La fede cristiana è essenziale per un'Europa sana

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ROMA, domenica, 6 novembre 2011 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il discorso pronunciato giovedì 3 novembre, dal cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria) e presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), in occasione dell'apertura dell’incontro dei vescovi cattolici orientali europei, che si conclude oggi, domenica 6 novembre, ad Oradea, in Romania.

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Beatitudini,
Eccellenze,
Cari confratelli,

L’incontro annuale dei vescovi cattolici orientali europei è sempre un’ottima occasione per incontrarci e condividere l’esperienza della nostra comune fede e delle sfide che ci sono proposte dal mondo contemporaneo. Il CCEE è molto lieto di poter appoggiare questi incontri proprio perché sono la testimonianza di una realtà molto importante della Chiesa Cattolica in Europa. Non a caso il Santo Padre ha proposto a tutta la Chiesa di pregare in questo mese: “Per le Chiese orientali cattoliche, affinché la loro venerabile tradizione sia conosciuta e stimata quale ricchezza spirituale per tutta la Chiesa”.

È stato scelto come tema principale per questi giorni la Nuova Evangelizzazione e la chiamata specifica rivolta alle chiese cattoliche orientali su come vivere nel mondo di oggi la propria identità di annunciatori del Vangelo. Durante l’Assemblea Plenaria del CCEE, svoltasi un mese fa in Albania, i rappresentanti delle chiese cattoliche europee, sia orientali che latini, hanno avuto l’opportunità di riflettere a livello continentale su questo tema, e, poi, l’anno venturo avremo il sinodo dei vescovi durante il quale potremo approfondire, insieme con il Santo Padre, il significato di questa chiamata. Siamo in un mondo molto secolarizzato e, paradossalmente, assetato di Dio e del senso della vita – come fare per portare l’annuncio di Cristo a chi sembra non esserne interessato? Oserei dire, più che un tema, la Nuova Evangelizzazione è un Kairos, nel quale tutti siamo chiamati a risvegliare la fede e a costruire comunità cristiane ben radicate nel Signore e forti nell’entusiasmo missionario. La Nuova Evangelizzazione non è per niente un metodo sociologico, ma significa quello sforzo missionario che è richiesto dove il cristianesimo è stato già annunciato, ma dove la cultura sta allontanandosi dalla fede.

Le chiese cattoliche orientali – ne sono convinto – hanno molto da offrire nella Nuova Evangelizzazione. Prima di tutto, in quasi tutti i paesi dell’Est Europeo, le chiese cattoliche orientali, per lunghi decenni, sono state completamente vietate, giuridicamente soppresse dal potere comunista. Venti anni fa si è aperta possibilità di riprendere l’evangelizzazione secondo la tradizione di queste chiese in tutti i paesi. In quest’ultimo periodo infatti è stata compiuta, per opera di queste chiese, e sopprattutto dello Spirito Santo, una specie di Nuova Evangelizzazione. Sono rinate le eparchie, i seminari hanno ripreso la loro attività, e si incontrano molte parrocchie vive. Pure nel campo del monachesimo e della cultura cattolica orientale vediamo una grande rinascita. Quindi queste chiese sono testimoni di una specie di Nuova Evangelizzazione.

Dall’altra parte l’uomo di oggi è molto sensibile e aperto agli effetti audiovisuali. Le chiese cattoliche orientali sono ricche di visualità e di bellezza del canto liturgico. Non è soltanto una moda che le icone sono molto richieste anche in occidente, ma è un segno di uno sviluppo culturale e antropologico. A questa situazione le chiese cattoliche orientali hanno una propria risposta che aiuta fortemente la trasmissione della fede all’uomo di oggi.

La fede cristiana, l’amore a Gesù e alla Sua Chiesa sono oggi, come sempre, essenziali per un’Europa sana, che sia capace di oltrepassare le sue crisi e di tenere insieme, senza omologazione, le diversità culturali e anche religiose.

Auguro giorni di lavoro intensi ma soprattutto profondi nella fede e nell’amicizia. Dio benedica questo incontro.