La New Age fa adepti tra i cristiani senza che questi se ne rendano conto

Settimana di Teologia nelle Isole Canarie su “Cristianesimo e New Age”

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LA LAGUNA, lunedì, 27 novembre 2006 (ZENIT.org).- La “New Age” rappresenta un pericolo spesso sottovalutato per la vita dei cristiani. E' quanto è emerso dalla XXI Settimana di Teologia svoltasi dal 20 al 24 novembre presso la sede dell’Istituto Superiore di Teologia delle Isole Canarie, nella città di La Laguna.



Le giornate, che hanno avuto per titolo “Cristianesimo e New Age”, sono state affidate a Miguel Ángel Medina Escudero, O.P., professore della Facoltà di Teologia di San Damaso e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Damaso, esperto di sette e nuovi movimenti.

La Settimana si è sviluppata in collaborazione con l’Università di La Laguna, offrendo agli alunni iscritti (circa settanta) due crediti a scelta libera.

L’inizio del fenomeno conosciuto come New Age si può far risalire agli anni Sessanta o Settanta del XX secolo in California (Stati Uniti).

Due o tre decenni prima, tuttavia, le logge massoniche pubblicavano già un settimanale dal titolo “New Age”. E’ stato solo dopo la guerra del Vietnam, ad ogni modo, che è iniziata una forte diffusione delle idee della New Age, che si sono cristallizzate e hanno avuto vasta risonanza in tutti i movimenti sociali e di impegno sviluppatisi negli anni Ottanta, per giungere fino ai giorni nostri. Le idee della Nuova Era sono penetrate anche in vari ambienti cristiani.

Ciò ha fatto sì che il Pontificio Consiglio per la Cultura e per il Dialogo Interreligioso abbiano pubblicato nel 2003 un documento dal titolo “Gesù Cristo portatore dell’acqua viva. Una riflessione cristiana sul New Age” in cui si parla del fenomeno della New Age e dei suoi rapporti con la fede della Chiesa.

Nonostante questo, è certo che in precedenza già esistevano documenti del Magistero che trattavano questo fenomeno dagli inizi degli anni Novanta, soprattutto nei luoghi più interessati dalla questione come il Messico o Miami.

Secondo quanto ha spiegato Miguel Ángel Medina Escudero, la Nuova Era pone un’autentica sfida alla Chiesa, “perché ingloba già vari milioni di seguaci. La cosa particolarmente importante di questo movimento non è ciò che dice, ma ciò che non dice. E’ come una nebulosa che penetra tutto, alla quale è molto difficile opporre resistenza, visto che non si sa esattamente cosa sia”.

“Ha qualcosa di religione, di filosofia, di scienza, cultura, arte, educazione… ma non è nulla di questo ed è tutto ciò allo stesso tempo”, ha indicato.

“In essa confluiscono correnti e materiali presi dalle mitologie più diverse; dottrine di scienze occulte e delle scienze più moderne; credenze e tecniche ereditate dalla magia più primitiva e atteggiamenti religiosi raccolti dalle religioni più universali, dottrine gnostiche, principi di astrologia, pratiche spiritiste, conoscenze esoteriche, tecniche di meditazione…”, ha reso noto.

“La Chiesa deve prenderla molto sul serio, perché si sta addentrando nella mentalità di molti cristiani, grazie ad un sincretismo che non fa scattare gli allarmi della fede”.

Secondo il professore, la Nuova Era rappresenta “molti” pericoli per la fede cristiana: “Spersonalizza il Dio della rivelazione cristiana; sfigura la persona di Gesù Cristo, svalutando la sua missione, e ridicolizza il suo sacrificio redentore; nega l’evento irripetibile della sua Resurrezione con la dottrina della reincarnazione; svuota di contenuto i concetti cristiani della creazione e della salvezza; rifiuta l’autorità magisteriale della Chiesa e la sua forma istituzionale; e relativizza il contenuto originale, unico e storicamente fondato del Vangelo”.

Inoltre, ha aggiunto, “deforma il linguaggio dando un nuovo senso a termini biblici e cristiani; si poggia falsamente sui mistici cristiani e deforma il senso dei loro scritti; rifiuta la responsabilità morale della persona umana e nega l’esistenza del peccato; oltre a diluire irrimediabilmente la pratica della preghiera cristiana”.

Inoltre, ha sottolineato il docente, “la cosa più allarmante è la scarsa informazione che c’è su questo movimento tra i cattolici, e la scarsa importanza che gli attribuiscono i responsabili della Chiesa”.

“Tutti abbiamo il dovere di informarci ed educarci per comprendere questo fenomeno (che ha punti molto accettabili) ed essere preparati a rifiutare ciò che è incompatibile con la nostra fede”, ha quindi concluso.