La forza della famiglia è nella sua "unità nella differenza tra uomo e donna"

Il Messaggio di papa Francesco ai partecipanti alla 47° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 591 hits

La concezione della famiglia secondo la Chiesa è analoga a quella prevista dalla Costituzione italiana: fecondità e unità nella differenza tra uomo e donna. Inoltre le conseguenze delle scelte politiche e culturali riguardanti la famiglia, coinvolgono l’intera società.

Sono questi alcuni dei punti salienti del Messaggio di papa Francesco ai partecipanti alla 47° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, iniziata oggi a Torino sul tema La famiglia, speranza e futuro per la società italiana.

Dopo aver ricordato per sommi capi la storia delle Settimane Sociali, cominciata nel 1907, per iniziativa del beato Giuseppe Toniolo, il Santo Padre ha menzionato Torino, in quanto “città emblematica per tutto il cammino storico-sociale dell’Italia” ed “in modo particolare per la presenza della Chiesa dentro questo cammino”, specie in ambito sociale e a beneficio delle classi più povere.

“Provvidenziali e preziose”, le Settimane Sociali sono state, in vari momenti storici, capaci “di affrontare, e se possibile anticipare, gli interrogativi e le sfide talvolta radicali, posti dall’attuale evoluzione della società”, ha sottolineato il Papa.

Al tempo stesso, le Settimane Sociali sono risultate fondamentali per il loro “servizio di evangelizzazione e promozione umana”, oltre che “strumento privilegiato attraverso il quale la Chiesa in Italia porta il proprio contributo per la ricerca del bene comune del Paese”.

Con riferimento all’oggetto centrale della Settimana Sociale appena iniziata, il Pontefice ha ricordato che la famiglia “è vita, è tessuto quotidiano, è cammino di generazioni che si trasmettono la fede insieme con l’amore e con i valori morali fondamentali, è solidarietà concreta, fatica, pazienza, e anche progetto, speranza, futuro”.

Il Santo Padre ha poi sottolineato che il futuro della società “è radicato negli anziani e nei giovani: questi, perché hanno la forza e l’età per portare avanti la storia; quelli, perché sono la memoria viva. Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa”.

La 47° Settimana Sociale apertasi oggi a Torino, ha proseguito papa Francesco, offre numerosi spunti per un discernimento, in particolare sul concetto di famiglia – promosso dalla Chiesa che attinge in ciò alla Genesi ma recepito anche dalla Costituzione italiana - come “prima società naturale”, fondata sulla “fecondità” e sulla “unità nella differenza tra uomo e donna”.

Il Papa ha poi ribadito il ruolo della famiglia come “primo e principale soggetto costruttore della società e di un’economia a misura d’uomo” che “come tale merita fattivamente di essere sostenuta”.

Al tempo stesso “le conseguenze, positive o negative, delle scelte di carattere culturale, anzitutto, e politico riguardanti la famiglia toccano i diversi ambiti della vita di una società e di un Paese”, a partire dal “problema demografico” – che coinvolge tutta l’Europa ed in particolare l’Italia – fino alla “stessa visione antropologica che è alla base della nostra civiltà”, passando per le questioni riguardanti il lavoro, l’economia e la crescita dei figli.

Si tratta di riflessioni che “non interessano solamente i credenti ma tutte le persone di buona volontà, tutti coloro che hanno a cuore il bene comune del Paese”.

La famiglia, ha proseguito il Pontefice, “è scuola privilegiata di generosità, di condivisione, di responsabilità, scuola che educa a superare una certa mentalità individualistica che si è fatta strada nelle nostre società”. È quindi fondamentale “sostenere e promuovere le famiglie, valorizzandone il ruolo fondamentale e centrale”.

Nell’ambito delle famiglie, si riscontrano molti elementi di “sofferenza”, dovuti, ad esempio, “al problema della casa, alla impossibilità pratica di attuare liberamente le proprie scelte educative” ma anche “ai conflitti interni alle famiglie stesse, ai fallimenti dell’esperienza coniugale e familiare, alla violenza che purtroppo si annida e fa danni anche all’interno delle nostre case”.

Al tempo stesso, tuttavia, va ricordata “la testimonianza semplice, ma bella e coraggiosa di tantissime famiglie, che vivono l’esperienza del matrimonio e dell’essere genitori con gioia, illuminati e sostenuti dalla grazia del Signore, senza paura di affrontare anche i momenti della croce che, vissuta in unione con quella del Signore, non impedisce il cammino dell’amore, ma anzi può renderlo più forte e più completo”.