“La gente cerca Dio in Internet”

Intervista con Lucrecia Rego de Planas, direttrice di Catholic.net

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CITTA’ DEL MESSICO, venerdì, 11 giugno 2004 (ZENIT.org).- La gente cerca Dio in Internet, ha affermato Lucrecia Rego de Planas, direttrice di Catholic.net .



Per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, celebrata il 30 maggio scorso, Giovanni Paolo II ha pubblicato un messaggio in cui invita a dare il via ad “iniziative pratiche, volte a eliminare i rischi per il benessere della famiglia che i mezzi di comunicazione sociale presentano”.

Di seguito pubblichiamo l’intervista concessa a ZENIT da Lucrecia Rego de Planas, messicana, madre di nove figli, che con Catholic.net cerca di rispondere a questa richiesta del Santo Padre.

Qual'è l’obiettivo di Catholic.net?

Lucrecia Rego de Planas: Catholic.net cerca essenzialmente di unire tutti gli sforzi dei membri della Chiesa in rete, offrendo al Cattolico di oggi uno spazio in cui poter trovare contenuti attuali, solidi, profondi e fedeli al magistero della Chiesa, uno spazio che gli permetta di conoscere, amare ed imitare Gesù Cristo con una profondità sempre maggiore, in cui possa condividere con altri Cattolici le sue esperienze e i suoi carismi specifici e in cui trovi servizi online che lo aiutino a risolvere i suoi dubbi, a ricevere un orientamento e una formazione sistematica, a trasmettere le sue conoscenze e le sue inquietudini e a realizzare efficacemente la sua missione apostolica per la salvezza delle anime.

Quali frutti concreti sono stati raggiunti con Catholic.net? C’è qualche esempio particolare che desidera raccontarci?

Lucrecia Rego de Planas: Dai messaggi di ringraziamento che riceviamo da chi ci visita, ogni giorno ci sono centinaia di frutti apostolici. Devono essere molti di più, ma non li conosciamo, perché Internet è uno spazio senza frontiere.

Potrei raccontare molti esempi e molti aneddoti di piccoli apostolati che sono diventati enormi in pochi giorni arrivando a Catholic.net.

Ad esempio, l’Apostolato del Mare, attraverso il quale il progetto per l’accoglienza e l’evangelizzazione dei marinai e dei pescatori di padre Eufrasio Campayo, della diocesi di Málaga, partendo da ciò che abbiamo pubblicato sul nostro portale, ha cominciato ad essere applicato già in molti porti del mondo.

Penso anche ad una piccola iniziativa apostolica come quella di “Un regalo per il Bambino Gesù”, ideata da una ragazza di Monterrey solo per la sua parrocchia e che lo scorso Natale è stata attuata in centinaia di parrocchie solo perché l’avevamo annunciata nella nostra pagina principale.

L’apostolato di preghiera per i sacerdoti, dopo solo pochi mesi sul nostro portale, conta già 2.300 sacerdoti iscritti e 6.700 laici che pregano per loro ogni giorno.

La nostra comunità di “vocazioni” ha fatto sì che sorgano molti gruppi di promozione vocazionale in tutto il mondo, con una metodologia concreta ed efficace. I nostri consultori vocazionali hanno attirato e guidato decine di vocazioni religiose, sacerdotali e alla vita consacrata in Spagna e in vari Paesi dell’America Latina.

Il materiale che pubblichiamo, grazie alla collaborazione disinteressata dei nostri visitatori e dei nostri sostenitori, è servito come base per lo sviluppo di programmi di catechesi in molti luoghi in cui non avremmo mai immaginato di arrivare: i reclusi ispanici nel carcere di New York, le comunità ispaniche di Boston, veri episcopati militari, il collegio militare di Chiclayo in Perù, solo per citare alcuni esempi.

Abbiamo ricevuto molte lettere di persone che grazie alla consulenza online e al materiale di Catholic.net sono riuscite a riscattare familiari e amici dalle sette delle quali erano entrati a far parte.

Come può un progetto cattolico senza fini di lucro affrontare un mondo come quello dei mezzi di comunicazione, basato sulle regole del mercato?

Lucrecia Rego de Planas: Catholic.net si è rivelato un successo sul piano editoriale e apostolico. I nostri contenuti e i nostri servizi appaiono su un numero sempre maggiore di portali commerciali e vengono trasmessi da altri mezzi di comunicazione tradizionali: programmi radiofonici, televisione e stampa. La gente apprezza i nostri contenuti e li cerca e li distribuisce tra i propri familiari, colleghi e amici. Ogni giorno cresce il numero di persone che visitano il nostro portale, tanto che abbiamo dovuto più volte cambiare server per poter sostenere il traffico.

