La formazione, protagonista dell’impulso missionario della Chiesa in America

Approvate le conclusioni del II Congresso Missionario Americano

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SAN JOSÉ (COSTA RICA), 15 marzo 2004 (ZENIT.org).- Potenziare la formazione si rivela come una delle linee fondamentali per dare impulso alla missione ‘ad gentes’ nella Chiesa in America, secondo quanto si evince dalle conclusioni del II Congresso Missionario Americano (CAM2, sigla in spagnolo).



Il documento conclusivo è frutto del lavoro di oltre 3.000 partecipanti al grande appuntamento missionario della Chiesa che va dall’Alaska alla Terra del Fuoco, tenutosi in Guatemala dal 25 al 30 novembre scorso. Lo slogan prescelto è stato “Chiesa in America, la tua vita è missione”.

È risultato anche della riflessione realizzata con l’aiuto dello Strumento di Lavoro nelle singole Chiese del Continente durante l’anno di preparazione alla realizzazione del Congresso.

Le conclusioni del CAM2 sono state approvate e consegnate – lo scorso 18 febbraio – al termine del IV incontro Centroamericano dei Vescovi Presidenti di Missioni, Direttori Nazionali di OMP (Opere Missionarie Pontificie), Vicari delle Pastorali e Delegati Diocesani delle Missioni, tenutosi a San José de Costa Rica.

“Il compito di evangelizzazione della Chiesa nel Continente si è consolidato e la missione ‘ad gentes’ comincia ad essere una forza determinante ed incisiva che sta rinnovando la Chiesa nella misura in cui prende maggior coscienza della propria natura missionaria”, si legge nelle conclusioni.

Nonostante si riconosca “la fedeltà al Vangelo e alla Chiesa da parte di molti fedeli”, la santità e offerta di sè fino al martirio, si constata anche che “il divorzio tra fede e vita in non pochi cristiani e comunità americane, provoca sconforto negli agenti pastorali, diserzione tra i fedeli e ostacola seriamente la missione evangelizzatrice della Chiesa.”

Tre sono i punti di forza della Chiesa in America – secondo l’opinione del CAM2 – “che augurano un futuro di speranza”: la scelta a favore dei poveri, la religiosità popolare – che offre elementi di comunione, anche se richiede “una migliore evangelizzazione” - e lo sforzo per “inculturare il Vangelo, unendo fede e vita”.

D’altro canto, vengono individuate difficoltà per l’attività missionaria provenienti dal fenomeno della globalizzazione, che evidenzia “una profonda crisi dei valori umani, religiosi, sociali e culturali” e un deterioramento economico; dal problema delle migrazioni umane, che si ripercuote nella disintegrazione della famiglia e nella perdita dei valori ; e dalla sfida derivante dai gruppi fondamentalisti.

Per dare impulso alla missione, “patrimonio di tutta la Chiesa”, ma nella quale “i laici si riaffermano ogni giorno di più” – aspetto che occorre promuovere –, i partecipanti al congresso hanno incentrato le loro principali raccomandazioni pastorali sulla “formazione in tutte le sue forme”.

Nel documento finale vi è un’esortazione a “propiziare i processi di animazione e formazione missionaria integrale ad ogni agente pastorale, sia laico che ministro ordinato, e in ogni comunità cristiana e singola chiesa”.

Si chiede che venga impartita “una formazione fondata sulla Sacra Scrittura, sul Magistero della Chiesa e sulla realtà dei nostri popoli, dando priorità alla teologia, alla pastorale e alla spiritualità missionaria, che permettano ad ogni battezzato di riscoprire la propria identità missionaria e infondere i valori del Regno nelle realtà temporali del mondo, e alle comunità cristiane di riscoprire la loro natura missionaria”.

“Ciò esige un rafforzamento e la creazione di centri di formazione permanenti nell’ambito diocesano e nazionale, con capacità di promuovere la missione ‘ad gentes’ – si riconosce nelle conclusioni –. Questi processi formativi devono avvenire a livello parrocchiale, diocesano e nazionale e devono impregnare di spirito missionario tutta l’azione pastorale della Chiesa”.

Non si tralascia di invocare “speciale attenzione nella formazione dei comunicatori sociali, affinché possano usare adeguatamente e professionalmente i mezzi di comunicazione sociale, e abbiano la capacità di dare sostentamento e autonomia economica a questi mezzi”.

I mezzi di comunicazione – “che esercitano un’influenza molto forte e preoccupante sulla vita dei popoli” – hanno anch’essi un “grande valore” “come strumento di annuncio del Vangelo a tutte le genti”.

“La dimensione missionaria della pastorale ordinaria e, in particolare, la dimensione della missione ‘ad gentes’ pervaderà gli animi, le abitudini e le azioni delle persone e delle comunità, nella misura in cui ciò venga incluso nei programmi pastorali delle diocesi e delle parrocchie”, osservano infine i partecipanti al CAM2.

Le conclusioni in lingua spagnola del II Congresso Missionario Americano possono essere consultate nella sezione “Documenti” del sito internet di Zenit.

Per maggiori informazioni: www.cam2guatemala.org.