La libertà religiosa va oltre il culto, afferma il Cardinale di Westminster

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LONDRA, venerdì, 30 marzo 2007 (ZENIT.org).- Il Cardinale Cormac Murphy-O'Connor di Westminster ha dato voce alla sua preoccupazione circa il tipo di cultura prodotta dalla società britannica attraverso la messa al bando della religione.



In occasione della XXX Thomas Corbishley Memorial Lecture alla Westminster Cathedral Hall, l’Arcivescovo ha affermato che serve un dibattito ragionato sulla questione di modo che la società possa creare un luogo di incontro per tutti.

Uno spazio pubblico autenticamente pluralistico richiede la presenza della religione, ha affermato il Cardinale nel suo intervento intitolato “Il Regno di Dio e questo mondo: la Chiesa nella vita pubblica”.

Il porporato settantaquattrenne ha parlato di libertà religiosa come di qualcosa che va oltre la libertà di culto.

“E’ la libertà di servire il bene comune in base alle convinzioni della nostra fede”, ha detto, sottolineando questo aspetto non solo per il credo cattolico, ma per il bene della democrazia e della cultura britannica nel suo insieme.

“La libertà di mettere in pratica la religione è fondamentale per la salute della democrazia britannica”, ha osservato il Cardinale Murphy-O'Connor. “La vera democrazia offre una cornice per uno scambio pacifico di differenze, perché nell’interazione pacifica di credo opposti, la verità e la giustizia hanno una maggiore possibilità di essere oggetto di discernimento”.

“Una democrazia è, essenzialmente, un atto di fede nella buona volontà e nella ragione umana. La fede che abbiamo in comune è più grande di ciò che ci divide, e quindi nella sfera pubblica dobbiamo sempre cercare di includere più che di escludere ciò su cui non siamo d’accordo”.

“Come ha affermato argutamente un avvocato, non dovremmo mostrare ‘tolleranza liberale solo ai liberali tolleranti’”.

“Se la Gran Bretagna moderna affronta una sfida oggi, è quella di recuperare il linguaggio e lo spirito dell’era della democrazia, di forgiare un luogo di incontro per tutti i cittadini – ha affermato –. La sfera pubblica è il forum del ragionamento collettivo e non può essere uno spazio privo di tradizione e di credo particolari”.

“Una società tollerante non è priva di credo costitutivi, dato che la sua tolleranza deriva da un credo realmente costitutivo – ha continuato –. Nella nostra società c’è una fame etica e sarebbe tragico se le convinzioni religiose non avessero voce nel venire incontro a questa fame”.

L’Arcivescovo di Westminster ha sottolineato che la Chiesa cattolica “reclama solo la sua parte legittima nel processo politico al fine di assistere il vero ragionamento fondamentale per il raggiungimento della giustizia”.

“Il compito della Chiesa”, ha affermato, “non è quello di proporre soluzioni tecniche a questioni di governo o di attività economica, ma di aiutare a formare una cultura sociale basata su giustizia, solidarietà e verità, per il bene comune”.

“Il compito della Chiesa è quello di nutrire, di assistere un dibattito pubblico che sia tollerante, ragionato e inclusivo, ma all’interno di una struttura morale che cerca di difendere e promuovere la giustizia e lo sviluppo umano”.

“Noi cattolici”, ha concluso il Cardinale Murphy-O'Connor, “e su questo sono sicuro di parlare anche per altri cristiani e per tutte le persone di fede, non chiediamo speciali privilegi, ma reclamiamo i nostri diritti. Non veniamo a imporre, ma a servire, secondo il nostro credo, e perché ci vengano dati la libertà e il sostegno per farlo, finché questi non minano i diritti e le libertà di altri”.

“Faccio appello al buonsenso e all’onestà del popolo britannico, e alle tradizioni che hanno forgiato questa grande Nazione. Faccio appello al bisogno di mantenere la fede con quelle tradizioni, nel timore di passare a una nuova intolleranza che con il tempo scuoterà l’albero della nostra democrazia privo del suo frutto spirituale”, ha concluso.