Non abbiamo ancora incontrato, però, qualcuno che voglia patrocinare questo apostolato. Purtroppo gli imprenditori cattolici hanno molta paura di manifestare apertamente il loro Cattolicesimo appoggiando economicamente un progetto cattolico. Ci siamo rivolti ad istituzioni, fondazioni e imprese che patrocinano opere culturali, sociali ed ecologiche dirette da imprenditori cattolici e abbiamo sempre ricevuto un netto rifiuto a sponsorizzare un’opera apertamente religiosa.

Catholic.net sopravvive solo grazie alle piccole donazioni che ci fanno generosamente i nostri visitatori e ad alcuni benefattori ai quali ricorro ogni mese per riuscire a pagare le spese di mantenimento del portale

Cosa la spinge a seguire questo progetto?

Lucrecia Rego de Planas: E’ l’apostolato più bello che possa esistere al mondo. Tutto quello che succede è estremamente incoraggiante.

E’ bello vedere che la sua portata non è limitata né al tempo né allo spazio, perché siamo aperti 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno e non ci sono frontiere. Pubblichiamo un articolo al giorno, e mesi dopo scopriamo che è stato inviato da migliaia di persone e alle loro liste di indirizzi e questi a loro volta lo hanno rinviato e così via, fino a non sapere dove e a quanti siamo arrivati.

Guidando Catholic.net ho conosciuto persone estremamente interessanti, intelligenti, sagge e sante e ho costruito solide amicizie. Per me è un sogno poter parlare con fondatori di congregazioni, superiori di comunità religiose, scrittori e autori di libri che ho usato per lo studio e la meditazione fin da quando ero piccola.

Attraverso Catholi.net ho potuto conoscere anche i grandi problemi della Chiesa e questo mi motiva a lavorare ogni giorno con più dedizione e più entusiasmo.

La cosa migliore, però, è senz’altro vedere che Catholic.net è un progetto che stiamo costruendo insieme tutti noi Cattolici. Abbiamo collaboratori di tutto il mondo e di tutti i carismi: sacerdoti del Verbo incarnato, dell’Opus Dei, Carmelitani, Claretiani, Gesuiti, Salesiani, Maristi, Legionari di Cristo, Domenicani, Francescani, diocesani, eccetera.

Anche i vari movimenti si sono uniti in questo grande progetto, e hanno lavorato gomito a gomito con noi: Focolarini, Opus Dei, Regnum Christi, Cammino Neocatecumenale, Schönstatt, Cursillisti, Carismatici, Azione Cattolica, Araldi del Vangelo e molti altri.

In base alla sua esperienza, quale crede che siano le azioni più urgenti che dobbiamo intraprendere noi Cattolici nei mezzi di comunicazione?

Lucrecia Rego de Planas: Innanzitutto, è necessario che i comunicatori cattolici siano coerenti con la propria fede. Un comunicatore cattolico non dovrebbe mai prestarsi a scrivere o a diffondere cose che vadano contro le sue convinzioni e la sua Chiesa.

Questo, invece, succede molto spesso, e molti proprietari e direttori cattolici di giornali, stazioni radiofoniche e canali televisivi, di quelli che vanno a Messa, battezzano i figli e si sposano in Chiesa, permettono tranquillamente che attraverso i loro media si diffamino la Chiesa e i sacerdoti e si faccia propaganda a programmi contrari alla fede e alla morale cristiana. Questo deve finire.

In secondo luogo, è necessario che i comunicatori cattolici siano attivi e non solo reattivi. Spesso quando c’è qualche attacco diretto alla Chiesa, come un film o un libro, centinaia di persone mi bombardano con articoli scritti da loro, ansiosi di denunciare, di attaccare l’aggressore, di difendere la verità, e l’unica cosa che raggiungono è fare pubblicità all’autore dell’attacco.

Pochi, invece, mi scrivono quando si tratta di annunciare le grandi verità. Esce un nuovo documento della Chiesa e pochissimi comunicatori cattolici si preoccupano di spiegarlo, diffonderlo, scrivere articoli d’opinione, organizzare conferenze perché la gente lo conosca. Questo ha fatto sì che i Cattolici conoscano meglio ciò che dicono i “cattivi” che quello che fanno i “buoni”. Credo che dobbiamo preoccuparci di annunciare il bene e smettere di denunciare il male.

E’ necessario, infine, creare mezzi di comunicazione cattolici, in cui tutti i temi siano affrontanti da un punto di vista cattolico e che riescano a trasformare la cultura moderna. Non mi riferisco a pubblicazioni e programmi religiosi, perché ne abbiamo molti.

Mi riferisco a pubblicazioni e programmi scientifici, culturali, familiari, educativi, in cui parlino, agiscano e scrivano veri Cattolici, Cattolici convinti, che trasmettono in ogni parola, in ogni gesto, in ogni sguardo il loro amore per Gesù e per le anime, la loro speranza in una vita futura, la loro fede e la loro fiducia in Dio Padre, senza dover parlare necessariamente di temi religiosi.