La misericordia: chiave della vita cristiana

Invito alla lettura del libro del Card. Walter Kasper

Roma, (Zenit.org) Robert Cheaib | 659 hits

Non avrebbe bisogno di un invito alla lettura il libro del Cardinale Walter Kasper, Misericordia. Concetto fondamentale del vangelo Chiave della vita cristiana, edito dalla Queriniana per la collana giornale di teologia. Sono due almeno i motivi che fanno del libro una garanzia: l’autore, il Card. Kasper; e la testimonianza di papa Francesco durante il suo primo angelus del 17 marzo 2013, quando disse: «In questi giorni, ho potuto leggere un libro di un Cardinale – il Cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo – sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene».

La misericordia, che occupa un posto centrale nella Bibbia, è caduta ampiamente in oblio nella teologia sistematica. L’intento del libro è quello di combinare fra di loro «la riflessione teologica con considerazioni spirituali, pastorali e anche sociali a proposito di una civiltà della misericordia» con l’auspicio di superare una trattazione solo «matrignesca» del tema della misericordia (5).

La miseria del male e la misericordia di Dio

La questione dell’ateismo, molto complessa e ramificata in sé, si nutre sicuramente anche della difficile riconciliazione tra un Dio misericordioso e un mondo di sofferenza. Detto altrimenti: «La sofferenza presente nel mondo è senza dubbio l’argomento più importante dell’ateismo moderno» (9). La questione più radicale non è se Dio esiste, ma se Dio è «ricco di misericordia». Ciò che fa la differenza non è l’esistenza ma la pro-esistenza di Dio. Perché la manifestazione tangibile della presenza e della misericordia di Dio è la risposta vera al problema del male e della sofferenza (19).

La problematica mette radici molto lontane nel passato. Essa risale allo sposalizio tra l’idea biblica di Dio con l’idea filosofica. Dal momento che la sofferenza veniva concepita come difetto, Dio non poteva essere concepito come un Dio che patisce e neppure che compatisce. Dato questo assunto metafisico, la dogmatica ebbe difficoltà a parlare di un Dio con-sofferente. «Essa dovette escludere il fatto che Dio soffra in un senso passivo con la sua creatura (pati) e poté parlare solo in senso attivo di compassione e di misericordia, cioè nel senso che Dio si oppone alla sofferenza della sua creatura e la aiuta». Ma questo Dio risponde veramente al Dio della Bibbia, un Dio che ha un cuore (cor) vicino ai poveri (miseri)? E soprattutto «Un Dio pensato così apatico può essere veramente simpatico?» (24).

La Bibbia è un pungolo permanente per la riflessione filosofica e teologica su Dio per poter cogliere il volto vero di Dio che non è il Dio buonista che abbuona il male ignorando la giustizia, ma neppure il Dio indifferente che, per tutelare la sua impassibilità divina, si quarantena nella bolla sterilizzata dell’apatia. 

La misericordia e le religioni

I primi due capitoli del libro trattano rispettivamente dell’attualità della problematica teologica e sociale della misericordia e dei vari tentativi filosofici, teologici (cristiani) e religiosi per accostare la tematica.

Su quest’ultimo punto – la misericordia nelle religioni – Kasper sottolinea che la regola d’oro (formulata con sfumature leggermente diverse) costituisce un comune punto di partenza per una riflessione sulla misericordia.

Il teologo avverte però che «i punti di contatto e le possibilità di intesa non autorizzano a ritenere che tutte le religioni siano sostanzialmente uguali, soprattutto nella questione della compassione, e che le differenze siano solo concretizzazioni storicamente, culturalmente e sociologicamente condizionate del nucleo essenziale comune» (61). 

La misericordia nella Bibbia

Il terzo e il quarto capitolo, invece, considerano la misericordia nel suo volto biblico. Il terzo capitolo ripercorre l’AT alla ricerca della semantica della misericordia (rahamim, hesed, ecc.) e della sua espressione concreta. L’importanza che la misericordia di Dio ha nella testimonianza veterotestamentaria, infatti, «non si può evidenziare solo esaminando la terminologia che la riguarda, ma si può conoscere solo se viene presa in considerazione anche la storia biblica della salvezza nel suo complesso» (72).

