La donna, la famiglia e il lavoro nel XXI secolo

L'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum propone un master e un diploma

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 340 hits

Entro questo mese l'Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum rilancerà la sua offerta formativa con un master biennale di primo livello su Conciliazione famiglia e lavoro e il diploma in Ethos femminile.

Le lezioni del diploma avranno inizio il prossimo 18 febbraio, quelle del master il 19 febbraio.

Per saperne di più sui contenuti dei due corsi, ZENIT ha incontrato la dottoressa Marta Rodriguez, direttrice dell'Istituto di Studi Superiori Sulla Donna 

Dottoressa Rodriguez, può illustrarci i contenuti del diploma in Ethos femminile? 

Marta Rodriguez: Il diploma vuole essere una risposta all’invito di papa Francesco a riflettere sulla teologia e sull’antropologia della donna. Il nostro obiettivo è quello di mettere insieme accademici, laici, seminaristi e religiosi che contribuiscano a questa riflessione. Il diploma è come una palestra di riflessione sulla specificità della donna e sul suo ruolo specifico nella Chiesa e nel mondo. Quest’anno i corsi saranno molto incentrati sulla differenza sessuale: il primo analizza la differenza sessuale nel concetto di persona; il secondo l’antropologia della differenza; il terzo è sulla donna nella teologia del corpo; il quarto sulla donna nell’Islam. Vogliamo che ci siano seminaristi, religiosi e laici perché è una riflessione che dobbiamo fare tutti insieme.

Il master, invece, come sarà articolato?

Marta Rodriguez: Il master è attivo da otto anni, con la novità che quest’anno è realizzato insieme all’Università Europea di Roma. È un master di primo livello a tutti gli effetti, con 60 crediti formativi. È un percorso molto completo con l’obiettivo di aiutare a creare una nuova mentalità, una nuova cultura e una nuova organizzazione del lavoro, che riesca a conciliare vari mondi - impresa, associazionismo, banche e accademie - in questa riflessione per trovare un nuovo modello organizzativo. Intorno al master c’è una tavola di esperti che aiutano a riflettere su questi argomenti.

In che chiave la famiglia è al centro della riflessione del master?

Marta Rodriguez: Non si tratta di fare una riflessione pastorale o antropologica. Si parte dall’idea che la famiglia è la cellula fondamentale della società e che è necessaria anche per il mondo economico. La si mette al centro, non per farne un punto forte di riflessione a sé ma partendo dal presupposto etico che se la famiglia non è al centro, anche il mondo economico crolla. Se le politiche familiari non aiutano le famiglie a fare figli e a crescerli, tutto il sistema economico crolla.

A chi sono rivolti in particolare i due corsi?

Il master ha un carattere molto più pratico: essendo di primo livello e con 60 crediti formativi, fa già curriculum. È rivolto a persone che lavorano nelle risorse umane, che si occupano di people caring, imprenditori o persone che vogliono per motivi personali arricchirsi con queste visioni. Il diploma è biennale e ha una dimensione più culturale ma senza il peso accademico del master.

Quali docenti avete coinvolto?

Marta Rodriguez: Per quanto riguarda il master abbiamo una collaborazione con la Bocconi da cui provengono le prof.sse Adele Mappelli e Simona Cuomo, che stanno portando avanti il discorso della flessibilità spazio-temporale a Milano. Dell’ALTIS della Cattolica di Milano abbiamo Stefano Fugazza. Tuttavia, i nostri docenti non sono solo accademici: abbiamo coinvolto imprenditori, economisti, manager, perché vogliamo un taglio molto pratico. Oltretutto abbiamo il patrocinio di Manager Italia. Il corpo docente è un misto di accademici e di persone che vengono dall’associazionismo, come Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni Familiari. Nel Diploma abbiamo quattro accademici: Giorgia Salatiello, dell’Università Gregoriana, segretaria delle teologhe cattoliche italiane, che collabora con il Pontificio Consiglio per i Laici; Susy Zanardo, teologa morale; padre Roberto Gonzalez LC, professore di teologia morale all'APRA; l'islamista Valentina Colombo.

Che messaggio volete trasmettere ai vostri allievi?

Marta Rodriguez: Nell’Anno Europeo della conciliazione famiglia-lavoro, vogliamo lanciare  un messaggio di fiducia e di speranza. Il mondo del lavoro è in crisi ma, al tempo stesso ci sono segnali di cambiamento: è tutta una cultura e un modello organizzativo in cui sono stati fatti dei passi avanti ma c’è tanta strada ancora da percorrere. Dobbiamo fare in modo che ciò entri nella mentalità di tutti e che si arrivi alla concretezza di misure pratiche per noi e per i nostri figli. 

La dottrina sociale della Chiesa è da sempre al centro dei vostri corsi. Nel caso specifico che tipo di declinazione avrà?

Marta Rodriguez: Siamo nel cuore della dottrina sociale, con concetti come bene comune, sussidiarietà, solidarietà, uomo al centro del mondo del lavoro, anche se non abbiamo corsi che trattino in sé della dottrina sociale della Chiesa. Tutto è permeato di questa visione, il nostro modo di vedere le cose nasce molto chiaramente da lì.

Nel diploma si parla sia della donna che della collaborazione uomo-donna con la Mulieris dignitatem e la lettera della Congregazione della Dottrina della Fede sulla collaborazione uomo-donna di Ratzinger. Quello che abbiamo notato nel campo dell’antropologia è che, mentre il magistero ci ha dato un’impronta dottrinale molto chiara, c’è molto poca letteratura e ricerca ulteriore che vada ad approfondire quello che il Papa già ci ha detto chiaramente. E tuttavia, tutto questo come si comunica e come si argomenta? A questo proposito abbiamo un gruppo di ricerca all’università, formato da due filosofe, una teologa, uno specialista in neuroscienze, due avvocati, un manager  con cui stiamo approfondendo l’antropologia della donna. Ci siamo dati un piano per un anno e mezzo, stiamo cercando di recuperare la differenza sessuale, non per rispondere alla teoria del gender ma per dare argomenti positivi. Questo gruppo di ricerca alimenta il diploma. 

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Per info: www.istitutodonna.it