La Grande Moschea di Parigi chiede la liberazione delle studentesse nigeriane

Dalil Boubakeur, presidente del Consiglio francese del Culto musulmano (CFCM): "Non si può utilizzare il pretesto dell'Islam per atti 'atroci' e 'barbari' come il rapimento delle ragazze in Nigeria"

Parigi, (Zenit.org) Anita Bourdin | 232 hits

La Grande Moschea di Parigi condanna il rapimento delle circa 200 studentesse nigeriane dello scorso 14 aprile da parte del gruppo fondamentalista Boko Haram, e denuncia la "barbarie" con la quale le giovani vengono trattate.

In un comunicato inviato il 13 maggio a ZENIT, il dottor Dalil Boubakeur, Rettore dell'Istituto Musulmano della Grande Moschea di Parigi e presidente del Consiglio francese del Culto musulmano (CFCM), dichiara che non si può utilizzare l’Islam come pretesto per atti così “atroci” .

"La Grande Moschea di Parigi - si legge nella nota - denuncia e condanna la barbarie con cui sono state trattate le studentesse nigeriane e le violenze che subiscono per mano dei loro rapitori. Gli atti terroristici di Boko Haram, commessi con il pretesto dell'Islam, sconvolgono il mondo musulmano e tutti coloro che mantengono un minimo di umanità".

Secondo Boubakeur, "invocare i principi religiosi per tentare di giustificare una tale ignominia non può eludere i veri motivi di questo rapimento che sono di natura criminale". Afferma inoltre che è impossibile giustificare tali atti "religiosamente". "Gli infami autori di questi atti odiosi dovrebbero vergognarsi di comparire di fronte al mondo”, sottolinea il presidente del CFCM,“la loro unica religione è il disprezzo della dignità umana. Se hanno ancora un minimo di umanità, li esortiamo a rilasciare queste giovani e sfortunate vittime e restituirle alle loro famiglie".