"La famiglia deve essere protetta dalla società e dallo Stato"

Appello a sostenere la famiglia naturale da parte dei partecipanti alla "Conferenza Internazionale sul contributo della Chiesa Cattolica all'integrazione europea", svoltasi in Polonia

Czestochowa, (Zenit.org) Don Mariusz Frukacz | 357 hits

“La famiglia come istituzione ha bisogno, ora più che mai, del rispetto e dell’attenzione per i suoi fondamenti antropologici”. Lo ha detto l’Arcivescovo Celestino Migliore, Nunzio Apostolico in Polonia, durante la XIII Conferenza Internazionale sul contributo della Chiesa cattolica all’integrazione europea. La conferenza si è svolta nei giorni 13-14 settembre a Tomaszowice, vicino Cracovia. All’incontro hanno partecipato esponenti del governo, cardinali, vescovi e rappresentanti del Parlamento Europeo. Il tema dell'incontro è stato La famiglia nell’Europa contemporanea. Monsignor Migliore ha richiamato l'attenzione sulla “necessità di implementare un sistema di microcredito per le famiglie.” “La famiglia deve essere vista come comunità di riferimento nelle attività di governo nazionale, nelle attività politiche internazionali e nel campo economico e finanziario”, ha sottolineato il Nunzio.

Nel corso dell’incontro, i partecipanti hanno discusso della famiglia nella prospettiva cristiana. I relatori hanno sottolineato che “la famiglia moderna è minacciata dal crollo demografico determinato dall’altissimo numero di interruzioni volontarie di gravidanza”.

L’Arcivescovo della Diocesi di Varsavia, monsignor Henryk Hoser, ha sottolineato che “la famiglia è l' esperienza fondamentale del genere umano. Per questo continua ad essere un criterio di aspirazioni e obiettivi di ogni persona, una realtà che non può essere evitata”.

Nel corso del suo intervento, il prelato ha ricordato quanto scritto nella Dichiarazione universale dei diritti umani ed ha sottolineato che “la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.”

Secondo l'arcivescovo Hoser, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani “definisce la famiglia come società naturale che preesiste allo Stato e a qualsiasi altra comunità  e che gode di diritti inalienabili.”  

“Le diverse società e civiltà – ha aggiunto - sono sempre state interessate a mantenere la centralità della famiglia, al fine di garantire la sua sicurezza, la stabilità e la durata nel tempo”. Per monsignor Hoser, la famiglia è “espressione della natura umana, realizzazione della persona e scuola di umanità."

“Nell’epoca che viviamo i principi del postmodenismo tendono a destabilizzare la famiglia - ha precisato l’arcivescovo – e i modelli culturali che propongono una libertà utilitaristica e senza limiti non riescono a promuovere i valori di responsabilità, sostenibilità e sicurezza della famiglia”.

I partecipanti hanno sottolineato l'enorme importanza della famiglia nel mondo moderno rilevando che “è fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna impegnati ad accettare e crescere i figli. In questo contesto la famiglia è la prima scuola di relazione. ”Per costruire un Europa forte - hanno sostenuto i relatori – è importante sostenere politiche favorevoli alla famiglia” perché “bene primario per ogni nazione e popolo”, ricordando che sono “lo Stato e la nazione che devono servire la famiglia, non viceversa”.

Il presidente della Polonia, Bronisław Komorowski, ha spiegato che “la famiglia è, il luogo dove si insegnano le relazioni sociali e i valori, dove cresce il senso di responsabilità."

Per il presidente polacco, le politiche per il sostegno alle famiglie “sono una sfida fondamentale per l'Europa e per la Polonia”.

A questo proposito il cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo metropolita di Cracovia, ha affermato che “la crisi in Europa è direttamente legata alla crisi della famiglia. E non è esagerato dire che la famiglia in Europa è minacciata nelle sue fondamenta”.

“Oggi in Europa si osservano processi e cambiamenti che non vanno nella direzione del rafforzamento della famiglia ma verso la sua disintegrazione confondendo la sua identità", ha incalzato l’Arcivescovo di Cracovia.

“Il processo di disintegrazione è accelerato con l'introduzione di leggi contro la naturale e cristiana concezione del matrimonio e della famiglia".

Nel corso del dibattito sulle unioni civili e l’ideologia di genere, i partecipanti hanno sottolineato che “l’ideologia gender è la più grande minaccia per il modello di famiglia naturale” ed hanno chiesto di studiare le conseguenze dell’ideologia gender nei campi della sociologia, della psicologia, dell'antropologia, della filosofia e della teologia.

Il rettore della Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia, il sacerdote e professore Wladyslaw Zuziak, ha concluso invitando tutti gli esponenti europei a “difendere “con tutti i mezzi la famiglia”.

Tra i relatori sono intervenuti: mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, monsignor Tadeusz Szurman, Vescovo della Diocesi di Katowice della Chiesa luterana, padre Maksim Obukhov, rappresentante della Chiesa Ortodossa Russa, Presidente del Movimento Nazionale Russo per la difesa della vita e dei valori familiari.

La Conferenza è stata organizzata dall’Università Pontificia “Giovanni Paolo II” di Cracovia, con la collaborazione della Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (comece), della Fondazione Konrad Adenauer e della Fondazione Robert Schuman.

La Prima Conferenza internazionale sul contributo della Chiesa cattolica all’integrazione europea di Tomaszowice è stata organizzata nel 2001. Durante questi tredici anni i partecipanti delle conferenze hanno riflettuto su temi come la consapevolezza dell’identità europea, la relazione fra la religione e la cultura in Europa, il ruolo del cristianesimo per l'Europa e la dimensione etica della politica.

Negli anni 2001-2012 alle conferenze hanno partecipato tra gli altri: il card. Audrys Juozas Bačkis, Rocco Buttiglione, Pierferdinando Casini, Jerzy Buzek, il card. Walter Kasper, Helmut Kohl, il card. Paul Poupard, Hans-Gert Pöttering, il card. Angelo Sodano, il card. Péter Erdö e il presidente polacco Lech Kaczyński.