La forza spirituale degli italiani come rilevata dal Censis

Adriano Olivetti, il lavoro e gli anni della ricostruzione

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di Antonio D’Angiò

ROMA, sabato, 7 aprile 2012 (ZENIT.org).- In questi giorni di riflessione e di riposo, un po’ più vuoti, che si attraversano tra Pesach ebraica, Pasqua cristiana e luoghi di lavoro, si può cogliere l’occasione per continuare la ricerca su alcuni dati di dettaglio presenti all’interno della pubblicazione “I valori degli italiani – dall’individualismo alla riscoperta delle relazioni” edita da Marsilio; libro che racconta l’indagine effettuata dal Censis nel 2011 (il Centro studi che dal 1964 svolge attività di ricerca in campo socioeconomico) in occasione del centocinquantenario dell’Unità d’Italia (altri approfondimenti possono trovarsi su Zenit del 18 e del 31 marzo).

Molti sono gli uomini di cultura che i ricercatori del Censis citano per rafforzare o meglio esemplificare alcuni elementi qualitativi presentati: da Don Milani a Pasolini, da Leopardi a Bauman. E’ sicuramente Adriano Olivetti, però, quello che ottiene lo spazio maggiore tramite un’ampia citazione di un brano in un discorso fatto agli operai della sua fabbrica nel 1945.

Le parole di un imprenditore agli operai, in un passaggio certamente difficile della nostra nazione, cioè quello dell’immediato dopoguerra, possono prendersi come confronto con ciò che sta avvenendo in questi mesi così complessi, dove le speranze sembrano venire meno e nuove regole sul mercato del lavoro sembrano essere obbligatorie per essere al passo con i tempi, con i luoghi, con le speranze per i figli.

Che cosa è la “forza spirituale” secondo il Censis? Sono le “differenti tensioni etiche, i valori, il bisogno di andare oltre la sfera materiale, la voglia di elevarsi e in generale tutto ciò che rappresenta la natura più elevata di un uomo”.

La domanda posta al campione è stata la seguente: E’ d’accordo con la seguente affermazione: “La forza spirituale degli italiani è ancora accesa”?. Queste le risposte, evidenziando anche una suddivisione per classi di età:

Molto: il 17,7% (con un 20,8% per quelli oltre i 65 anni)
Abbastanza: il 51,1% (con un 58,7% per i 18-29 anni)
Poco: il 25,2%
Per niente: il 6,0%

Ed è soprattutto quell’abbastanza negli italiani sino ai 29 anni che rappresenta, non solo il dato quantitativamente più rilevante, ma anche un importante elemento di ricostruzione che rende ancora attuale la frase conclusiva della citazione di Adriano Olivetti: “Cosa faremo, come faremo? Tutto si riassume in un solo pensiero, in un solo insegnamento: saremo condotti da valori spirituali. Questi sono valori eterni, seguendo questi, i beni materiali sorgeranno da sé senza che noi li ricerchiamo”.

E, anche se la figura di un imprenditore non è tra i modelli o i maestri ai quali gli italiani si ispirano nelle varie circostanze della vita (…ma ci sono uomini sportivi o artisti), lascia comunque ben sperare quel 21% di italiani che dichiarano essere la “laboriosità, far bene il proprio mestiere” tra le cose importanti per migliorare la convivenza sociale.

Come chiosa il Censis nella pagina conclusiva: “Oggi però va maturando il bisogno di contesti istituzionali che siano di sintesi tra la tecnicità di chi gestisce complesse relazioni internazionali e il popolo che nel quotidiano – sfanga - la vita”.