La legge sul matrimonio omosessuale genera "imbrogli giuridici"

In Francia, dopo una sentenza che autorizza la procreazione assistita nell'ambito di coppie omosessuali, intervengono le Associazioni familiari

Roma, (Zenit.org) Redazione | 310 hits

Una sentenza dei giudici francesi è foriera di animate polemiche. Da oggi, oltralpe, sarà legale l’adozione di un bambino nato da procreazione medicalmente assistita (Pma) eseguita all’estero da una donna, nell’ambito di una coppia omosessuale.

Lo ha stabilito il Tribunale di Marsiglia, che ha così dato ragione a due donne che vi erano ricorse per vedersi riconosciuto il diritto di accedere alla Pma all’estero pur di avere figli. Le Associazioni familiari cattoliche francesi ritengono che “questa sentenza solleva diversi interrogativi”.

Anzitutto, rilevano, “la sentenza di Marsiglia è incompatibile” con un’altra sentenza simile emessa dal Tribunale di Versailles che aveva rifiutato l’adozione a causa della natura illegale della Pma praticata all’estero. “La procreazione medicalmente assistita è, in effetti, permessa in Francia alla duplice condizione che la coppia sia composta da un uomo e una donna medicalmente sterili”.

Ma non solo, i giudici di Versailles avevano sollevato anche il fatto che si sarebbe stabilita una discriminazione tra coppie di donne e coppie di uomini, in quanto questi ultimi non possono ricorrere alla procreazione assistita. In casi di desiderio analogo a quello delle due donne marsigliesi, due uomini dovrebbe ricorrere alla “gestazione per altri” (nient’altro che la maternità surrogata), che in Francia è però severamente vietata.

Come riporta l’agenzia Sir, secondo l’associazionismo familiare cattolico francese queste sentenze generano un “imbroglio giuridico”, indotto dalla ormai arcinota legge Toubira, che ha dato accesso al matrimonio anche alle coppie omosessuali. Con questa legge, le toghe francesi si troveranno ad “affrontare nuove situazioni la cui complessità comporta giudizi contraddittori tra loro e tendenti anche a contraddire la legge stessa”.