La preghiera del cristiano

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 238 hits

Lettura

Il tema emergente è la preghiera. La preghiera implica una profondità totale di appartenenza e consegna a Dio che genera un profondo radicamento in Lui, come l’abbandono fiducioso del bambino. 

Meditazione

Il cristiano è chiamato a consegnare a Dio la vita intera come intelligenza, come cuore, come sensibilità umana. È la consegna a Dio anche della propria debolezza, ma tale consegna della vita a Dio diventa la certezza di una forza nuova. La preghiera è il conforto dell’esistenza cioè “rende forte” l’esistenza. Rende forte l’esistenza perché questo rifugiarsi in Dio – ecco una bella definizione di preghiera: «in te mi rifugio» – questo rifugiarsi della vita in Dio diviene certezza di un’inesorabile positività dell’esperienza, in quanto Dio, richiamato e implorato come presenza dell’esistenza, ne diventa la radice vera e il movimento. La preghiera consegna la vita alla sua radice che è Dio, in modo che questa presenza costituisca il movimento dell’esistenza stessa, il movimento dell’intelligenza e del cuore. Ma questa preghiera, rifugio della vita in Dio, ha una condizione fondamentale che è la libertà. Di fronte a Dio esiste la libertà umana che è il grande rischio e la grande responsabilità dell’esistenza. La lettura del Vangelo ci dice che il nucleo profondo, la radice profonda, della libertà umana, il cuore della libertà, è la semplicità del bambino; per cui la preghiera dovrebbe consentire al cristiano di ogni età, anche nelle età in cui tutto sembra indurirsi, diventare freddo e inefficace, di recuperare quella semplicità del bambino che riconosce e accetta il Regno e, accettandolo con semplicità e umiltà, consente al Regno di agire nella sua esistenza. Concludo con una citazione che mi pare possa aiutare a fare sintesi: «La nostra preghiera non deve consistere in atteggiamenti del nostro corpo: gridare, rimanere in silenzio, oppure piegare le ginocchia; dobbiamo piuttosto attendere con un cuore sobrio e vigilante che Dio venga e visiti l’anima introducendosi per tutte le sue vie d’accesso, i suoi sentieri e i suoi sensi» (da san Macario il Grande, 300-390 circa, Omelia 33). 

Preghiera

Signore, amico degli uomini, a Te ricorro al mio risveglio, cominciando il compito assegnatomi nella tua misericordia: assistimi in ogni tempo ed in ogni cosa; preservami da ogni seduzione mondana, da ogni influenza del demonio; salvami e introducimi nel tuo Regno eterno. 

Agire

Ritrovare la preghiera come criterio di giudizio sulla realtà e di comportamento e quindi fare della preghiera quotidiana, nella scansione almeno del mattino e della sera, il punto di sostegno dell’esistenza e dunque di ultima letizia nella varietà, talora drammatica, delle prove. 

Meditazione del giorno a cura di monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti  info@edizioniart.it