La "Evangelii Gaudium" e la "Inter Mirifica"

"Custodi del bene e della bellezza"

Roma, (Zenit.org) Rodolfo Papa | 682 hits

Nella Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, papa Francesco raccoglie “la ricchezza dei lavori del Sinodo”, ovvero della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 2012 dedicato a La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana, esprimendo nel contempo “le preoccupazioni … in questo momento concreto dell’opera evangelizzatrice della Chiesa” (n. 16).

Il numero 167 della Evangelii Gaudium è dedicato alla via della bellezza ed esplicitamente rimanda nella nota 129 alla Propositio 20 delle 58 Propositiones votate dai Padri Sinodali al termine del Sinodo  e consegnate al Pontefice.

È importante analizzare la collocazione del n. 167 entro la struttura della Esortazione che si compone di cinque capitoli: “La Trasformazione missionaria della Chiesa” (cap. I); “Nella Crisi dell’impegno comunitario (cap. II), “L’annuncio del Vangelo” (cap. III); “La dimensione sociale dell’evangelizzazione” (cap. IV); “Evangelizzatori con spirito” (cap. V). Il numero 167 è collocato nel capitolo III che è centrale non solo per collocazione ma anche e soprattutto per la tematica. Il capitolo III si struttura in 4 paragrafi, tra i più curati di tutta l’Esortazione: “Tutto il popolo di Dio annuncia il Vangelo” (nn. 111-131); “L’omelia” (nn. 135-144); “La preparazione della predicazione” (nn. 145-159); “Un’evangelizzazione per l’approfondimento del kerigma” (nn. 160-175).  Proprio entro quest’ultimo paragrafo, si colloca il nostro numero 167, nel contesto della “Catechesi kerigmatica e mistagogica” che raduna i numeri 163-168.

Siamo dunque nel cuore della Esortazione, laddove si affronta l’annuncio del Vangelo, si approfondisce il kerigma nella evangelizzazione.

Il numero comincia in modo esortativo “È bene che ogni catechesi presti una speciale attenzione alla ‘via della bellezza’ (via pulchritudinis)”, in spagnolo “camino de la belleza”. Dopo una argomentazione che lega la bellezza all’annuncio di Gesù Cristo, viene affermata una necessità obbligante “Dunque si rende necessario che la formazione nella via pulchritudinis si anserita nella trasmissione della fede”. Da qui deriva una giusta aspirazione “È auspicabile che ogni Chiesa promuova l’uso delle arti nella sua opera evangelizzatrice” e infine l’enunciato di un dovere “Bisogna avere il coraggio i trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della fede”. Già questa struttura logico-retorica palesa che si tratta di un argomento importante buono, necessario, auspicabile, doveroso. La bellezza non ha, dunque, solo un ruolo esornativo, ma è strutturante per la evangelizzazione.

Per esplicitare cosa si intenda con la via o cammino della bellezza viene posta subito la nota 129 che rimanda, come già notato sopra, alla Propositio n. 20; tale Propositio, nella traduzione non ufficiale di Paul De Meyer, pubblicata da Zenit, recita così: “Proposizione 20: La nuova evangelizzazione e la via di bellezza . Nella Nuova evangelizzazione, un’attenzione particolare va fatta alla via della bellezza : Cristo, il “buon pastore” (cfr. Gv 10,11), è la verità in persona, segno della bellezza rivelata, che versa se stesso senza misura. È importante di dare testimonianza ai giovani che seguono Cristo non solo della sua bontà e verità, ma anche della pienezza della sua bellezza. Come ha affermato sant’Agostino: “non è possibile amare ciò che non è bello” (Confessioni, IV, 13.20). La bellezza ci attira verso l’amore, dove Dio ci rivela il suo volto in cui crediamo. Sotto questa luce, gli artisti si sentono interpellati dalla nuova evangelizzazione e, al tempo stesso, si sentono dei comunicatori privilegiati di essa.

Nella formazione dei seminaristi non devono essere trascurate né l’educazione alla bellezza, né l’educazione alle arti sacre, come ci ricorda l’insegnamento del Concilio Vaticano II (cfr. Sacrosanctum Concilium, 129). La bellezza deve sempre essere una dimensione speciale della Nuova evangelizzazione.

È necessario che la Chiesa sia vigile nella cura e nella promozione della qualità dell’arte che è permessa negli spazi sacri riservati alle celebrazioni liturgiche, preservandone la bellezza e la verità della sua espressione.

È importante per la Nuova evangelizzazione che la Chiesa sia presente in tutti i campi dell’arte per sostenere, con la sua presenza spirituale e pastorale, gli artisti nella loro ricerca di creatività e promuovere una viva e vera esperienza spirituale della salvezza che diventa presente nel loro lavoro”.

Il numero 167 riprende la sostanza della Propositio, l’essenza della struttura argomentativa,  le citazioni interne, quali il riferimento a Sant’Agostino. In modo particolare viene enfatizzata la questione della formazione alla bellezza, l’importanza della continuità con il passato e la sottolineatura della vitalità creativa del sistema d’arte cristiano.

