La famiglia è il primo luogo di trasmissione della fede

Lo ha ribadito il Sinodo dei Vescovi in vista della XIII Assemblea Generale

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CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 27 febbraio 2012 (ZENIT.org) - L’argomento della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si svolgerà nei giorni 7-28 ottobre 2012, è espresso nella formula La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana.

Il tema scelto per quest’anno, nella storia dei Sinodi ha avuto, in certo senso, un precedente nella III Assemblea Generale Ordinaria celebrata dal 27 settembre al 26 ottobre 1974 su L’evangelizzazione nel mondo moderno. Lo ha ricordato il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, Mons. Nikola Eterović, nell’intervento iniziale della settima riunione del XIII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale, svoltasi lo scorso 16 febbraio.

Secondo quanto riferito da una nota della Sala Stampa della Santa Sede, si tratta “non semplicemente di una coincidenza cronologica o tematica, quanto piuttosto di un segno di continuità della sollecitudine della Chiesa nel predicare il Vangelo”.

Per questo motivo, prosegue il comunicato, essa trova “preziosi suggerimenti anche per la sua missione nel mondo di oggi nella Esortazione Apostolica Evangelii nuntiandi successiva a quella III Assemblea”. Il Segretario Generale ne ha messo in evidenza gli stretti legami che la collegano al Concilio Vaticano e i testi conciliari presenti sotto forma di citazioni nel documento postsinodale medesimo.

Oggetto primario all’ordine del giorno proposto al Consiglio è stato l’esame della bozza dell’Instrumentum laboris della prossima XIII Assemblea Generale Ordinaria, il cui testo era stato già trasmesso ai Membri nelle loro sedi.

Tale fatto ha permesso di concentrare i lavori nella giornata del 16 febbraio, dato che i Cardinali, Membri del Consiglio Ordinario, hanno dovuto partecipare al Concistoro del 17 febbraio corrente.

“È avvenuto uno scambio di riflessioni prima in assemblea plenaria poi nei due gruppi inglese e italiano, le cui rispettive conclusioni sono state poi ulteriormente messe a confronto nella successiva e conclusiva discussione plenaria”, prosegue la nota della Santa Sede.

Le parti della bozza che hanno destato maggiore attenzione sono state quelle riguardanti “la struttura letteraria generale del testo e le integrazioni comprendenti temi quali l’identità dei destinatari della nuova evangelizzazione, l’identità del cristiano nella sua relazione con il Vangelo e con Gesù Cristo che è il Vangelo stesso”.

Particolarmente ricco è stato il dibattito attorno al primato della fede nel presente momento storico segnato dalla crisi della fede, che è anche una crisi di trasmissione della fede stessa.
Si è poi parlato della “infecondità dell’evangelizzazione attuale”, anche in presenza di certi influssi della cultura attuale che rendono particolarmente difficile la trasmissione della fede e rappresentano al contempo una sfida per i cristiani e per la Chiesa.

A tal proposito, l’indizione dell’Anno della Fede “sarà un’occasione propizia per approfondire il dono della fede ricevuto dal Signore per viverlo e trasmetterlo agli altri”, riferisce il comunicato della Santa Sede.

Il luogo originario della trasmissione della fede è stato indicato nella famiglia, “dove la fede viene comunicata ai giovani che nella esperienza di famiglia imparano sia il contenuto sia la prassi della fede cristiana”.

“L’opera insostituibile della famiglia – aggiunge la nota - viene prolungata dalla catechesi svolta nelle istituzioni ecclesiali, soprattutto attraverso la liturgia con i sacramenti e l’omelia, oppure dando spazio alle missioni parrocchiali, alla pietà popolare, ai movimenti, alle comunità ecclesiali”.

Il Segretario Generale ha ringraziato i Membri del Consiglio eletti nella XII Assemblea Generale Ordinaria per la loro opera a favore della collegialità episcopale e per la indispensabile collaborazione con la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, in vista del servizio reso al ministero del Santo Padre Benedetto XVI.

La preghiera dell’Angelus ha concluso i lavori con l’invocazione alla Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, Stella della Evangelizzazione, perché i lavori del prossimo Sinodo si svolgano fruttuosamente nella memoria del Concilio Vaticano II e nella fedeltà al Vangelo per la trasmissione della fede.

Tra i membri della Curia Romana che hanno partecipato alla settima riunione del XIII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale, si segnalano: Card. Francis Arinze, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; Card. Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; Card. Walter Kasper, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.