La pillola abortiva ha effetti secondari e richiede controllo medico

Avverte il presidente della FIAMC

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di Patricia Navas


BARCELLONA, venerdì, 15 maggio 2009 (ZENIT.org).- Distribuire la pillola del giorno dopo senza bisogno di ricetta nelle farmacie, anche a minorenni, “è un'aberrazione che attenta contro la professione medica”.

Lo ha dichiarato a ZENIT il presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni Mediche Cattoliche, Josep Maria Simón, dopo che il Ministro della Salute spagnolo, Trinidad Jiménez, ha annunciato l'autorizzazione della vendita di questo farmaco senza controllo medico nelle farmacie di tutta la Spagna.

Simon ha avvertito che la pillola “ha seri effetti secondari” e non previene le circa 30 malattie a trasmissione sessuale esistenti.

“Se in Spagna c'è bisogno della ricetta medica per un antibiotico, dovrebbe essere necessaria anche per una pillola con tanti effetti secondari”, ha affermato.

Il medico ha aggiunto che “è un contrasto che si promuova questa pillola e allo stesso tempo si promuovano i preservativi”.

Simón ha ricordato che nel 70% dei casi la pillola agisce come abortivo, impedendo l'impianto di quello che è già un essere umano.

Per il presidente della FIAMC, inoltre, “il Ministero per le Pari Opportunità commette una mancanza contro la sana uguaglianza favorendo questa pillola, il cui carico anticoncezionale ricade esclusivamente sulla donna”.

A suo avviso, “è macabro” che “ora si modifichi la legge sull'aborto e si distribuiscano pillole del giorno dopo solo ed esclusivamente per giustificare l'esistenza di un Ministero come quello delle Pari Opportunità e cercare di mascherare la situazione economica spagnola”.

Come Simón, molti professionisti sanitari, farmacisti, politici e rappresentanti di entità civili hanno espresso la propria opposizione all'autorizzazione alla vendita di questa pillola senza ricetta nelle farmacie spagnole.

L'autorizzazione fa parte della “Strategia sulla Salute Sessuale e Riproduttiva” inclusa nel “Disegno di Legge Organica sulla salute sessuale e riproduttiva e sull'interruzione volontaria di gravidanza”, approvato questo giovedì dal Consiglio dei Ministri.

Con questa bozza della nuova legge sull'aborto, il Governo propone di legalizzare l'aborto libero fino a 14 settimane di gestazione, e fino alla 22ª settimana se esiste rischio per la vita o la salute della donna o se il feto ha gravi anomalie.

Il disegno di legge segnala anche che “l'interruzione volontaria di gravidanza verrà garantita tra i servizi del Servizio Sanitario Nazionale perché sia una prestazione pubblica e gratuita”.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]