La famiglia: una risorsa per l'intera società

Presentato il documento preparatorio per la 47° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (Torino, 12-15 settembre 2013)

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 534 hits

La famiglia, speranza e futuro per la società italiana: è questo il tema della 47° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani in programma dal 12 al 15 settembre prossimo a Torino.

Il documento preparatorio dell’evento è stato presentato stamattina presso la Sala Marconi di Radio Vaticana: durante la conferenza stampa si è sottolineato in modo particolare il valore “laico” e universale della famiglia, risorsa preziosa non solo per il mondo cattolico ma per l’intera società e indiscutibile mezzo per il superamento di tutte le crisi.

Il portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Domenico Pompili, ha sottolineato in primo luogo quanto la famiglia sia un argomento che non può essere ridotto “a una questione interna alla Chiesa o a un tema eticamente sensibile ma nel perimetro della confessione cristiana”.

Pompili ha poi illustrato in sintesi il documento preparatorio, articolato in tre parti: nella prima, intitolata La famiglia e la persona umana, emerge una “riflessione sull’identità della persona colta nella sua differenza fondamentale tra uomo e donna”.

Viene anche evidenziato il ruolo del legame familiare che non è “un laccio che inibisce la libertà delle persone ma, al contrario, la potenzia”. La famiglia, inoltre, ha aggiunto il portavoce della CEI, non può mai essere un “affare privato”.

Nella seconda parte, intitolata La famiglia, bene per tutti, è approfondito in modo particolare il ruolo sociale della famiglia e il suo essere funzionale al bene comune.

La terza e ultima parte, Famiglia, società ed economia, infine, contiene “richieste non più rinviabili che la famiglia pone alla società che ci auguriamo segnino sempre più l’agenda politica”, ha quindi concluso Pompili.

Da parte sua, monsignor Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e presidente del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali, ha sottolineato che a settembre sarà la quarta volta che la famiglia diventa il tema di un Settimana Sociale e che i contenuti si porranno in continuità con l’agenda dell’ultima edizione, tenutasi a Reggio Calabria nel 2010.

Il tema scelto per quest’anno, ha aggiunto il presule, suscita alcune domande, tra cui, in particolare: “Che tipo di futuro vogliamo preparare per il paese? Per quale mondo vogliamo lavorare?”. I fatti attuali, ha proseguito monsignor Miglio, “impongono di fare delle scelte concrete”, pertanto “le ideologie passano in secondo piano”.

La famiglia, ha detto ancora l’arcivescovo di Cagliari, ha un ruolo fondamentale anche per la prosperità dell’economia e il legame di questi due aspetti è “ampiamente provato”. La società civile è anch’essa una variabile dipendente dalla famiglia ed “apparirà diversa a seconda che la famiglia sia sostenuta o non sostenuta”.

La sfida non è tanto quella di assistere le famiglie, quanto di riconoscere il loro ruolo nella società, del resto sancito nella Costituzione italiana, ha spiegato monsignor Miglio.

La famiglia è, inoltre, “un tema antropologico che porta con sé molte difficoltà ma anche tante gioie”, ha proseguito l’arcivescovo. Le storie di molte famiglie, quindi, “meritano di essere raccontate e conosciute” e, in particolare raccontare delle famiglie serene, “aiuta a generare speranza”.

Rispondendo ad una domanda sulle aspettative riguardo alla 47° Settimana Sociale, Miglio ha espresso la speranza che il tema “non sia affrontato con superficialità” e che prevalga un approccio non confessionale agli argomenti. Il presule ha anche auspicato che i cattolici non debbano essere etichettati come coloro che “propongono modelli di famiglie d’altri tempi”.

Anche Luca Diotallevi, professore associato di sociologia all’Università Roma Tre e segretario del Comitato Organizzatore delle Settimane Sociali, ha sottolineato il riconoscimento della famiglia da parte della Costituzione, e la titolarità, da parte della famiglia stessa, di “diritti” che vanno ben al di là delle leggi positive. La legge, quindi, può “riconoscere” o “proteggere” un diritto ma non eliminarlo, né determinarlo.

Diotallevi si è poi soffermato sul tema della “differenza” di genere, preso in esame nella prima parte del documento preparatorio della Settimana Sociale, osservando come tale differenza “non è il nemico della relazione, quanto piuttosto l’indicatore dell’intensità” della relazione stessa. Anche per questo motivo “parlare di famiglia non è un riflesso omofobico”, ha aggiunto il professor Diotallevi.

Rispondendo ad una domanda sul trattamento riservato alla famiglia dai media, Diotallevi ha affermato che i problemi sorgono quando dai mezzi di comunicazione emerge soprattutto “esagerazione” e una visione delle cose spesso “fuori della realtà”; inoltre non è costruttivo limitarsi ad una mera “denuncia dei problemi”.