La Parola... le parole...!

Quanto, in questo nostro tempo, abbiamo scelto di fondarci sulla roccia che è Cristo?

Roma, (Zenit.org) Egidio Chiarella | 521 hits

Nel mondo, sempre ci sono stati e ci saranno, innumerevoli pensieri imperanti, dottrine, filosofie, ideologie, teorie. Fiumi di parole, che l’uomo ha prodotto per nascondere le sue paure, per celebrare i suoi successi, per immaginare la sua supremazia sulle cose e sulla stessa umanità. Nonostante tutto, l’affanno che lo accompagna non accenna a diminuire, sebbene i suoi progressi nella tecnica e nella qualità fisica e materiale della vita, continuano ad avere risultati importanti, destinati a migliorare. Ma l’uomo è alla ricerca continua di un nuovo appiglio o di un restyling di ciò che è già stato, per buttarsi a capo fitto e superare l’impasse periodica in cui versa una comunità. Un anno, perciò,  si innamora di Aristotele, un altro di Platone; rispolvera, altrimenti, le teorie del Materialismo o dell’Idealismo tedesco o quelle  dell’Illuminismo o Romanticismo, per poi affidarsi ai nuovi predicatori, pur convincenti e ben strutturati nell’arte della comunicazione, con o senza contenuti. L’essenziale che ci sia un effetto immediato a cui aggrapparsi, domani si vedrà!

Perché questo mio ragionamento? È il frutto della lettura di un brano, molto conosciuto, del Vangelo e condiviso, nel suo significato attuale, da credenti, atei, protestanti, sedotti da nuove discipline esoteriche e spiritualistiche, ma anche scientifiche o utopistiche. Mi riferisco al passo di Matteo che parla della casa costruita sulla roccia. Gesù rivela a tutti che solo chi farà la volontà del Padre, che è nei cieli, costruirà la sua vita sul valore eterno della Parola, così come chi rispetta il corso della natura costruisce la sua casa sul terreno stabile: “…Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia”. Chi invece fonderà la sua esistenza sulle infinite e rotondeggianti parole che accompagnano, da mille anni, il cammino dell’uomo, si comporterà come colui che costruisce la sua casa sulla sabbia. Tutto questo a dispetto degli equilibri sociali e ambientali, che reggono il nostro pianeta:”…Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia”.

La differenza tra i due comportamenti è sostanziale ed eterna, sempre attuale. Ma l’uomo fa finta di nulla e allarga la forbice dei misfatti sulla natura materiale e spirituale della stessa umanità. Si erige, giorno per giorno, di riflesso, una nuova torre di Babele. Ancora oggi, si mettono assieme tutti quegli uomini, che parlando lingue diverse e professando, ognuno per conto proprio, svariate filosofie economiche, politiche, scientifiche, comunque miracolistiche, tendono a sostituirsi, di fatto, al valore della Parola. La crisi punge, sia quella finanziaria, che quella etica e morale, mentre la società  arranca, dinnanzi alle nuove difficoltà che avanzano. Per tutta risposta i partiti litigano; gli economisti si consumano in tante nuove teorie; si fanno avanti falsi profeti; si alzano nuovi predicatori di sventura e l’uomo che, con le recenti sue sofisticate comodità, pensa di aver catturato la “felicità”, si trova solo più che mai. Parafrasare, oggi,  l’ottima cantante Mina, penso che renda l’idea di quanto siamo immersi in un mare di comunicazioni: “…parole, parole, parole! …parole, soltanto parole, parole per noi”. La domanda sorge spontanea, direbbe un noto giornalista:Quanto, in questo nostro tempo, abbiamo scelto di fondarci sulla roccia che è Cristo? Quanto viviamo nella sua Parola, con la sua Parola, per la sua Parola? Penso molto poco, se il mondo non riesce a trovare la strada della pace, della concordia tra i popoli, del benessere materiale dell’uomo nell’equità sociale; se “franano”, sempre di più,  le sue opere materiali e quelle ideali. È “il punto di partenza” che è ancora falsato e non sono certo le possibili e auspicabili “diversità” della sua applicazione nella realtà quotidiana, che fanno fatica ad emergere. Quando, invece, siamo in viaggio sui sentieri del “vecchio” Gesù, ci troviamo in un bunker di vera salvezza. In questo, però, si fa, purtroppo, fatica a credere, impedendo che la sola Parola entri nella nostra vita,continuando a cadere nella trappola delle molte parole, falsamente aggiornate!

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