"La gioia è della Colombia, la gloria è di Dio"

C'è molta preghiera dietro i gol di James Rodriguez, capocannoniere al mondiale brasiliano

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 367 hits

Compirà 23 anni sabato 12 luglio, il giorno della finale per il terzo e quarto posto, ma c’è da scommettere che il suo sogno è arrivare il giorno successivo al Maracanà per la contesa del titolo iridato.

Mentre incombe la prestigiosa ed ostica sfida ai quarti di finale con il Brasile, padrone di casa, James Rodriguez ha già fatto molto per la nazionale colombiana, che mai era arrivata così lontano in un mondiale di calcio.

Con i suoi 5 gol in 4 partite, Rodriguez è il momentaneo capocannoniere del torneo, in grado di destabilizzare le più solide difese, contribuendo così a fare della Colombia la squadra con il miglior attacco (11 gol), oltre che l’unica, assieme all’Olanda, ad aver vinto tutte le prime quattro partite entro i 90 minuti regolamentari.

Una vera e propria favola, quella dell’attaccante del Monaco e della sua nazionale, un giovane già sposato e papà di un bimba di nome Salomé (di cui porta il nome tatuato sull’avambraccio), che non ha mai fatto polemiche con gli allenatori, né con la stampa, e che ha fatto sempre parlare di sé esclusivamente per il bel gioco e il fair play.

James Rodriguez è un giocatore che dal suo profilo Twitter manda messaggi del tipo: “La gioia è della Colombia, la gloria è di Dio”. Così l’attaccante colombiano ha voluto salutare la vittoria di sabato scorso contro l’Uruguay, che lo ha visto autore di una doppietta.

I cronisti e fotografi sportivi più attenti hanno immortalato il Cristo “Ecce homo” tatuato sul suo polpaccio: per James, Dio è al centro di ogni cosa, come può testimoniare chi frequenta la sua parrocchia vicino casa, dove lo si vede spesso immerso nella preghiera.

Rodriguez si è sposato a soli 19 anni con Daniela Ospina – sorella di David Ospina, portiere della nazionale colombiana - e un anno fa è nata la piccola Salomé. Qualche mese fa l’attaccante colombiano ha dichiarato che “essere padre è qualcosa di unico” e che la nascita della figlioletta è stata la migliore cosa mai capitatagli nella vita.

Nel tempo libero, James ama stare in compagnia della famiglia e degli amici di sempre, con cui va spesso fuori a cena, la lettura e il cinema. Diventare un fuoriclasse non gli ha impedito di proseguire gli studi in ingegneria dei sistemi: è infatti un patito delle nuove tecnologie ed ama acquistare cellulari e tablet di ultima generazione.

Lo scorso settembre, sempre via Twitter, Rodriguez lanciò un appello ai suoi tifosi, perché non indulgessero in comportamenti violenti. “Non posso credere che i violenti negli stadi siano dei veri tifosi. Semmai sono dei delinquenti mascherati da tifosi”, aveva scritto il fuoriclasse colombiano.

Il tifo sportivo, proseguiva Rodriguez, è qualcosa di nobile, che spesso si trasmette di generazione in generazione e c’è un feeling profondo che lega i tifosi ai giocatori. “Quando noi giocatori siamo in campo – affermava – percepiamo le vostre emozioni: la vostra gioia quando si vince, la vostra tristezza quando si perde. Un gol non sarebbe altrettanto emozionante, senza vedervi esultare nelle tribune”.

Condannando la violenza negli stadi, Rodriguez aggiunse un pensiero patriottico: “Sotto le casacche delle nostre squadre di club, tutti noi colombiani portiamo la maglietta gialla della nostra Colombia. Una Colombia unita dalla nostra bandiera e dai nostri desideri di vivere in pace nelle nostre case, nelle nostre città, nei nostri campi e nei nostri stadi”.

Un pensiero che, probabilmente, James Rodriguez sta tenendo ben stampato nel cuore, in questi giorni così importanti per se stesso, per la sua nazionale e per il suo paese.