La grande festa Neocatecumenale

L'invio per la missio ad gentes e l'approvazione della liturgia del movimento nato in Spagna

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di Salvatore Cernuzio

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 20 gennaio 2012 (ZENIT.org) – Un’aula con tutti i suoi 12.000 posti occupati; applausi prolungati insieme al battito di mani che accompagnava i canti; gemiti di neonati uniti a cori festanti; una forte emozione che traspariva dalle facce serene di tutti i presenti.

È lo scenario che presentava, questa mattina, l’Aula Paolo VI, dove il Santo Padre ha accolto i membri del Cammino Neocatecumenale per la proclamazione del decreto che ha approvato ufficialmente le celebrazioni liturgiche di questo itinerario di fede, dopo un attento studio di circa quindici anni da parte della Congragazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Nell’ambito dell’Udienza, inoltre, l’invio di un centinaio di famiglie – per un totale di 362 figli – e dei sacerdoti che hanno risposto alla chiamata di Cristo di partire in missione lasciando la vita di tutti i giorni per dedicarsi totalmente all’annuncio del Vangelo.

Otto destinazioni, sei europee e due americane, esposte su un cartellone presentato al Santo Padre: Francia (Alby, Nizza, Bayonne, Tolone, Strasburgo); Belgio (Anversa); Slovenia (Lubiana); Austria (Vienna); Estonia (Tallin) e Gran Bretagna (Manchester). Inoltre Venezuela (Güria) e Stati Uniti (Lawrence; Cambridge e Brockton). “Nuove presenze della Chiesa nel mondo richieste dai vescovi”, come ha dichiarato Kiko nel suo intervento, in zone “difficili e secolarizzate”.

Presenti all’Udienza sei cardinali, 27 vescovi, 5 arcivescovi e il Patriarca della Chiesa armena oltre ai seminaristi dei Redemptoris Mater sparsi in tutto il mondo, gli itineranti, i responsabili e catechisti delle comunità che hanno concluso il percorso neocatecumenale e le famiglie già inviate in missione.

L’incontro si è aperto con una invocazione allo Spirito Santo, seguita dalla lettura da parte di mons. Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, del decreto che ha suggellato l’Udienza di oggi.

Mons. Clemens ha ripercorso le tappe che hanno segnato la storia del Cammino: dall’approvazione degli statuti dell’11 maggio 2008, a quella del direttorio catechetico “come sussidio vincolante per il Cammino Neocatecumenale”, il 26 dicembre 2010, fino ad oggi con il 'via libera', da parte del Pontificio Consiglio per i Laici e il “parere favorevole” della Congregazione per il Culto Divino, sulla base degli articoli 131 e 133 della Costituzione Aposotolica Pastor Bonus della Curia Romana, alle celebrazioni liturgiche contenute nel direttorio catechetico che “non risultano per loro natura già nei libri liturgici della Chiesa”.

Ha preso poi la parola Kiko, iniziatore del Cammino, che ha ricordato l’importanza del Kerygma, ovvero della buona notizia di Cristo risorto che permea l’intero percorso neocatecumenale che è “tutto celebrativo, basato sulla potenza del tripode di Parola, Eucarestia e Comunità, pilastri della vita cristiana”.

Intorno alle 11.30, accompagnato dalle note del canto Maria beata Maria dedicato alla Vergine, è giunto Benedetto XVI accolto subito dagli applausi e dall’affettuoso grido “Viva il Papa”.

Dopo le presentazioni, padre Mario Pezzi ha proclamato il Vangelo di Matteo della risurrezione gloriosa di Cristo, in risposta al quale l’Orchestra e il Coro del Cammino Neocatecumenale si sono esibiti in due brani della Sinfonia El Sufrimiento de los inocentes, suonata in tutto il mondo, come ha spiegato Kiko "anche davanti a circa 700 ebrei che hanno apprezzato la sensibilità della Chiesa cattolica verso la Shoà, vera sofferenza degli innocenti”.

“Anche quest’anno ho la gioia di potervi incontrare e condividere con voi questo momento di invio per la missione” ha esordito poi il Pontefice, rivolgendo un affettuoso saluto "a tutti i sacerdoti, seminaristi, famiglie, formatori e membri del Cammino Neocatecumenale.”

“La vostra presenza oggi – ha proseguito - è una testimonianza visibile del vostro gioioso impegno di vivere la fede, in comunione con tutta la Chiesa e con il Successore di Pietro, e di essere coraggiosi annunciatori del Vangelo”.

L’incoraggiamento, quindi, a compiere il mandato di Gesù: "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli" con la certezza che accompagna ogni annunciatore di Cristo che Egli è con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo" .

Benedetto XVI ha, poi, ricordato il “fermo impegno” del Cammino in questi decenni di vita “di proclamare il Cristo Risorto, rispondere alle sue parole con generosità, abbandonando spesso sicurezze personali e materiali, lasciando anche i propri Paesi, affrontando situazioni nuove e non sempre facili”.

“Portare Cristo agli uomini e portare gli uomini a Cristo – ha affermato - questo è ciò che anima ogni opera evangelizzatrice” sottolineando come i neocatecumenali realizzino questo “in un cammino che aiuta a far riscoprire a chi ha già ricevuto il Battesimo la bellezza della vita di fede, la gioia di essere cristiani”.

Ricordando, inoltre, come la Chiesa abbia riconosciuto nel Cammino “un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi” il cui segno è proprio l’approvazione degli Statuti e del Direttorio Catechetico, il Pontefice ha incoraggiato a proseguire questa missione ed “offrire il vostro originale contributo alla causa del Vangelo” con generosità, forti che “il Signore non farà mancare la sua consolazione”.

Riguardo alle celebrazioni presenti nel "Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale", che “non sono strettamente liturgiche, ma fanno parte dell’itinerario di crescita nella fede”, il Papa, citando l’art.13 degli Statuti, ha confermato la possibilità che i membri del Cammino “celebrino l’Eucarestia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi Vespri della domenica al fine di favorire il riavvicinamento alla ricchezza della vita sacramentale da parte di persone che si sono allontanate dalla Chiesa, o non hanno ricevuto una formazione adeguata”.

Una grande festa, quindi, che si è conclusa con la benedizione e l’affidamento a Maria e il saluto di Benedetto XVI che, sulle note di Una gran senal, ormai vero e proprio inno del Cammino, prima di andare via si è rigirato nuovamente per salutare in modo ancora più caloroso.