La mistica del Seicento: l'esempio della Venerabile Francesca Farnese

Questo il tema del convegno svoltosi sabato 25 maggio 2013 presso il Monastero Clarisse Eremite di Fara Sabina

Roma, (Zenit.org) Pietro Messa, O.F.M. | 531 hits

Organizzato dal Monastero Clarisse Eremite di Fara Sabina in collaborazione con la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum di Roma, sabato 25 maggio presso il suddetto Monastero si è svolto l’incontro La mistica del Seicento. Venerabile Francesca Farnese.

Nei saluti inziali è stato ricordato che tale appuntamento è stato organizzato sia come continuazione del convegno di studi del 2012 su santa Chiara, sia in prospettiva di conoscere la venerabile Francesca Farnese e incentivare l’edizione dei suoi scritti.

La prof. Alessandra Bartolomei Romagnoli con la relazione La mistica del Seicento e le clarisse si è soffermata particolarmente sulla vicenda del cappuccino Tommaso da Olera e la clarissa Giovanna della Croce. Quest’ultima, nel momento che volle fondare un monastero di clausura optava per la spiritualità carmelitana in auge in quel tempo, ma per ispirazione sceglie le clarisse al fine di riformare il francescanesimo femminile. Proprio in tale scelta di autoumiliazione e pensarsi in grande sta una delle caratteristiche della spiritualità del tempo. Se con il rogo di Savonarola sembra finire la profezia nell’accezione medievale, con il concilio di Trento sarà il vescovo il personaggio ecclesiale principale. Una questione aperta circa i mistici del Seicento è la loro capacità culturale: infatti all’autodefinizione d’ignoranza non corrisponde sempre la realtà delle loro opere. Conoscono la scuola francescana cappuccina i cui testi erano principalmente in funzione dell’orazione mentale, ma anche antidoto alle fantasticherie mentali. In questo momento la mistica è una realtà trasversale per cui bisogna uscire dalla concezione di scuole spirituali. 

Il padre Costanzo Cargnoni illustrando la Spiritualità francescana tra Tommaso da Olera e Veronica Giuliani ha richiamato l’importanza della letteratura devota “minore”, finalizzata all’uso personale soprattutto come aiuto nell’orazione mentale. Infatti per acquistare le virtù interne è fondamentale l’orazione mentale, e questa richiede luoghi adatti quali celle, ritiri isolati, grotte, eccetera.

Suor M. Chiara Farfalla esponendo Tratti spirituali di Francesca Farnese innanzitutto ha ricordato i fondamentali dati biografici della clarissa, le diverse fondazioni, senza tralasciare l’importante opera del cardinal Francesco Barberini per le fondazioni dei monasteri Farnesiani ed in particolare per il monastero della Solitudine di Santa Maria della Provvidenza Soccorrente di Fara in Sabina come testimonianza post-mortem della influenza della Farnese nel Lazio. Dopo aver evidenziato le tracce dello Spirito Santo nella vita della Farnese, convertitasi grazie all’ascolto della narrazione del martirio del frate Pier Battista Blasquez in Giappone nel 1597,  ha messo in luce l’itinerario spirituale emerso dalla lettura delle Fonti e che si ritrova nei tre gradini sistematizzati in seguito dalla teologia spirituale: la via purgativa, la via illuminativa e la via unitiva. Tuttavia l’Autobiografia rivela un cammino spirituale personale ed unico, proprio ad indicare che lo Spirito Santo non resta incapsulato all’interno di un iter già preconfezionato. Si è riconosciuto inoltre nella vita mistica della monaca parmense l’influsso di santa Teresa d’Avila nonché di diversi Padri della Chiesa.

Nella discussione finale sono state condivise diverse domande, ma anche la prospettiva di continuazione con il confronto dell’esperienza mistica di Francesca Farnese con quella di San Carlo da Sezze e san Leonardo da Porto Maurizio.