La Manif Pour Tous rilancia la richiesta di dimissioni per il direttore dell'UNAR

La richiesta di sospensione della petizione è stata ritenuta "non fondata nel merito", e nel metodo "suggerisce un profilo di latente intimidazione"

Roma, (Zenit.org) Redazione | 367 hits

La Manif Pour Tous Italia ha deplorato la decisione assunta da Marco De Giorgi, direttore generale dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), di intimare alla piattaforma web CitizenGo l’emendamento della petizione con cui chiede al Governo l’immediato sollevamento dello stesso De Giorgi dall’incarico istituzionale ricoperto (il testo è consultabile all’indirizzo http://www.citizengo.org/it/5190-dimissioni-direttore-unar-giorgi).

Nella sua lettera, De Giorgi riteneva “erronee e infondate” le notizie riguardanti il suo lavoro e definiva le affermazioni sul suo conto “ai limiti della diffamazione” e riguardanti “fatti che sono stati già oggetto di esame e di archiviazione da parte dei competenti uffici amministrativi”.

Ne chiedeva, quindi, “la immediata cancellazione ai sensi della normativa comunitaria e di recepimento della direttiva 31/2000 sulla responsabilità dei provider e di chi ospita le sezioni sul web”.

La Manif Pour Tous Italia decise di diffondere la richiesta di dimissioni quando sia il Dipartimento per le Pari Opportunità sia il Ministero dell’Istruzione sconfessarono pubblicamente il patrocinio a loro attribuito dall’Unar circa la commissione di una serie di opuscoli per gli istituti scolastici italiani riguardanti le delicate tematiche della sessualità, dell’orientamento sessuale e della cosiddetta ‘identità di genere’, “tutte trattate secondo le più opinabili e ideologicamente orientate teorie del gender”, si legge in un comunicato della Manif.

L’allora viceministro con delega alle Pari Opportunità Maria Cecilia Guerra diede notizia di un’ufficiale nota di demerito rivolta al direttore De Giorgi, tuttavia, lamentano gli organizzatori della Manif, “la mail dello stesso lascia però intendere un esito diverso da quello comunicato”, pertanto, “l’operazione attentò gravemente al diritto delle famiglie di essere considerate protagoniste dell’educazione dei loro figli; pertanto seguì la richiesta di dimissioni”.  

Avendo “temporaneamente ed in via prudenziale” sospeso la diffusione della petizione ed avendo “approfonditamente vagliato, col debito sostegno di autorevoli pareri professionali”, la collocazione della propria iniziativa, la Manif Pour Tous Italia è giunta alla conclusione che “la richiesta del Direttore Generale dell’Unar non può ritenersi fondata nel merito, e nel metodo suggerisce invece un profilo di latente intimidazione”.

“Continueremo a chiedere con forza e convinzione al Governo di provvedere nel modo più opportuno nei confronti di una condotta svolta in violazione di specifici ambiti di competenza ministeriali e di costituzionalizzati diritti naturali delle famiglie italiane”, conclude il comunicato della Manif Pour Tous Italia.