La mistica parola per parola

Intervista a Maria Rosaria Del Genio

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ROMA, martedì, 22 maggio 2007 (ZENIT.org).- Un Cardinale, un carmelitano scalzo e una esperta di mistica hanno curato un volume intitolato: “La mistica parola per parola”.



Il libro, a cura di Luigi Borriello, Maria R. Del Genio e Tomáš Spidlík (Editrice Ancora, 407 pagine, 23 Euro), contiene 500 voci, che vanno dalla A alla Z, ed ha visto il contributo di 30 specialisti, che hanno voluto presentare con un linguaggio semplice i concetti chiave e le figure più significative della storia della mistica.

ZENIT ne ha parlato con una delle curatrici, la professoressa Maria Rosaria del Genio, laureata in Lettere ed esperta di Storia della mistica.

Del Genio è Condirettrice delle collane di mistica della Libreria Editrice Vaticana e della collana Cultura e vita religiosa delle Edizioni Padre Pio.

500 voci sulla mistica... cosa riescono a dire?

Del Genio: Poco e molto. Poco perché sono solo una piccola parte di questo immenso universo che è la vita mistica, cioè la consapevolezza del dono immediato e passivo della presenza di Dio nell’anima, dono offerto ad ogni uomo creato a Sua immagine, che si è liberi di accogliere o meno.

E molto perché, affrontando temi e tipologie diverse di mistici, le 500 voci fanno cogliere come tale dono non sia esclusivo di una categoria limitata di persone, ma esteso e vissuto da tanti come già affermava Paolo VI il 9 settembre 1970 parlando della vita mistica, cioè dell’intimità sponsale con Dio Uno e Trino: «Meno rara forse di quanto si potrebbe credere».

È sempre attuale la frase del teologo Rahner: “Il cristiano del futuro, o sarà mistico, o non sarà”?

Del Genio: Sì, purché ci si intenda sul termine “mistica”, oggi ampiamente inflazionato.

Se per mistica si intende quella consapevolezza di cui si parlava prima, che è dono infuso, allora o il cristiano diventa «testimone» e annuncia, come afferma la I Lettera di Giovanni: «Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita», allora si risponde ancora all’esigenza del mondo che, secondo Paolo VI e i suoi successori, ascolta più i testimoni che i maestri.

Ovviamente, quello che l’apostolo Giovanni ci tramanda va inteso secondo le categorie dei sensi mistici, dottrina insegnata sempre nella Chiesa a cominciare dai Padri dei primi secoli.

Perché sono state inserite voci dedicate a mistiche non cristiane anche se il libro riguarda la mistica cattolica?

Del Genio: Si voleva solo far capire che «Dio non fa preferenza di persone» (At 10,24) quando si è aperti al suo dono e si desidera e si cerca Colui che, secondo sant’Agostino, è più intimo all’uomo di quanto lo sia lui a se stesso.

Certo, ci vorrebbe un trattato di mistica comparata, studio che già Maritain aveva tentato e che oggi forse sarebbe più semplice per i teologi, visti i mezzi tecnici a disposizione per conoscenze ulteriori (internet, ecc.).

Noi volevamo solo aprire uno squarcio sulla presenza di Dio, affinché si cogliesse ancor meglio che tutti possono passare dal Dio presente alla presenza di Dio, come faceva intuire un fratello laico carmelitano, Lorenzo della Resurrezione (cf. il libro della collana Testi Mistici, della Libreria Editrice Vaticana, curato da me).

Lei è specializzata in Storia della mistica: quando “inizia” la mistica?

Del Genio: Io non credo che si possa parlare di un “inizio” della mistica. O si va al libro della Genesi, 3, quando si dice che Dio passeggiava nel giardino dell’Eden, cioè era familiare, amico dell’uomo da lui creato a sua immagine, cioè inserito nella dinamica della vita trinitaria; o si fa la storia del termine “mistica” iniziando dal termine greco mysterion, un po’ come ha fatto Bouyer nel suo libro, Mysterion, dal mistero alla mistica.

In realtà, quello che oggi servirebbe, sul piano storico, sarebbe più un intendersi sui termini che lo sviluppo dettagliato di un evento. L’unica cosa che potrebbe essere possibile sarebbe vedere quali espressioni hanno vissuto i mistici nel loro tempo.

Corpo, allucinazioni, amore, trafittura del cuore, santità, stimmate: sono alcune delle voci presenti nel volume. Quale sono state le più difficili da definire?

Del Genio: In realtà, nessuna. Alcune riguardano l’uomo nella sua totalità, altre riguardano fenomeni mistici straordinari che, di per sé, non hanno valore per accogliere il disegno del Padre di fare degli uomini, “dei” (cf Sal 82,6; Gv 10,34) .

A proposito di santità, forse bisognerebbe riportare tutta la voce del libro per non creare confusione con una santità canonizzata che ha tutta un’altra collocazione nella vita della Chiesa, tanto che di solito si dice che non tutti i santi sono mistici.

Questo proprio perché la mistica, come viene illustrata nel testo in oggetto, ricalca la famosa espressione bonaventuriana che suona più o meno così: nel mistico si ritrovano l’attività del desiderio di unione e la passività dell’accoglienza di un dono gratuito del Dio del Cantico del Cantici, 5: uno sposo che bussa ad una porta che si apre solo dall’interno, ma se la sposa si attarda, lui passa oltre. La libertà dell’uomo è sempre rispettata come sua dignità più alta.