La Polonia marcia per la vita e per difendere i bambini

Domenica, oltre 120 città polacche riempite di manifestanti pro-vita che hanno lanciato, nel Mese della Famiglia, una campagna contro la sessualizzazione dei bambini

Roma, (Zenit.org) Redazione | 211 hits

Domenica scorsa, 1° giugno, si è svolta in Polonia la settima edizione della Marcia per la Vita, che quest’anno ha radunato in strada oltre diecimila persone. L’evento gode di una popolarità tale per cui aderiscono contemporaneamente più di 120 città polacche, nonostante la legge sull’aborto, in Polonia, sia tra le più restrittive esistenti in Europa.

Gli organizzatori hanno sottolineato la determinazione dei tantissimi partecipanti a ritrovarsi uniti, pur nelle loro differenze, per promuovere pubblicamente i valori della famiglia e del rispetto della vita dal concepimento fino alla morte naturale.

A Varsavia, epicentro dell’iniziativa, il corteo è stato aperto da una fila di donne incinte, seguite da centinaia di famiglie con molti bambini che hanno contribuito a creare un clima di gioia. Presenti anche diversi parlamentari. Lungo il corteo, erano disseminati banchetti per la raccolta firme della campagna “Stop pedofilia”, che mira ad impedire progetti finalizzati alla sessualizzazione dei bambini.

Tra le varie città coinvolte, anche Częstochowa, ove si trova il celebre Santuario della Madonna Nera. A presenziare alla Marcia, c'era mons. Waclaw Depo, Metropolita della città.

L’evento si colloca all’interno del “Mese delle famiglie”, inaugurato a maggio con una Marcia che si è tenuta a Breslavia. Mons. Marian Golebiewski, Arcivescovo emerito di Breslavia, aveva salutato l’inizio di questo mese dedicato spiegando che si propone l’intento di “dare testimonianza della speranza cristiana”.

I promotori dell’iniziativa sottolineano che tale occasione testimonia che “siamo gente che gode della vita e ama la propria famiglia”, nonché ricorda a tutti che “la famiglia dovrebbe costituire la priorità delle nostre attività e decisione, poiché ad essa è legato il bene dei nostri figli e di noi stessi”.

(F.C.)