La poesia mistica, espressione della “progressiva unione amorosa col divino”

Afferma il Cardinale Vicario Camillo Ruini

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CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 14 dicembre 2007 (ZENIT.org).- Pubblichiamo le parole pronunciate dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario del Papa per la diocesi di Roma, nella cerimonia del XVII Premio Mondiale “Fernando Rielo” di Poesia Mistica, tenutasi questo venerdì all'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede.

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Secondo la critica più autorevole, San Giovanni della Croce è il prototipo della poesia mistica. La maestria del linguaggio nel quale imprime la sua esperienza di unione con Dio nell’amore, lungi da una mera imitazione di immagini prese dal Cantico dei cantici, dalla lirica amorosa e dalla poesia pastorale italianizzante, dà alle sue poesie uno stile personale e irripetibile.

Quest’esperienza spirituale, elevata ad arte, supera ogni aspettativa ed è tanto intima e vitale, tanto reale, che il poeta mistico, contrariamente al poeta religioso, non si interroga mai, neanche come ricorso estetico, sull’esistenza o sull’inesistenza di Dio, perché Dio non è per lui una questione conoscitiva, ma un fatto vitale, celebrato in un’intima esperienza d’amore. Afferma Fernando Rielo nel suo discorso per il XV Premio Mondiale di Poesia Mistica:

La poesia mistica è per me concelebrata esperienza divina alla quale l’essere supremo ci invita per mezzo del poeta. Non può esserci celebrazione senza esperienza mistica, né è sufficiente la sola conoscenza culturale della mistica perché questa sia agape sperimentale di amore: con lo studio teologico – dice San Giovanni della Croce – si possono comprendere le verità divine; con la mistica, che è esercizio d’amore, non solo si conoscono, ma si sperimentano.

Più che poesia mistica, nelle diverse età e culture, è facile trovare quelli che Damaso Alonso chiama “poeti lirici a lo divino”, “radicati” alcuni, “sradicati” altri, senza una profonda esperienza dell’unione mistica. La storia della poesia sovrabbonda di poesie isolate che, se non sono mistiche, possono essere considerate paradigmatiche per la poesia religiosa.

Quale poeta, indipendentemente dal suo credo, non ha scritto qualche poesia religiosa? La poesia mistica è molto più che poesia religiosa. Questa può essere scritta da qualunque poeta, quella solo chi ha esperienza mistica. Perciò la poesia mistica si deve intendere come l’arte di esprimere per mezzo dell’immagine estetica formata con la parola, l’esperienza della progressiva unione amorosa col divino. Il mistico può trovare in questo modo nella letteratura, più che nel discorso filosofico, il mezzo migliore per esprimere questa profonda esperienza di unione con Dio.

Non possiamo dunque circoscrivere lo stile di un poeta mistico nel quadro di alcuni modelli classici già esauriti. San Giovanni della Croce, figlio della cultura del suo tempo, studiò le lettere con i gesuiti di Medina, le arti e la teologia nell’Università di Salamanca. Questi studi gli furono utili per acquistare la sensibilità culturale necessaria ad esprimere artisticamente la sua esperienza mistica, in romances, coplas, glosas, letrillas e canzoni in verso eroico, con immagini prese dalla poesia amorosa, pastorale o dalla Sacra Scrittura, soprattutto il Cantico dei Cantici. Ma un poeta mistico di oggi non deve necessariamente rifarsi al suo modello. Anzi, deve trovare altri mezzi espressivi adeguati allo stile della nuova generazione.

La poesia, dopo San Giovanni della Croce, ha guadagnato terreno negli ultimi secoli, specialmente nel XX secolo, quando i poeti, oltre alla storia letteraria del proprio paese, possono conoscere, in traduzione, le letterature dei cinque continenti. Quanto più cultura abbia il mistico, più strumenti poetici avrà a disposizione per la sua espressione estetica, la quale, in ogni modo, sarà comunque superata da quel tanto di ineffabile, al di là di ogni discorso possibile, proprio degli immensi universi del dolore d’amore evocati nelle immagine imbastite dalla parola poetica.