La misericordia si configura come «espressione dell’essenza divina» (82) e viene indissolubilmente collegata agli altri attributi di Dio quali la santità, la giustizia, la fedeltà, ecc.

Il quarto capitolo esamina il messaggio di Gesù Cristo nel NT. Anche qui, la considerazione non si limita all’aspetto semantico, ma va a fondo nell’analisi delle gesta di Gesù e delle sue parabole. Al centro dell’insegnamento e della prassi di Gesù sta il messaggio di Dio come Padre e come Padre misericordioso (104ss.).

Pure in Cristo giustizia e misericordia si incontrano e si riconciliano. La Giustizia significa «l’assoluzione che permette di vivere. L’esigenza della legge non è con ciò abolita, però Gesù l’ha soddisfatta per noi e al nostro posto. […] La giustizia di Dio, divenuta manifesta in Gesù Cristo, non è la giustizia condannate e castigante di Dio, ma la giustizia che rende giusti; essa ci giustifica davanti a Dio per sua grazia e senza nostro merito, anzi nonostante i nostri meriti. Essa ci viene concessa non a motivo delle nostre opere, ma a motivo della fede. Essa è la giustizia che giustifica l’uomo e lo rende giusto» (120).

La testimonianza della misericordia di Dio in Cristo è una chiamata per i discepoli di Cristo. Nel conformarci a Cristo siamo trasformati da lui e in lui. «transformamur cum conformamur» (San Bernardo di Chiaravalle). 

La misericordia come sintesi del messaggio cristiano

I capitoli successivi, dal quinto al nono sono una riflessione sistematica che prende in considerazione le varie sfaccettature della misericordia. È lodevole la capacità di Kasper di far affiorare l’implicito nexus mysteriorum intorno al tema centrale della misericordia. Il Dio biblico e a maggior ragione nella sua epifania in Cristo, non è semplicemente l’ipsum esse subsistens, ma – come ha intuito Blaise Pascal nel suo Mémorial – è il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, il Dio dei poveri, degli orfani e delle vedove, il Dio che si commuove, che penetra la vita umana e si lascia toccare da essa.

Nello specifico cristiano, la misericordia è specchio della Trinità. Anzi, a rigor di termini, solo il Dio Trinitario può essere misericordioso senza per questo subire un cambiamento ontologico. Il Dio Trinitario, infatti, vive già ad entra un movimento e una com-mozione verso l’altro: Il Padre che ama il Figlio nello Spirito. La misericordia e la compassione di Dio ad extra è un’esplicitazione storica e nel tempo di quanto Dio è nella sua eternità. La misericordia si manifesta non come realizzazione di Dio, ma come specchio della sua intima essenza.

Kasper la mette così: «La Trinità di Dio è […] l’intimo presupposto della sua misericordia, così come viceversa la sua misericordia è rivelazione e specchio della sua essenza. Nella misericordia di Dio si rivela e si rispecchia l’amore eterno autocomunicantesi del Padre, Figlio e Spirito Santo» (143).

Oltre alla lettura trinitaria ed «essenziale» di Dio, Kasper declina la questione della misericordia con l’iniziativa/volontà salvifica di Dio, con la compassione intesa come «con-sofferenza» di Dio, il perdono e l’atteggiamento di Dio verso il male e la sofferenza degli innocenti.

La misericordia, attributo divino è una chiamata ad essere conformi a Dio, a vivere la beatitudine della misericordia, ossia ad essere misericordiosi come il Padre celeste. Questa somiglianza è – secondo Tommaso d’Aquino - «summa religionis christianae» (STh II-II, q. 30, a. 4 ad 2). La concretezza di questa prassi e imitatio Dei passa per il perdono reciproco, le opere di misericordia corporale e spirituale, il comandamento dell’amore dei nemici.

La Chiesa stessa, si configura come «sacramento dell’amore della misericordia (cap. 7) sia nella predicazione della misericordia di Dio, sia nell’amministrazione dei sacramenti quale sigillo della misericordia divina. E Maria si presenta come modello, madre, testimone e strumento della misericordia di Dio (310).

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Il libro è disponibile sul seguente link:
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