La Madonna di Fatima vince la violenza, le guerre e l'incredulità

In un mondo che ha apostatato la fede in Dio, la penitenza e l'accettazione della riparazione dei peccati contro il cuore di Gesù, sono l'arma vincente dei cristiani per la salvezza delle anime

Roma, (Zenit.org) Osvaldo Rinaldi | 289 hits

Oggi la Chiesa celebra la Madonna di Fatima per ricordare il 13 maggio del 1917, quando avvene la prima apparizione della Vergine Maria ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta. Il dialogo tra Lucia e la "bella Signora" è illuminante per tutta la Chiesa e costituisce un arricchimento per la vita spirituale di ogni fedele. Lucia dapprima domanda la provvenienza della bella Signora, la quale risponde di venire dal cielo. Alla domanda di Lucia su quale fosse la ragione della sua venuta sulla terra, ella non riceve una risposta, ma bensì l’invito di ritornare in quel luogo per i prossimi sei mesi, ogni 13 del mese, a quella stessa ora.

Inoltre la bella Signora promise di apparire una settima volta nella quale avrebbe svelato la sua identità. Lucia gli domanda con la semplicità e con il candore dei bambini se anche loro sarebbero saliti al cielo, e la bella Signora gli promette che sarebbero saliti al cielo a condizione di recitare il Santo Rosario. E poi gli domanda se volessero offrire a Dio tutte le sofferenze che Egli desidera mandarvi in riparazione dei peccati dai quali Egli è offeso, e gli invita a pregare per la conversione dei peccatori.

Lucia a nome di tutti accetta questa proposta, e la bella Signora preannuncia tante sofferenze nella loro vita, ma nello stesso tempo promette che la grazia di Dio gli avrebbe sempre confortati. Dopo l’ultimo invito di recitare il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra, la bella Signora comincia ad elevarsi e sparisce nel cielo.

Questo episodio è un prezioso e un luminoso compedio del Vangelo nel quale sono dipinti tutti gli elementi principali della vita cristiana. Prima di tutto la scelta dei destinatari di questa apparizione. Dio non ha predilizione per i potenti e per i ricchi della terra, ma sceglie tre piccoli pastorelli poveri e umili, per manifestare le Sue intenzioni e per chiedere la loro collaborazione per la salvezza del mondo. Quel tempo era caratterizzato da un lungo periodo di guerra. Infatti erano due anni che imperversava la prima guerra mondiale che aveva mietuto molte vittime. Gli orrori della guerra, la crudeltà dei combattimenti avevano fatto gridare molte anime a Dio. Quelle grida non sono rimaste inascoltate da Dio che ha voluto mandare Maria per portare un annunzio di speranza e di salvezza al mondo intero.

La bellezza di questa apparizione è il coinvolgimento di questi bambini al piano di salvezza di Dio che cerca sempre la nostra collaborazione prima di compiere la sua opera. Come a Maria l’angelo prima propone di diventare Madre di Dio e poi gli affida una missione inaudita, così Maria domanda umilmente ai tre pastorelli se sono disposti a recitare il Santo Rosario con l’intenzione di far cessare la prima guerra mondiale. Nello stesso tempo Maria domanda a quei tre fanciulli di essere disponibili ad accettare le sofferenze in riparazione dei peccati che hanno offeso il cuore di Dio.

Maria propone ai tre pastorelli la stessa missione che Lei stessa ha compiuto, quando è rimasta ai piedi della croce per diventare compartecipe della redenzione del mondo. Questa rivelazione è sempre attuale, perchè l’uomo di ogni tempo si domanda quale sia il senso della sofferenza, e umanamente parlando è impossibile trovare una risposta adeguata al dolore innocente di un essere umano. Maria coinvolge Lucia, Francesco e Giacinta affinchè tramite il loro dolore, la loro sofferenza e la loro preghiera possano far cessare la guerra e salvare la vita di tantissime persone.

In un mondo che rifiuta la sofferenza e cerca ogni maniera per sfuggire dal dolore, questa invito di Maria apre il cuore alla speranza. La disobbedienza di un figlio, un contratto di lavoro precario, la scoperta della sterilità fisica, la malattia della moglie, l’offese ricevute ingiustamente, l’indifferenza degli amici, sono dolori che possiamo accettare senza ribellione ed offrire per la salvezza delle anime.

La sofferenza riparatrice e redentrice acquista una valore non soltanto personale ma anche comunitario. Per questo la Chiesa invita a rimanere sempre vicini ai malati e ai sofferenti, prima di tutto per recare il proprio sostegno umano e spirituale, ma anche per invitare a offrire quel dolore per i peccatori, gli incredeli e tutti coloro che offendono il nome del sacratissimo cuore di Gesù.

In un mondo che ha apostatato silenziosamente la fede in Dio, il desiderio di fare penitenza e l’accettazione della riparazione dei peccati contro il cuore di Gesù, sono l’arma vincente dei cristiani per la salvezza delle anime.

Questa missione corredentrice dell’umanità è tanto osteggiata dal principe di questo mondo, il quale tende sempre ad insinuare nelle anime dei fedeli un senso di scoraggiamento per invitarli a desistere da queste sante intenzioni. Satana è consapevole che la generosa offerta del dolore degli uomini porterebbe alle liberazione di tante anime tenute imprigionate sotto le sue grinfie.

L’invito per tutta la Chiesa è quella di non lasciarsi sfuggire questa occasione di salvezza per se e per gli altri, considerando attentamente il valore salvifico del dolore, che da un lato limita l’azione ma dall’altro offre l’oocasione di donare totalmente la propria vita per ottenere la grazia dell’eternità per tutti coloro che la desiderano.