La perdita del senso di Dio provoca la perdita del senso del peccato, riconosce il Papa

Per questo, raccomanda ai Vescovi del Canada di promuovere il sacramento della Penitenza

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CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 9 ottobre 2006 (ZENIT.org).- La perdita del senso del peccato ha la sua origine nella perdita del senso di Dio, ha riconosciuto Benedetto XVI questo lunedì.



Ricevendo i Vescovi della Western Catholic Conference of Canada, il Pontefice ha riconosciuto che “dove Dio viene escluso dal forum pubblico, il senso di offesa contro Dio – il vero senso del peccato – viene meno, così come si vanificano le categorie del bene o del male insieme alla responsabilità individuale quando il valore assoluto delle norme morali è relativizzato”.

“Quando il bisogno di cercare il perdono e la disposizione a perdonare vengono dimenticati, al loro posto sorge una preoccupante cultura di colpa e litigiosità”, ha affermato.

“Questo pericoloso fenomeno, tuttavia, può essere dissipato – ha affermato citando la parabola evangelica del figliol prodigo –. Seguire la luce della verità guaritrice di Cristo è dire con il padre: ‘Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo” e dobbiamo essere contenti “perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita” (Lc 15, 31-32).

Il Pontefice ha compiuto queste riflessioni basandosi sui rapporti e sugli incontri personali che ha avuto con i Vescovi canadesi nei giorni scorsi in occasione della loro visita quinquennale “ad limina apostolorum”.

Per il Vescovo di Roma, il recupero del senso del peccato diventa quindi una priorità pastorale, perché implicherà anche il recupero del senso di Dio.

“Questa priorità pastorale riflette la grande speranza che i fedeli sperimenteranno l’amore sconfinato di Dio come una chiamata ad approfondire la loro unità ecclesiale e a superare le divisioni e le frammentazioni che così spesso feriscono le famiglie e le comunità di oggi”, ha detto ai Vescovi.

Per questo, ha raccomandato ai presuli di promuovere il sacramento della Penitenza.

“Se questo sacramento è spesso considerato con indifferenza, ciò che provoca è proprio la pienezza della guarigione alla quale aspiriamo”, ha detto.

“Un nuovo apprezzamento di questo sacramento confermerà che il tempo trascorso nel confessionale trae il bene dal male, ripristina la vita dalla morte e rivela il volto misericordioso del Padre”, ha concluso.