la dichiarazione finale dell’incontro dello scorso 2 e 3 novembre.

C’è una “necessità impellente” che prosegua, affinché si ponga fine al traffico di esseri umani.

“È un nostro imperativo morale fare di noi stessi l’ultima generazione che dovrà combattere il traffico di esseri umani”, aggiunge la dichiarazione finale.

Il documento si conclude con una serie di raccomandazioni del Vaticano, delle organizzazioni internazionali, delle imprese e dei governni, riguardo alla prassi da tenere.

Papa Francesco ha affrontato la questione della schiavitù nella recentissima Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium. “Mi ha sempre addolorato la situazione di coloro che sono oggetto delle diverse forme di tratta di persone. Vorrei che si ascoltasse il grido di Dio che chiede a tutti noi: «Dov’è tuo fratello?» (Gen 4,9)” (EG 211).

Il Papa poi si chiede: “Dov’è il tuo fratello schiavo? Dov’è quello che stai uccidendo ogni giorno nella piccola fabbrica clandestina, nella rete della prostituzione, nei bambini che utilizzi per l’accattonaggio, in quello che deve lavorare di nascosto perché non è stato regolarizzato?”.

“Non facciamo finta di niente”, esorta papa Francesco, sottolineando che “ci sono molte complicità”.

“Nelle nostre città è impiantato  questo crimine mafioso e aberrante, e molti hanno le mani che grondano sangue a causa di una complicità comoda e muta”, aggiunge il Papa.