La giustizia di Dio e quella degli uomini, secondo il cardinal Ratzinger

Nell’omelia a conclusione del Convegno per i 40 anni della Gaudium et spes

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CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 23 marzo 2005 (ZENIT.org).- Nell’omelia svolta nella Basilica di San Pietro, il 18 marzo, il cardinale Joseph Ratzinger ha spiegato le differenze tra la giustizia di Dio e quella degli uomini e come attraverso la Pasqua, l’umanità percepisce la giustizia divina.



Il Cardinale ha pronunciato l’omelia in inglese di fronte ai partecipanti al Convegno internazionale per il quarantesimo anniversario della Gaudium et spes, organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dal 16 al 18 marzo scorsi.

Ratzinger ha fatto notare come nel Vangelo del 18 marzo si sperimenta “la tensione tra Cristo e i suoi oppositori. Una tensione che è progressiva e inevitabile, negli eventi che stanno alla base ed al centro della nostra fede: i grandi Misteri della Passione, la morte e la resurrezione di Nostro Signore”.

“Nel Vangelo, Gesù si confronta con i suoi oppositori, essi cercano di condannarlo a morte, nonostante i grandi prodigi di grazia, compassione e amore da lui compiuti”, ha continuato il porporato.

Il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha illustrato come gli avversari di Gesù non intendano negare il bene che hanno visto, ma vogliano rifiutare il senso superiore di questo bene. Non negano, infatti, le opere di bontà di Cristo, ma lo accusano di blasfemia perché si sta proclamando figlio di Dio.

“Gli avversari di Cristo sono arrabbiati – ha spiegato Ratzinger –, non perché Cristo ha aperto loro gli occhi, ma perché egli ha detto che la Grazia, è l’unica relazione con il Padre”.

“Gesù sta continuamente invitando i suoi ascoltatori a credere nella verità della sua identità, e a diventare in lui capaci di venerare il Padre. Ma essi rigettano il significato di ciò che hanno visto e sentito, rimangono a livello dell’umana giustizia, e invocano la legge la quale richiede che la blasfemia sia punita con la lapidazione”.

Secondo il Prefetto del Dicastero Vaticano “le pietre nelle loro mani riflettono la limitazione del giudizio meramente umano”.

Passando poi a spiegare il senso della Gaudium et spes, Ratzinger ha precisato che secondo la teologia classica la virtù della giustizia è composta da due elementi che per i cristiani non possono essere separati: “La giustizia verso Dio è ciò che noi chiamiamo la virtù della religione”, mentre “la giustizia verso gli esseri umani è il fondamentale atteggiamento di rispetto verso gli altri in quanto persone create da Dio”.

“Non dobbiamo quindi stupirci dell’atteggiamento verso Gesù che troviamo nel Vangelo”, ha sottolineato il porporato.

Ratzinger ha rilevato come “nel mondo di oggi quando la Chiesa si impegna a lavorare per la giustizia a livello umano, e ci sono poche istituzioni nel mondo che si impegnano come la Chiesa cattolica per aiutare i poveri e gli svantaggiati, allora il mondo elogia la Chiesa”.

“Ma quando il lavoro per la giustizia della Chiesa tocca problemi come il diritto alla vita di ogni essere umano dal concepimento fino alla morte naturale, o quando la Chiesa confessa che il rispetto della giustizia include le nostre responsabilità nei confronti di Dio, allora non infrequentemente il mondo reagisce nello stesso modo di cui si parla nel Vangelo degli oppositori di Cristo”.

“Come cristiani noi dobbiamo costantemente ricordare che il richiamo alla giustizia non è qualcosa che può essere ridotto alle categorie di questo mondo”, ha affermato il Cardinale.

“Per essere operatori di vera giustizia noi dobbiamo essere operai che sono stati resi giusti attraverso il contatto con colui che è esso stesso Giustizia: Gesù di Nazareth”.

Secondo Ratzinger: “Il luogo di questo incontro è la Chiesa, dove Egli è potentemente presente nei sacramenti e nella liturgia”.

Da questo punto di vista la celebrazione della Settimana Santa è “il trionfo della giustizia di Dio al di sopra del giudizio umano”. “Nel mistero del Venerdì Santo, Dio è condannato dagli uomini e condannato dalla umana giustizia, nella vigilia della Pasqua la luce della giustizia di Dio scaccia il buio del peccato e della morte”.

Ratzinger ha concluso affermando che “per noi che siamo battezzati, come bambini in un mondo che deve ancora venire, nella liturgia della vigilia pasquale, percepiamo un luccichio, un respiro ed una atmosfera di quel mondo dove abita la Giustizia di Dio”.