La genetica tra scoperte straordinarie e tentazioni disumane

| 625 hits

RIMINI, mercoledì, 24 agosto 2005 (ZENIT.org).- La genetica è una scienza giovane, che promette risultati sensazionali nel campo delle diverse applicazioni mediche, ma come tutte le scienze, se non finalizzata al rispetto ed al bene dell’uomo, in bilico tra tentazioni disumane. Questo il fine del dibattito tenutosi martedì al Meeting di Rimini nel corso di un Convegno dal titolo: “Ricerca e genetica”.



Secondo il professor Angelo Vescovi , Condirettore dell’Istituto di ricerca sulle cellule staminali dell’Ospedale di San Raffaele di Milano, il pensiero dominante scinde tra potenzialità della tecnologia e responsabilità.

“Oggi l’umanità e la comunità scientifica dispongono degli strumenti per manipolare gli stadi precoci della vita – ha precisato Vescovi – ma manca la consapevolezza dei limiti della ricerca”.

In merito alla controversia tra cellule staminali embrionali e adulte, il noto scienziato italiano si è rivolto ad alcuni spettatori presenti in sala, dicendo: “Vi hanno mentito promettendovi il trapianto di cellule staminali. Ad oggi non esiste una terapia che usi cellule staminali embrionali per curare alcuna malattia”.

Al contrario esistono ricerche molto promettenti che utilizzano cellule staminali adulte. “Come scienziati – ha sottolineato Vescovi – abbiamo la responsabilità di offrire delle alternative reali” e cioè sviluppare quei settori della ricerca che riguardano la rigenerazione dei tessuti, l’uso delle cellule staminali adulte e la stimolazione di cellule già presenti nel nostro organismo”.

“Tutte linee di ricerca – ha concluso Vescovi – che necessitano di un supporto da parte delle istituzioni, prima che queste risorse vadano sprecate in direzioni in cui ancora non si è ottenuto alcun risultato reale, che possono illudere le persone malate e che comportano la distruzione degli embrioni”.

Francesco Agnoli, insegnante e scrittore, autore di diversi testi sulla fecondazione artificiale tra cui l’ultimo pubblicato dalla “Ares” dal titolo “Voglio una vita manipolata”, ha sostenuto l’idea di recuperare una consapevolezza di cosa sia la scienza.

Secondo Agnoli, il problema del mondo odierno è che gli studiosi tendono a ritenersi proprietari delle scoperte fatte, e questo nel campo della genetica diventa una minaccia alla dignità della persona umana.

In conclusione Luca Sangiorgi, ricercatore presso lo IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) di Bologna, ha ricordato come il biologo Jerome Lejeune intervenendo al Meeting alcuni anni fa affermò che la prima operazione eugenetica era stata compiuta dagli spartani, quando uccidevano i bambini che non avevano la possibilità di diventare soldati.

Ricordando che Sparta non lasciò, né scienziati né artisti, forse perché erano tra coloro che vennero eliminati perché non adatti a servire il progetto dello Stato, Sangiorgi si è augurato che non si ripeta oggi quanto accadde allora.