La Nuova Evangelizzazione nel carisma del Rinnovamento nello Spirito

Salvatore Martinez chiude a Rimini la Conferenza Nazionale degli Animatori

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di Luca Marcolivio

RIMINI, lunedì, 5 novembre 2012 (ZENIT.org) – A conclusione della XXXVI Conferenza Nazionale Animatori, tenutasi a Rimini dall’1 al 4 novembre, il presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, è tornato a parlare di nuova evangelizzazione.

Presupposto essenziale per tale obiettivo è che la Chiesa riscopra pienamente la fede e “ritrovi se stessa”, come ha auspicato papa Benedetto XVI indicendo l’Anno della Fede. La chiave di volta è “riscoprire in Gesù il volto autentico di Dio, che è amore”, ha sottolineato Martinez.

Protagonista imprescindibile della Nuova Evangelizzazione è lo Spirito Santo, cui del resto, come ha ricordato Martinez, ha fatto riferimento lo stesso Benedetto XVI durante la meditazione iniziale del Sinodo dei Vescovi: una vera e propria “Pentecoste da comunicare al mondo”, ha commentato il presidente di RnS.

Negli ultimi anni la trasmissione del Vangelo ha mutato modalità in virtù della globalizzazione, della secolarizzazione e dei “contesti sociali e politici profondamente cambiati”. Ciò rende necessaria “un’evangelizzazione nuova, cioè più profonda, più penetrante”, ha sottolineato Martinez.

In questa fase storica il Vangelo deve tornare ad essere un “alleato” dell’uomo, piuttosto che un “limite” o persino un “nemico” da contrapporre a false idee di “modernità” o di “laicità”.

Evangelizzare al giorno d’oggi significa quindi “riaccendere il fuoco del Vangelo”, laddove “la cenere sembra aver spento la fiamma dello Spirito”, ha proseguito il presidente di RnS.

Sulla scia di quanto affermò Paolo VI, la Chiesa deve, in primo luogo, “evangelizzare se stessa”, prima ancora di inviare i suoi evangelizzatori. Infatti, ha ricordato Martinez, non ci si può “improvvisare evangelizzatori”, né si può “strumentalizzare il Vangelo”.

Per essere davvero “nuova”, l’evangelizzazione deve essere “guarita dallo Spirito”, dal momento che i risultati della “prima evangelizzazione” sono stati “compromessi dalle vecchie e nuove ideologie” come l’“indifferenza religiosa”, il “permissivismo morale” o l’“ateismo scientifico”.

Fare nuova evangelizzazione significa quindi “umanizzare ogni ambiente dell’umano vivere” e riportare lo “stupore per l’uomo nuovo” e per la sua “dignità trascendente”, aprendo così “le porte dello Spirito per un ritorno di Gesù nella vita pubblica, nella vita delle nostre istituzioni”.

A tale scopo servono “testimoni credibili” ed “evangelizzatori santi, cioè fedeli allo Spirito”. Si diventa santi prendendo “confidenza” e intrecciando una “relazione di vera amicizia” con lo Spirito Santo.

L’evangelizzazione non è affatto una forma di “abuso”, né di “intromissione”; essa non è in contrasto con la “tolleranza”, né con il “rispetto delle convinzioni altrui”. Sarebbe “mancare di rispetto a Dio” se si omette di annunciare il Vangelo della salvezza “per paura di essere giudicati, riconosciuti cristiani”. Se la Chiesa di Gesù Cristo non è missionaria “muore in se stessa”, ha commentato Martinez.

Venendo ai tratti salienti dell’Evangelizzazione nel RnS, Martinez ha detto: “Da 40 anni non ci prefiggiamo di fare ‘cose nuove’”. L’obiettivo è, piuttosto, quello di “ridare gusto, sapore, slancio, bellezza, forza, contagio, a questa nostra fede carismatica”.

Per la nuova evangelizzazione, ha spiegato Martinez, alcuni fattori sono fondamentali:

- Una “nuova conversione pastorale” in cui ogni membro di RnS deve distogliere lo sguardo da se stesso, dai propri programmi, dalle proprie abitudini e dai propri “schemi decisionali”.

- Una “nuova umiltà” in cui ognuno accetta di essere “«chicco di grano che cade a terra, muore, produce molto frutto» (Gv 12,24), poiché “tutto ciò che è grande nasce piccolo e cresce solo con sacrifici, rinunce e sofferenze”.

- Una “nuova libertà” in un mondo che ci ha “appesantiti” e ci ha “legati con seduzioni e concupiscenze”. Libertà dalle “paure che spengono lo Spirito” per sentire “fluire in noi la bellezza dell’amore di Gesù”.

- Una “nuova vita comunitaria” sempre più attenta alle “esigenze di ogni fratello”.

- Una “nuova unzione carismatica” che tenga conto dei carismi ricevuti.

- Una “nuova ministerialità” in cui i talenti ricevuti vadano messi a pieno servizio degli altri.

- “Nuovi metodi”, ovvero il ricorso a discipline come l’arte, i media, lo sport e il tempo libero, che possono “diventare “luoghi e mezzi” privilegiati della nuova evangelizzazione”.

- Una “nuova diffusione di gruppi” all’interno del RnS.

- Una “nuova comunione con le comunità” nel corpo del RnS.

- Una “nuova coscienza ecclesiale” che aiuti le parrocchie a “entrare nella nuova evangelizzazione”.

- Una “nuova coscienza sociale” per rilanciare l’impegno in politica, dando testimonianza “su alcuni temi distintivi di carattere sociale”.

- Una “nuova generazione” di giovani, famiglie e sacerdoti chiamati, nelle loro specificità, a portare avanti la nuova evangelizzazione.

- “Nuove strutture e risorse” di carattere organizzativo, specie da chi non può stare “in prima linea” ma, con i propri beni materiali, “può favorire la nuova evangelizzazione e sostenere il Movimento nella diffusione di iniziative mirate”.