La famiglia mondiale di Radio Maria si allarga

Al via l'8 maggio "Mariathon" per l'apertura di undici nuove sedi in quattro continenti

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 496 hits

Radio Maria aprirà undici nuove sedi in altrettanti paesi. L’implementazione di una delle più diffuse emittenti cattoliche del mondo sarà resa possibile grazie a Mariathon, la “maratona mariana” che prenderà il via mercoledì 8 maggio, con un dialogo no stop con gli ascoltatori per spiegare l’importanza dell’attivazione di una radio cattolica missionaria in tali paesi.

Mariathon si svolgerà in Italia dall’8 al 10 maggio, mentre nel resto del mondo avrà luogo dal 10 al 12 maggio, giorni in cui oltre 60 emittenti da Europa, Africa, Asia, Oceania e America organizzeranno una serie di programmi mondiali e continentali caratterizzati da momenti di preghiera, testimonianza e condivisione.

Dal sito www.mariathon.org sarà possibile seguire l’evento in tempo reale: i momenti culminanti saranno l’adorazione eucaristica in Malawi (venerdì 10 maggio, ore 15 italiane) e il rosario a Panama (sabato 11 maggio, ore 15 italiane).

La rete delle associazioni di Radio Maria nel mondo, si allarga quindi a cinque paesi africani (Guinea Equatoriale, Liberia, Madagascar, Mali, Nigeria, Repubblica di Guinea), un paese americano (Haiti), due asiatici (Cina e India) e due europei (Irlanda e Lettonia).

Nel corso della conferenza stampa, tenutasi stamattina presso la sede internazionale di World Family of Radio Maria, in Vaticano, il coordinatore delle attività editoriali di World Family, padre Francisco José Palacios, ha ricordato la fedeltà di Radio Maria al suo progetto originario: fare evangelizzazione via radio, 24 ore su 24, attraverso la preghiera e la formazione cristiana.

La strutturazione internazionale rende Radio Maria una vera e propria attività missionaria, con una peculiarità: “Ognuna delle nostre emittenti nazionali è coordinata da gente del luogo. Nessuno va all’estero a fondare una nuova Radio Maria, ci pensano persone già formate in quel paese”, ha spiegato padre Palacios.

“La fede porta sempre la luce e una via di uscita a qualunque situazione”, ha aggiunto il sacerdote, illustrando gli scenari nei singoli paesi dove saranno aperte le nuove emittenti di Radio Maria.

In India, ad esempio, “i cristiani sono all’incirca l’1% di tutta la popolazione e sono concentrati a Kerala nel Sud-Ovest del Paese – ha spiegato il sacerdote -. La radiofonia privata è stata introdotta di recente e noi inizieremo con una web radio in streaming”.

Macao è invece “un’isola pluriculturale ed è la seconda città del mondo per diffusione del gioco d’azzardo. Eppure in mezzo a tante situazioni che denigrano l’uomo, c’è chi va controcorrente…”, ha commentato padre Francisco.

In Europa spiccano l’apertura in Irlanda, paese dalla spiccata tradizione cattolica, oggi però in crisi, e in Lettonia, dove pur essendo i cattolici in minoranza, “si sta vivendo una primavera della fede”.

In America, porterà una forte ventata di speranza l’apertura di Radio Maria ad Haiti, paese che ancora soffre le conseguenze del terribile sisma del 2010 e dove la situazione è talmente d’emergenza che “c’è chi si lascia morire e chi uccide per sopravvivere”, ha raccontato padre Palacios.

La sfida di Radio Maria è quella portare ovunque i valori del “rispetto della vita”, della “tolleranza religiosa”, della formazione e dell’educazione.

Padre Francisco ha citato a tal proposito il toccante caso dell’attentato di Dar Es Salaam, in Tanzania, dove, dopo l’omicidio di un sacerdote cattolico, per mano di fondamentalisti islamici, la Radio Maria locale raccolse i messaggi di solidarietà di alcuni membri della comunità musulmana.

Durante la conferenza stampa alcuni numeri ed aspetti logistici dell’attività di Radio Maria, sono stati illustrati da Luisa Bixio, responsabile della comunicazione e del fund raising di World Family of Radio Maria. Per aprire le undici nuove sedi, ha spiegato Bixio, saranno necessari 3 milioni di euro.

La World Family of Radio Maria, ha aggiunto, è nata come ONG nel 1998 allo scopo di coordinare le varie Radio Maria già presenti in tutto il mondo. Radio Maria è attiva in 63 paesi in tutti e cinque i continenti. L’emittente si avvale della fondamentale opera di “centinaia di volontari che si impegnano in ogni paese con grande rispetto delle culture locali”.

Radio Maria, che non è mai stata una radio commerciale ma “vive di sola carità”, ha il merito di aver “portato l’informazione in paesi dove prima non c’era nulla e in 26 anni di attività ha “svolto un servizio come radio mariana e missionaria a servizio della Chiesa di Roma”, ha affermato Luisa Bixio.

A tal proposito padre Palacios ha precisato che Radio Maria non ha mai ricevuto sovvenzioni da nessuna diocesi del mondo, tuttavia il legame con le chiese locali e con gli ordini religiosi è molto stretto, in quanto i direttori sono sempre scelti tra i sacerdoti del luogo, così come i presidenti nazionali sono sempre scelti tra i laici.