"La piena felicità è nella complementarietà dei sessi"

Il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni, interviene nella discussione suscitata da un Tribunale che ha deciso di far riconoscere un matrimonio gay contratto all'estero

Grosseto, (Zenit.org) Redazione | 207 hits

La decisione del Tribunale di Grosseto di imporre al comune la trascrizione di un matrimonio tra due uomini contratto negli Stati Uniti, non ha lasciato indifferente mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo della città toscana.

“Come Pastore di questa comunità ecclesiale - scrive il presule - condivido con voi l’impegno che ci è affidato: continuare ad annunciare il vangelo della bellezza delle nozze tra un uomo e una donna come strada alla realizzazione della piena felicità che nasce e si completa nella complementarietà tra i sessi”.

Rivolgendosi alla comunità civile di Grosseto, il vescovo afferma: “Ci meraviglia, come in altri casi, il fatto che invece del Parlamento italiano sia la sentenza di un tribunale ad intervenire in una materia così complessa e intorno alla quale si confrontano sensibilità diverse e orientamenti culturali differenti”.

Secondo mons. Cetoloni, la decisione del tribunale “non è questione solo di una trascrizione burocratica”. Il suo “timore”, infatti, è che si tratta di un “altro tassello che contribuisce al senso di sfiducia in quelle che sono le Istituzioni portanti della nostra società democratica, chiamate dalla Costituzione ad essere luogo di confronto, di mediazione e di sintesi legiferata per il bene. Si moltiplicano i casi in cui questo avviene e si sgretola, così, il senso di appartenenza civile”.

Il vescovo afferma poi che la Chiesa “è chiamata a condividere e servire la storia degli uomini e delle donne di ogni tempo con umiltà, misericordia e ricerca di espressione della Verità nel dialogo accogliente e fecondo, nell’amore mai giudicante. È lo stile di Papa Francesco, che ci insegna a stare con la gente” prosegue il vescovo di Grosseto.

Precisando che è “nella ricchezza e nella bontà della differenza sessuale” che “si può costruire un’autentica cultura dell’incontro”, mons. Cetoloni invita pertanto a mantenere “un rapporto aperto e fraterno con tutti. I giorni che viviamo - conclude il presule - sono il quadro in cui siamo chiamati a riscoprire e vivere il Vangelo”.