La Dottrina Sociale per risolvere la crisi

Il Prof. Marseguerra propone una rete di capitale sociale per rilanciare il made in italy

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di A.G.

ROMA, sabato, 5 maggio 2012 (ZENIT.org).- Riprendere i fondamenti della Dottrina Sociale e sostenere la rete di capitale sociale per uscire della crisi.

Questo è quanto ha proposto il prof. Giovanni Marseguerra ordinario di Economia politica all’Università Cattolica di Milano e Segretario del Comitato Scientifico della Fondazione Centesimus Annus - Pro Pontifice. Intervenendo al convegno internazionale “Institutions, Society and Markets: towards a new international balance?” che si conclude oggi all’Università Cattolica di Milano.

Secondo il prof. Marseguerra, “Nel corso di questi cinque lunghi anni di crisi, gli studiosi e i commentatori hanno estesamente analizzato le cause della crisi ed i possibili rimedi ma raramente è successo che si siano rifatti alla dottrina sociale cattolica” e “il Convegno della Fondazione Centesimus Annus rappresenta una significativa eccezione a questa regola”.

“La gravissima crisi in cui versano le economie di tutto il mondo – ha sottolineato - richiede oggi di mettere in campo con urgenza la grande risorsa della dottrina sociale, capace di un conoscere illuminato dalla fede, in dialogo cordiale con ogni sapere” (come scritto nel Compendio della dottrina Sociale).

Il Convegno promosso dalla Fondazione Centesimus Annus ha inteso esaminare quale sia oggi il ruolo delle istituzioni, della società e del mercato in un periodo di profonda crisi, non solo economica e finanziaria, ma anche e soprattutto culturale, sociale e valoriale.

“La crisi, che nasce dal cambiamento irreversibile intervenuto nel corso degli ultimi decenni nelle relazioni tra i Paesi ricchi e il resto del mondo - ha precisato il Segretario del Comitato Scientifico della Fondazione Centesimus Annus -, impone oggi un profondo ripensamento dei rapporti economici internazionali”.

“Urge – ha sostenuto - una maggiore visione di lungo periodo che sappia prescindere da egoismi particolaristici e sia invece capace di costruire una politica del bene comune”.

Ed ha aggiunto: “E’ necessario allontanarsi dai recenti eccessi di enfasi sul mercato per muovere verso un sistema in cui le istituzioni riprendano vigore e capacità di stabilire e far rispettare le regole. Senza abbandonare la libertà di iniziativa e di intrapresa, che resta essenziale, ma deve essere sempre guidata dalla responsabilità capace di evitare gli eccessi di crisi”.

Circa le piccole imprese, oggi in affanno, che da sempre trovano forza nelle reti di capitale sociale che innervano in modo capillare la nostra società, per il prof. Marseguerra “deve essere offerta una prospettiva di sistema capace di identificare, e anche di finanziare tramite forme di partnership pubblico-privato, progetti di ampio respiro su filiere produttive in cui possa risaltare la nostra capacità innovativa e creativa pur rimanendo nell’ambito della tradizione e della cultura che ha generato il made in Italy, delegando poi alle forme istituzionali più vicine al territorio il compito della concreta implementazione dei progetti”.

“A questo proposito – ha concluso - è importante portare a termine la riforma del federalismo fiscale, purché sia sempre ben chiaro che lo stesso ha un grande obiettivo di lungo periodo: passare dall’assistenzialismo centralizzato alla responsabilizzazione solidale del territorio (ovvero ridimensionare gli organi centrali e responsabilizzare nella solidarietà gli organi periferici), coniugando i principi di efficienza e di responsabilità di entrata e di spesa degli enti territoriali locali con quelli di solidarietà e coesione sociale”.