La mentalità laicista non può oscurare l'insegnamento della Chiesa

Il presidente della CNBB commenta la “Caritas in Veritate”

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BRASILIA, lunedì, 20 luglio 2009 (ZENIT.org).- Il presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), monsignor Geraldo Lyrio Rocha, sostiene che la nuova Enciclica di Benedetto XVI, Caritas in Veritate, apporta parole “illuminanti” e che la mentalità laicista non può oscurarla.

“Sagge, opportune e illuminanti le parole del Santo Padre, che riafferma lo sviluppo come una 'vocazione' dell'uomo, che tuttavia si potrà raggiungere pienamente solo se si rispettano i principi che considerano l'essere umano una creatura prediletta di Dio, rivestita di una dignità che non può essere sacrificata dalle leggi economiche destituite dall'etica e dalla carità nella verità”, afferma.

In un articolo diffuso dalla CNBB martedì, monsignor Geraldo Lyrio afferma che la mentalità laicista, “che si estende in modo incontrollabile e a volte irrazionale, non può obnubilare l'insegnamento della Chiesa”.

La Chiesa, “votata al servizio all'umanità, richiama l'attenzione sulle deviazioni di uno sviluppo centrato su se stesso e orientato all'uomo come se egli, autosufficiente, fosse un fine in sé. In questo senso, Papa Benedetto XVI ricorda il ruolo imprescindibile dello Stato per garantire la libertà religiosa come condizione anche per lo sviluppo”.

“Quando lo Stato promuove, insegna o impone forme di ateismo pratico, toglie ai cittadini la forza morale e spirituale indispensabile perché si impegnino nello sviluppo umano integrale e impedisce loro di avanzare con rinnovato dinamismo nel proprio impegno di una risposta umana più generosa all'amore divino”, ha osservato il presule.

L'Arcivescovo ricorda che non spetta alla Chiesa proporre soluzioni tecniche per i problemi economici, ma che essa ha il diritto di illuminare con la sapienza del Vangelo le vie di quanti cercano queste soluzioni.

“Per questo il Papa insiste ancora una volta sull'etica, anche per l'economia, come condizione ‘sine qua non’ per uno sviluppo che voglia essere umano”.

Secondo il presidente della CNBB, con il Papa “possiamo dire che abbiamo una grande sfida, che è mostrare che i principi tradizionali dell'etica sociale come la giustizia, la trasparenza, l'onestà e la responsabilità 'possono e devono trovare posto entro la normale attività economica'”.

Monsignor Geraldo Lyrio spera quindi che l'Enciclica “ispiri le Nazioni nella loro irrinunciabile ricerca di vie per il superamento della crisi in vista di uno sviluppo che ponga al centro la persona umana, soprattutto i poveri, difenda la vita in tutte le sue forme di manifestazione ed elimini le disuguaglianze che offendono il Creatore che ci ha fatti a sua immagine e somiglianza”.