La gioia della fede è quella di chi incontra Gesù

Durante la messa del mattino a Santa Marta, papa Francesco ringrazia il personale dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza in Vaticano per il servizio svolto

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 829 hits

Una persona reale, non certo un “dio-spray”. Questa la singolare metafora utilizzata da papa Francesco per descrivere la natura umana e divina di Gesù Cristo, durante la messa mattutina presso la Residenza Santa Marta. La celebrazione si è tenuta alla presenza del personale dell’Ispettorato di Sicurezza della Città del Vaticano.

Dio è una persona concreta, ha spiegato il Pontefice durante l’omelia. Egli è Padre, quindi la fede nasce dall’incontro concreto con Lui, nell’esperienza della filiazione nei suoi confronti.

Nel Vangelo di oggi (Gv 6,44-51), Gesù dice alla folla: “Chi crede ha parole di vita eterna”. L’atto di credere, tuttavia, non è così scontato e ciò in cui molti credono spesso non è il Dio cristiano. È assai facile imbatterci in persone che dicono di credere in Dio, avendone un’idea estremamente approssimativa, senza saperne descrivere l’identità.

“Un ‘dio diffuso’, un ‘dio-spray’, che è un po’ dappertutto ma non si sa cosa sia”, ha detto il Santo Padre con riferimento alla confusione dottrinale che affligge tanti credenti, anche cristiani.

“Noi crediamo in Dio che è Padre – ha proseguito - che è Figlio, che è Spirito Santo. Noi crediamo in Persone, e quando parliamo con Dio parliamo con Persone: o parlo con il Padre, o parlo con il Figlio, o parlo con lo Spirito Santo. E questa è la fede”.

Quando poi Gesù afferma che nessuno può venire a Lui “se non lo attira il Padre”, diventa chiaro che “andare da Gesù, trovare Gesù, conoscere Gesù è un dono”, ha aggiunto il Santo Padre.

Così avviene al funzionario della regina d’Etiopia, protagonista della Prima Lettura (At 8,26-40): costui, per quanto verosimilmente potesse essere “carrierista” ed “attaccato ai soldi”, quando ascolta Filippo parlargli di Gesù, intuisce la “buona notizia”, provando “gioia” e desiderio di farsi battezzare immediatamente.

“Chi ha la fede ha la vita eterna, ha la vita – ha proseguito Francesco -. Ma la fede è un dono, è il Padre che ce la dà. Noi dobbiamo continuare questo cammino”, seguendo il quale potrà capitarci quello che è capitato al menzionato funzionario etiope, che si converte e “pieno di gioia” prosegue per la sua strada, dopo aver compreso - grazie a Filippo - l’Antico Testamento alla luce della Resurrezione.

La “gioia della fede”, dunque, è quella di chi incontra Gesù, la gioia che ci dà pace, non come ce la dà il mondo ma come ce la dà lui. “Chiediamo al Signore che ci faccia crescere in questa fede, questa fede che ci fa forti, ci fa gioiosi, questa fede che incomincia sempre con l’incontro con Gesù e prosegue sempre nella vita con i piccoli incontri quotidiani con Gesù”, ha quindi concluso il Santo Padre.

Al termine della Santa Messa, papa Francesco ha salutato e ringraziato il personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza in Vaticano, per il loro servizio svolto “per il bene comune, per la pace comune”, che aspira alla “rettitudine della mente”, al “vigore del volere”, alla “onestà per gli affetti” e alla “serenità”.