"La fame di ricchezza ha contagiato anche molti cristiani"

Secondo il Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, intervenuto al Sinodo, alla base della crisi finanziaria vi sono comportamenti non consoni al Vangelo

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del card. Domenico Calcagno

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 18 ottobre 2012 (ZENIT.org) – Riportiamo di seguito l’intervento di S. Em. R. Card. Domenico Calcagno, Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, alla quindicesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi (17 ottobre 2012).

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Negli scenari della nuova evangelizzazione si è passati da una resistenza e opposizione contro Dio e la Chiesa in maniera forte ad un tono più debole che di fatto però ha condizionato la vita quotidiana ingenerando una mentalità edonista e consumista che ha banalizzato molti valori e ha dato prevalenza pratica a ciò che rendeva possibile ottenere gli scopi prefissi, e cioè il denaro.

Se è vero che homo sine pecunia imago mortis è altrettanto vero che la esecranda fame di ricchezza ha contagiato anche molti cristiani. Da sempre la Chiesa ha affrontato il problema dell’economia all’interno del più ampio quadro dei diritti dell’uomo e dei popoli e della destinazione universale dei beni. Le prime esperienze di comunione dei beni sono state illuminanti per coloro che stavano attorno alla prima comunità cristiana.

Non è stato possibile procedere in quella esperienza, ma anche nel corso dei secoli successivi più volte le iniziative della Chiesa in campo economico e sociale sono state molto concrete e la comunità cristiana è stata promotrice di esperienze umane e di solidarietà che andavano oltre la esigenza di testimoniare la carità perché hanno toccato il campo della giustizia. Oggi viviamo non soltanto nello tsunami della secolarizzazione, ma anche nello tsunami della crisi finanziaria che ha alla radice comportamenti non consoni con il Vangelo.

Come nel passato, anche oggi la Chiesa deve essere capace di scoprire un modo di affrontare il problema dell’economia che sia rispettoso della ‘ecologia della persona umana’ come dice il Papa Benedetto XVI nell’Enciclica Caritas in veritate al n° 51.

“È dunque mediante la sua condotta, mediante la sua vita, che la Chiesa evangelizzerà innanzitutto il mondo, vale a dire mediante la sua testimonianza vissuta di fedeltà al Signore Gesù... di libertà di fronte ai poteri di questo mondo, in una parola, di santità”. IL. 158 (Paolo VI, Ev. Nun. 31-32). Sollecitazione indubbiamente provocante che dovrebbe convertire anche qualcuno dei nostri stili di vita ecclesiastica.

Chi è alla ricerca di un senso per la propria vita o è angosciato dalle difficoltà del tempo presente, potrà seguirci solo se avrà la speranza che, seguendo il nostro cammino radicato in Cristo, sarà in un cammino di Salvezza.