Il centro di tutta l’argomentazione è il legame tra verità, bontà e bellezza[1] del Risorto: “la verità e bontà del Risorto … il Figlio fatto uomo rivelazione della infinita bellezza”. Questo legame può essere oscurato dal “relativismo estetico”: “Non si tratta di fomentare un relativismo estetico che possa oscurare il legame inseparabile tra verità, bontà e bellezza”. In questa affermazione, occorre sottolineare l’importante presenza di un’altra nota, la nota 130, che rimanda al Decreto del Concilio Vaticano II sui mezzi di comunicazione sociale Inter mirifica, in modo particolare al numero 6, che recita: “La seconda questione riguarda le relazioni tra i diritti dell'arte -come si suol dire- e le norme della legge morale. Poiché il moltiplicarsi di controversie su questo argomento non di rado trae origine da dottrine erronee in materia di etica e di estetica, il Concilio proclama che il primato dell'ordine morale oggettivo deve essere rispettato assolutamente da tutti. Questo ordine è il solo a superare e armonizzare tutte le diverse forme dell'attività umana, per quanto nobili esse siano, non eccettuata quella dell'arte. Solo l'ordine morale, infatti, investe l'uomo nella totalità del suo essere creatura di Dio dotata di intelligenza e chiamata ad un fine soprannaturale; e lo stesso ordine morale, se integralmente e fedelmente osservato, porta l'uomo a raggiungere la perfezione e la pienezza della felicità» (Inter Mirifica, n. 6).

Con molta emozione, non posso non evidenziare che, proprio in questa sede, ho sottolineato più volte in passato, l’importanza del numero 6 della Inter Mirifica e il suo ruolo strutturante nella questione estetica, anche in relazione alla Enciclica Lumen Fidei[2]. Più volte ho argomentato che la bellezza e il bene sono strettamente connessi nel Magistero, che questo punto è imprescindibile e che il legame tra la questione estetica e quella etica, così come è esplicitato dalla Inter Mirifica, è sviluppato anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2500-2503) e nel  Codice di Diritto Canonico (canone 1216) [3].

Nella Inter Mirifica viene chiaramente affermato che occorre guardarsi da dottrine erronee in materia di etica e di estetica, poiché il primato dell’ordine morale oggettivo deve essere rispettato assolutamente da tutti. Le questioni in materia di estetica vanno collocate in un orizzonte morale, secondo una prospettiva nuova e feconda. Il centro del paragrafo 6 sta nel collocare il problema estetico nel contesto dei mezzi di comunicazione sociale, ed analizzare i diritti dell’arte nelle questioni morali. Il Concilio afferma con fermezza (“Il Concilio proclama”) che occorre guardarsi dalle dottrine erronee in ambito estetico, scrutandole con attenzione e prendendone le distanze qualora queste risultassero false, erronee, pericolose.

Come viene argomentato nel numero 168 della stessa Evangelii Gaudium, occorre essere “custodi del bene e della bellezza”: “Per quanto riguarda la proposta morale della catechesi, che invita a crescere nella fedeltà allo stile di vita del Vangelo, è opportuno indicare sempre il bene desiderabile, la proposta di vita, di maturità, di realizzazione, di fecondità, alla cui luce si può comprendere la nostra denuncia dei mali che possono oscurarla. Più che come esperti di diagnosi apocalittiche o giudici oscuri che si compiacciono di individuare ogni pericolo o deviazione, è bene che possano vederci come gioiosi messaggeri di proposte alte, custodi del bene e della bellezza che risplendono in una vita fedele al Vangelo”.

Rodolfo Papa, Esperto della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, docente di Storia delle teorie estetiche, Pontificia Università Urbaniana, Artista, Storico dell’arte, Accademico Ordinario Pontificio. Website www.rodolfopapa.it Blog: http://rodolfopapa.blogspot.com  e.mail:  rodolfo_papa@infinito.it  .

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NOTE

[1] Su questo legame cfr. il mio articolo La bellezza del Vangelo. Leggendo la Evangelii Gaudium, pubblicato su Zenit il 10 dicembre: http://www.zenit.org/it/articles/la-bellezza-del-vangelo ed anche Papa Francesco: la bellezza come misura, pubblicato su Zenit il 15 aprile 2013: http://www.zenit.org/it/articles/papa-francesco-la-bellezza-come-misura.

[2] Cfr. R. Papa, Arte e morale. La profonda attualità del Decreto Conciliare “Inter Mirifica”, pubblicato su Zenit il 17 dicembre 2012: http://www.zenit.org/it/articles/arte-e-morale; Ancora sull’attualità del Decreto Conciliare “Inter Mirifica”, pubblicato su Zenit il 7 gennaio 2013: http://www.zenit.org/it/articles/ancora-sull-attualita-del-decreto-conciliare-inter-mirifica. La Lumen Fidei e l’Inter Mirifica, pubblicato su Zenit il 30 settembre 2013: http://www.zenit.org/it/articles/la-lumen-fidei-e-l-inter-mirifica-sesta-parte.

[3] Cfr. R. Papa, Arte e Carità. L’aspetto giuridico dell’arte sacra, in 6 parti: I parte pubblicata su “Zenit” il 21 gennaio 2013: http://www.zenit.org/it/articles/arte-e-carita-prima-parte;  II parte pubblicata su “Zenit” il 4 febbraio 2013: http://www.zenit.org/it/articles/arte-e-carita-seconda-parte; III parte pubblicata su “Zenit” il 18 febbraio 2013: http://www.zenit.org/it/articles/arte-e-carita-terza-parte; IV parte pubblicata su “Zenit” il 4 marzo 2013: http://www.zenit.org/it/articles/arte-e-carita-quarta-parte;     V parte pubblicata su “Zenit” il 18 marzo 2013 http://www.zenit.org/it/articles/arte-e-carita-quinta-parte; VI parte pubblicata su “Zenit” il 1 aprile 2013: http://www.zenit.org/it/articles/arte-e-carita-sesta-parte